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Correva l’anno 1973: la storia della telefonia compie 45 anni

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Un prezzo da capogiro, più di un chilo di peso e una rivalità tra ingegneri hanno creato il mix perfetto per il primo cellulare

3.995 dollari.

Questo era il prezzo di listino del primo cellulare della storia, superando a mani basse tutti gli odierni devices iper-tecnologici che ogni giorno ci portiamo in giro nelle nostre tasche.

E 3.995 dollari nel 1984, anno di lancio sul mercato dell’oggetto, corrispondono a 9,841 dollari di oggi, dovuto all’inflazione lungo gli anni. Una cifra da capogiro persino per il re degli smartphone, l’iPhone X.

10 mila dollari sono tanti o pochi per l’oggetto destinato a rivoluzionare l’intero pianeta?

Lo “scherzo” telefonico che ha fatto la storia

All’inizio degli anni ’70 la competizione sulla ricerca e sviluppo di un primo telefono “mobile” era davvero sentita, specialmente tra i ricercatori delle grandi aziende tecnologiche.

Nel 1973 due colossi dell’epoca, rispettivamente Motorola e Nokia, sapevano di essere vicini a quella che sarebbe stata una svolta decisiva per il mercato. Ed entrambe sapevano che avrebbero dovuto correre non solo contro il tempo scandito dalla propria azienda, ma anche contro i propri rivali e i loro progressi.

Infine solo una delle due avrebbe avuto successo.

Era il 3 aprile di 45 anni fa. Nel centro di ricerca e sviluppo della Bell Labs, sotto il cappello Nokia, vi erano un gran fermento di lavoro misto ad entusiasmo, quando all’improvviso l’umore dell’intero centro cambiò.

Nella città di New York l’ingegnere americano Martin Cooper, nonchè dipendente per Motorola, decise di fare una chiamata al suo grande rivale Joel Engel, dipendente presso Bell Labs, dicendo poche ma pungenti parole:

«Noi alla Motorola ce l’abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà»

Quella chiamata del 3 aprile 1973 venne fatta per la prima volta da un telefono cellulare, il primo della storia umana. Quella chiamata fu l’inizio di una rivoluzione senza precedenti che sconvolgerà non solo il settore tecnologico, ma ogni parte della vita di tutti i giorni.

Una scatola riempita di sassi

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Può essere un buon paragone per descrivere il design del modello DynaTac (Dynamic Adaptive Total Area Coverage), dovuto alle sue caratteristiche:

  • 23 centimetri di lunghezza
  • oltre 1 chilo di peso
  • 30 minuti di autonomia
  • 10 ore di ricarica
  • solo tasti, senza schermo!

Features che lette oggi fanno sorridere noi consumatori di smartphone che abbiamo quasi dimenticato gli SMS, eppure le cifre di partenza sono state queste.

Dopo il 1973 bisognerà però attendere tanti soldi e ben 11 anni per poter vedere il primo modello ufficiale sul mercato. Infine, nel 1984 arrivò il Motorola DynaTAC 8000x, con 800 grammi di peso e una memoria sufficiente per 30 numeri telefonici in rubrica.

Questo modello darà il via a un’intera famiglia di telefoni cellulari DynaTAC, detti brick phone (“telefono a mattone”) per via della loro forma, rimpiazzata poi dalla MicroTAC all’inizio degli anni ’90. Oggi purtroppo la Motorola non esiste più come azienda, nonostante la sua storia sia ricca di imprese e progressi, a partire dalla sua fondazione nel 1928.

Nel 2009 è stata infatti divisa in due entità e nel 2014 la divisione dedicata alla mobilità è stata acquisita dalla cinese Lenovo.

Ma nonostante l’esito dell’azienda americana, si riconosce il suo merito per aver trasformato una lunga scatola di plastica nell’oggetto più utilizzato al mondo.

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