Cina: Vivere per 7 Giorni al 100% Rinnovabile

È Possibile Alimentare un’Intera Nazione con il Green? Il Progetto risponde Sì

L’interesse per il rinnovabile sta crescendo sempre più, anche in zone del mondo dove non era sentito qualche anno fa.

Una tra tutte è senz’altro la Cina, ricca di combustibili (carbone e petrolio), ma altrettanto fornita di elettricità pulita.

Questo è dimostrato dai fatti: nel 2015 lo stato asiatico ha sorpassato gli Stati Uniti nel campo delle macchine elettriche.

E la sua sfrenata corsa verso questo obiettivo non è intenzionata a fermarsi. Al contrario, a inizio estate la Cina ha portato avanti un importante progetto energetico.

L’Opera Energetica

Nel Qinghai, una vasta provincia nella zona Nord-Occidentale, gli abitanti hanno vissuto per 7 giorni, dal 17 al 23 giugno, utilizzando esclusivamente energia rinnovabile.

Per tutta la settimana la loro vita si è basata sullo sfruttamento dell’acqua, sole e vento, tentando di mettere da parte le fonti non green.

E pare che l’impresa abbia avuto un ottimo esito. Gli abitanti della zona, circa 5,8 milioni, non hanno avuto problemi o necessità di particolari adeguamenti.

Tutto ha proceduto senza alcun cambiamento per le persone, le quali non hanno dovuto adattarsi alla situazione.

Per il fabbisogno di circa 6 milioni di cinesi, sono stati necessari 1,1 miliardi di kWh (kilowatt/ora): una cifra che corrisponde a 535.000 tonnellate di carbone. Perciò questa è la cifra che è stata risparmiata a favore della natura.

L’idroelettrico è stato il caposaldo del progetto, andando a fornire il 72,3% dell’elettricità necessaria, seguita poi dal solare ed eolico.

energia green per 7 giorni in cina, scelgozero e l'energia pulita

Questo territorio non è stato scelto a caso tra le varie province. Infatti già disponeva di un efficiente settore rinnovabile, il quale costituiva l’80% della necessità totale. Il 20% restante deriva dalle centrali a carbone.

Il progetto mira proprio a ridurre, fino ad annullare, lo sfruttamento di petrolio o carbone. È il Qinghai ha dimostrato che non è solo un’idea, ma una possibilità reale.

Inoltre la Cina punta a un’ulteriore abbattimento di combustibili fossili entro il 2020. L’intenzione è quella di investire un importante capitale per ridurre la dipendenza da carbone nel paese (dal 62% al 55%) e finanziare il mondo rinnovabile, sempre più in crescita.

Camper a Energia Solare: Una Vacanza Tutta Green

I Pannelli Solari sono il Futuro dei Trasporti Per Abbattere l’Inquinamento?

Il camper è un’ottima soluzione per una vacanza all’insegna dell’esplorazione a contatto con la natura. Tuttavia potrebbe risultare problematico ricaricare la batteria del proprio veicolo nei pressi di aree non urbanizzate.

La soluzione sarebbe quella di guidare, permettendo al motore a benzina di fornire l’energia necessaria alla batteria.

Ma al salone del caravan di Dusseldorf del 2017 è stato presentato un modello capace di abbattere questo limite.

Si tratta di un caravan elettrico “tappezzato” da 31 metri quadrati di pannelli solari, coprendo così quasi ogni angolo della superficie esterna. Il concept di E-home è stato prodotto dall’azienda tedesca Dethleffs.

Il design non è differente dalle classiche case mobili, infatti la carrozzeria appartiene al marchio Iveco.

La novità si basa sull’aspetto energetico: sotto il cofano è stata montato un motore elettrico e una batteria da 228 Ah (ampere-ora). Mentre i pannelli fotovoltaici hanno una capacità di produzione fino a 3000 Watt di elettricità. Il potente accumulatore può sopravvivere a più di 250.000 chilometri, tutto a zero emissioni.

Attraverso una ricarica completa, sarà possibile coprire una distanza di circa 170 km. Purtroppo l’autonomia risulta ancora il principale problema dell’elettrico, con lunghi tempi di ricarica e scarsa durata.

È però importante sottolineare che il veicolo abbatterà il problema della necessità di una rete elettrica nei periodi di stasi, basandosi totalmente sull’energia fotovoltaica.

Nel Cuore del Camper Elettrico

La struttura interna del camper non si discosta dai suoi fratelli a benzina e diesel. Dispone infatti delle classiche aree quali cucina, zona letti, bagno e piccolo salotto.

pannelli fotovoltaici sul camper 100% rinnovabile

Presenta però alcuni esclusivi gadget energetici:

  • riscaldamento a infrarossi nel pavimento e nei mobili
  • immagazzinamento del calore quando la temperatura esterna supera i 26 °C

Tali caratteristiche lo rendono efficiente e a basso impatto energetico, ottimizzando così i consumi della giornata.

Inoltre, non si tratta del primo progetto di mezzo su strada con celle solari. Durante l’anno era già stato sviluppato un concept di camion con il tetto rivestito da pannelli, capaci di alimentare un semirimorchio refrigerato.

Tornando all’innovativa casa mobile, ad oggi risulta essere ancora un prototipo in fase di ulteriori perfezionamenti. La data della sua commercializzazione non è ancora stata dichiarata, insieme a un ipotetico prezzo di mercato.

Non resta che attendere i successivi test su strada, per capire se sarà possibile viaggiare a zero emissioni.

Dal 2032 La Scozia Dirà Stop Alle Auto a Combustione

Petrolio Contro Elettrico: La Scozia ha Deciso di Appoggiare il Rinnovabile

La Scozia è un paese ambizioso e cosciente dei problemi legati all’inquinamento. Il governo è perciò consapevole di dover effettuare un cambio di rotta sul versante energetico.

A questo proposito, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon si è espresso così:

“Il nostro obiettivo è questo: eliminare gradualmente automobili e van a combustibili fossili entro il 2032”

Questo traguardo è stato fissato in relazione al programma legislativo 2017-2018, dove il tema del rinnovabile possiede un’importante rilevanza.

Piano d’Azione 

Primo punto tra tutti sarà quello di massimizzare la produzione di veicoli elettrici e incentivare gli abitanti ad acquistarli durante i prossimi anni.

Sarà anche prevista l’eliminazione delle automobili ibride: il territorio dovrà essere dominato dalle batterie.

Nel programma legislativo sono stati programmati ulteriori provvedimenti:

  • creazione di nuove Low Emissions Zone (LEZ) entro il 2020: si tratta di una porzione di città nella quale verrà limitata la circolazione di veicoli a combustione
  • sviluppo di una massiccia ed efficiente rete di ricarica a livello nazionale
  • elettrificazione della A9, la principale autostrada del paese, attraverso la costruzione di punti di ricarica per i veicoli
  • ridurre gli sprechi e migliorare il riciclaggio dei materiali
  • proteggere la flora e la fauna del territorio, tentando anche di restituire alla foresta centinaia di ettari 

Dunque gli obiettivi da portare avanti sono molti e impegnativi. In particolare sarà complesso realizzare l’abolizione  dei combustibili fossili su strada entro il 2032.

scozia vieta benzina e diesel nel 2032

La Scozia sarà il primo paese europeo a eliminare diesel e benzina dal territorio, se riuscirà a rispettare la propria scadenza. Ha infatti anticipato di ben 8 anni il suo vicino oltre il vallo di Adriano.

L’intento dell’Inghilterra è quello di bloccare la vendita di mezzi a combustione nel 2040, mentre il 2050 sarà l’anno in cui verrà resa illegale la loro circolazione. 

A primo impatto possono apparire come date molto lontane dal presente. In realtà l’impegno in questione è titanico, considerando anche che Londra è stata una tra le prime città al mondo a sperimentare il trasporto su ruote, a fine ‘800.

Se questi progetti dovessero realmente avere successo, si potrà assistere a una svolta epocale nel campo delle energie rinnovabili, con tutti i benefici che potranno portare

 

 

Industria 4.0: il Petrolio Comincia a Tremare

La Quarta Rivoluzione Industriale Promette al Mondo un Futuro Eco-sostenibile e Amico della Robotica

Questi sono gli obiettivi fissati per la 4.0, attenta ai cambiamenti climatici e allo sfruttamento di risorse dannose.

Lungo il corso della storia dell’uomo sono avvenute 3 fasi evolutive industriali. E’ bene precisare che si è trattato di un lento e graduale processo, che ha portato con se ogni volta una profonda trasformazione nella società.

  1. La prima rivoluzione industriale, nella seconda meta del ‘700, portò in campo due rivoluzionarie invenzioni: macchina a vapore e spoletta volante. Queste permisero una crescita economica del settore metallurgico e tessile mai viste prima.
  2. La seconda, del 1870, diede un’altra importante scossa all’economia, grazie a petrolio ed elettricità. Nacque così il settore energetico.
  3. Venne quindi la terza, cent’anni dopo la precedente, portando al boom globale dell’elettronica e informatica. 

A partire dal 2011, è il turno della quarta. Automazione e interconnessione sono le sue due parole chiave, dove Internet è alla base di questa evoluzione.

Non esisterà più il “singolo” macchinario, ignaro e slegato da tutti i suoi compagni della catena di montaggio.

Questa rivoluzione porterà a una rete di scambi continui d’informazione, garantendo un collegamento totale e su larga scala.

Una sorta di social network aziendale, dove al posto di video e “mi piace”, vengono condivisi una densa quantità di dati riguardanti la produzione.

Infine, esiste una sostanziale differenza tra le precedenti rivoluzioni e quella in cui stiamo vivendo oggi. In passato, le intenzioni erano basate sulla produzione e sul guadagno, spesso a scapito della natura.

Il presente al contrario, si muove in relazione all’impatto ambientale che avranno le possibili decisioni da prendere.

1. I Big passeranno al green

L’interesse verso questo aspetto è sempre più presente nelle piccole e grandi ditte. E per grandi si intendono marchi come Google, Apple, Facebook e Walmart, solo per citarne alcuni.

102 aziende in totale hanno infatti preso parte a una collaborazione, RE100. L’impegno di queste multinazionali sarà quello di utilizzare solo energia pulita al 100% per i propri impianti.

Inoltre, la facoltà di decidere quando fissare il proprio traguardo energetico è stabilito da loro. Ciò lascia ampia libertà di scelta in base agli interessi personali e alle proprie disponibilità.

102 aziende con energia 100% rinnovabile, obiettivo di 102 aziende

2. Machine learning

L’introduzione di nuove tecnologie nelle aziende permetterà una maggior controllo energetico su tutta la produzione.

Il machine learnign sarà capace di ottimizzare al meglio i singoli consumi, in pieno stile Tesla. L’azienda di Elon Musk, infatti, sviluppa aggiornamenti di sistema per le proprie vetture elettriche che talvolta riducono il consumo di energia elettrica.

Grazie all’immensa rete di collegamenti, si potranno monitorare le condizioni dell’impianto di produzione di una fabbrica. Ciò consentirà di:

  • svelare se ci sono dei guasti nei macchinari
  • conoscere la loro richiesta energetica

Con questa tecnologia si potranno evitare alcuni sprechi di elettricità legati ai malfunzionamenti. Quando uno strumento presenta anomalie, tende a consumare in eccesso.

Potendo avere il controllo dei suoi parametri, si potrà chiarire il problema e intervenire.

energia rinnovabile e scelgozero

3. Stampa 3D

Nonostante questa tecnologica sia nata negli anni ’80, il suo impiego commerciale si sta diffondendo solo negli ultimi anni e detterà un’altra opportunità per il rinnovabile.

Questo metodo richiede meno materiali rispetto alla classica catena di montaggio industriale, e meno tempo per la prototipazione. Si tratta però di un investimento dato che il prezzo delle stampanti professionali è elevato.

Ma i risparmi futuri e i benefici verso l’ambiente non tarderanno ad arrivare.

industria 4.0 sostiene l'ambiente con la stampa 3D

Nonostante questa quarta rivoluzione sia agli albori, dei risultati sono già stati raggiunti. E le ambizioni sono ancora molte, nella direzione di un futuro pulito e smart.

I 6 Motivi per Puntare sul Led

Il LED conviene, ecco il perchè

LED è la parola chiave dell’illuminazione, e dall’inizio del millennio risulta la soluzione migliore per ogni situazione. L’interesse verso questa tecnologia sta crescendo sempre più per i clienti e di conseguenza le aziende produttrici tentano di migliorarle.

Le tipologie di lampadine più comuni nelle abitazioni sono tre: alogene, a risparmio energetico (CFL) e LED. Ma i LED vincono il primo posto sul podio per questi 5 motivi:

1) Durata

I LED richiedono più soldi al momento dell’acquisto, avendo un prezzo maggiore della concorrenza, tuttavia la spesa verrà ammortizzata. La loro durata media è compresa tra le 40.000 e le 60.000 ore, corrispondenti a circa 6 anni. Da 3 a 10 volte di più rispetto alle lampadine a risparmio, la cui vita stimata è di 6.000 – 15.000 ore, e da 10 a 30 volte di più rispetto alle alogene: circa 2.000 – 6.000 ore di vita per loro. Perciò, nonostante le lacrime versate per la spesa iniziale, col tempo il risparmio avrà la meglio.

2) Consumo

Il LED richiede una quantità di energia nettamente inferiore rispetto alle avversarie. Su 50.000 ore di utilizzo, richiede un consumo indicativo di 500 kW. La lampadina a risparmio energetico si aggira sui 1.200 kW sulle stesse 50.000 ore ipotetiche, mentre un’alogena, sempre sul gradino più basso per efficienza, richiederebbe circa 3.000 kW. Tutto ciò si traduce in un netto risparmio in bolletta lungo il corso degli anni.

3) Ambiente

Partendo dal punto precedente, si può vedere come la neo tecnologia rispetti l’ambiente. Grazie a un consumo inferiore, cala la richiesta di elettricità e con sè l’inquinamento prodotto. Inoltre, al loro interno non sono presenti elementi dannosi per l’uomo o per la natura se dispersi, segnando un altro punto a loro favore.

4) Calore

Caratteristica risaputa delle alogene è lo spreco di energia. Infatti solo il 10% viene utilizzata realmente per illuminare, mentre la restante viene dispersa sotto forma di calore. Le lampade LED, utilizzando materiali semiconduttori, rimangono fredde anche dopo diverse ore di utilizzo. Grazie a loro, non bisognerà più aver paura di scottarsi le dita.

5) Resistenza

In caso di caduta o urti modesti, le lampadine a LED saranno le uniche a non rompersi. Anche per questo risultano essere molto affidabili in ambienti esterni.

6) Colore

Le lampadine a LED hanno il vantaggio unico di poter cambiare frequenza, e quindi colore. Con le giuste lampadine e un telecomando apposito potrete personalizzare l’atmosfera e cambiare colore con un semplice tocco.

In conclusione, si tratta di un acquisto sia green che amico del proprio portafoglio, fondendo affidabilità con efficienza.

Occhiali 2.0: Smart e alla Moda

Saranno indossati da tutti nel futuro oppure non riusciranno a sfondare il mercato?

Per quanti è stato un problema trovarsi per strada con il telefono scarico e senza soluzioni?

Capita spesso, a causa della ancora scarsa durata della batteria dei nostri tanto affezionati smartphone.

Per fortuna l’energia pulita può essere ottenuta attraverso alcuni comuni oggetti che durante la giornata circondano chiunque, e L’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe ha riflettuto a lungo su come poterne estrarre senza complicazioni aggiunte.

Per non creare il nuovo wearable (indossabile) che nessuno userà mai sono quindi partiti da un oggetto che usano tutti: gli occhiali da sole. A questo punto bisognava solo fargli estrarre energia dal sole.

Hanno così creato un prototipo che si mostra come un classico occhiale con lenti oscurate, ma all’interno pulsa il cuore elettronico di questo dispositivo.

Possono essere classificati come Sistema di ricarica wearable: un gadget che fornisce energia.

Le lenti sono formate da celle solari organiche, ottimali per questo tipo di compito.

Si tratta di una tecnologia molto dinamica, potendone controllare la trasparenza, lo spessore e il colore personalizzabile. Sono grazie all’assenza di silicio sono molto leggere, e questo permette che si adattino alle esigenze dei clienti.

Queste lenti solari serviranno ad alimentare un termometro e due piccoli display nelle stanghette. Questi smart-glasses potranno quindi riportare sui lati l’intensità della luce e la temperatura registrati.

occhiali 2.0, occhiali smart

Un ottimo vantaggio sarà quello di poter sfruttare i pannelli anche indoor, attraverso la luce artificiale.

Il ricavo energetico sarà inferiore rispetto all’esterno, ma sufficiente alle necessità energetiche di questi occhiali, o per l’alimentazione di dispositivi acustici o pacemaker.

Per ora ricaricare il cellulare è fuori questione, ma con gli sviluppi dei prossimi anni potremmo presto disporre di moltissimi gadget fotovoltaici.

L’Alimentazione a Idrogeno Raggiunge anche l’Italia

Il progetto 3Emotion accompagna l’Europa verso il cambiamento

L’Europa tenta di procedere sempre più verso una strada a favore dell’ambiente e del rinnovabile. È consapevole che il campo dei trasporti è in gran parte sostenuto dai combustibili fossili.

Nasce così 3Emotions, una collaborazione tutta europea con lo scopo di mettere in circolazione mezzi pubblici alimentati a idrogeno. Il progetto coinvolge 6 diverse città che verranno fornite di alcuni autobus a fuel-cell (quelle che trasformano l’idrogeno in energia).

Sono 18 i partner che hanno deciso di appoggiare l’iniziativa, tra cui la Regione Lazio, l’Atac Roma e l’ENEA. Il totale previsto sarà di 27 mezzi suddivisi tra Versailles, Pau, Londra, Rotterdam, Aalborg e anche Roma.

Visto che l’Italia rientra nel quadro del progetto, è necessario provvedere all’installazione di un punto di rifornimento comodo. Il Lazio ha quindi stanziato un totale di 5 milioni di euro per i 5 autobus a idrogeno previsti e per la stazione di rifornimento.

Questo combustibile sarà prodotto attraverso due processi:

  • da acqua demineralizzata attraverso un elettrolizzatore dentro un container
  • dalla biomassa legnosa convertita da un gassificatore da 100-200 kWth (kiloWatt termal hora)

Il primo sarà il più influente, con una capacità di 10 Nm3/h, mentre il secondo rappresenta il 26% dell’energia totale.

La durata della dimostrazione sarà di 3 anni e mezzo, andando così a terminare nel 2022. Si è calcolato che i 5 veicoli copriranno una distanza di circa 170 mila km all’interno della capitale, riuscendo così a fornire un prospetto approfondito del loro funzionamento.

progetto europeo per l'alimentazione a idrogeno, l'idrogeno green

L’Italia e il suo rapporto con l’H2 (idrogeno)

Il mondo del trasporto alimentato a idrogeno è ancora poco conosciuto nello Stivale. Basti pensare che attualmente sul territorio ci sono solo 3 punti di rifornimento attivi, insufficiente per la crescita del prodotto.

Alla fine del 2016 sono stati presi dei provvedimenti riguardo questo argomento, innalzando ad esempio la pressione dei distributori da 350 bar a 700 bar, che si traduce in un’autonomia più elevata per il veicolo.

Altro punto toccato è stato proprio quello del rifornimento. È stato stabilito che entro 31 dicembre 2025 verrà ampliato il numero di stazioni di servizio lungo tutto il paese.

Queste migliorie potranno forse aiutare lo sviluppo di questo mercato, anche se le auto elettriche sembrano essere un trend con probabilità di successo di gran lunga superiori.

Analisi Completa dei Veicoli Elettrici: Sì o No?

Le Automobili Elettriche Hanno Conquistato una Fetta Importante del Mercato. Proviamo quindi ad Analizzarle.

Si dice che in meno di 30 anni il mondo sarà alimentato interamente da energia rinnovabile. Per il momento però siamo ancora nelle mani dei combustibili fossili.

Petrolio, gas naturale, carbone e centrali nucleari detengono il primato nei maggiori settori industriali. Tra tutti il più comune è quello del trasporto, alimentato in netta maggioranza da benzina e diesel.

Da alcuni anni, tuttavia, sta maturando un impegno notevole verso un cambio di rotta, tutto a favore del rinnovabile. Alcuni marchi automobilistici si stanno dirigendo verso il mercato elettrico, probabilmente sia per motivi ecologici che economici.

Pro e Contro vantaggi dell'elettrico, costi e inquinamento ridotti

E’ necessario però far chiarezza riguardo ai punti a favore e a sfavore dei veicoli elettrici. Nel 2017 conviene oppure no?

Vediamo tutti i suoi vantaggi:

  1. Risparmio

    Questo punto merita sicuramente il primo posto, perchè l’elettrico permette di abbattere drasticamente i costi dei rifornimenti rispetto a diesel e benzina.

    In media, per percorrere 200 km bisogna spendere dai 3 ai 6 euro, in base al modello e a molti altri fattori collegati alla guida. Nettamente inferiore rispetto ai 15-20 euro di una comune automobile a combustione.

    Un altro risparmio lo si incontra nella manutenzione del veicolo. Le parti in movimento del motore infatti sono pochissime. Questo determina un minor rischio di danneggiamento dei componenti e quindi meno visite dal meccanico.

    Infine bollo e assicurazione costano molto meno per incentivare i consumatori ad acquistare macchine elettriche.

  2. Tutto Green

    Con questo punto si va a toccare il lato più etico del proprio acquisto. Un’elettrica non immette nell’ambiente alcun tipo di sostanza inquinante, tanto che non possiede il tubo di scarico.

    La stessa energia utilizzata viene principalmente prodotta da fonti rinnovabili, e nel caso di Tesla è 100% pulita. In alternativa, grazie a pannelli o tegole solari uniti ad una batteria domestica come Powerwall 2, si potrà ricaricare l’auto direttamente a casa propria a costo zero.

  3. Privilegi

    Guidare un mezzo elettrico permette di possedere dei punti a favore legati alla circolazione. Non si hanno vincoli nelle ZTL di molte città, nè limiti nei periodi in cui vengono imposti i blocchi sul traffico.

  4. Comfort

    È un privilegio che da sempre accompagna questo tipo di vetture. I pochi componenti in movimento e l’assenza di combustione fanno sì che i rumori e le vibrazioni durante la marcia siano pressochè assenti. Questo permette una guida più silenziosa e piacevole, che è in netta contrapposizione con quella rumorosa e instabile delle auto tradizionali.

vantaggi in auto elettrica, comfort e autonomia

Purtroppo per ogni cosa bella è anche presente l’altro lato della medaglia.

Ecco quindi i punti Contro che contraddistinguono un mezzo elettrico:

  1. Autonomia

    Aspetto probabilmente più dolente nel mondo green. Molti veicoli non presentano sufficiente autonomia per poter compiere in sicurezza un viaggio al di fuori della città. Infatti è proprio un aspetto su cui l’azienda Tesla spinge molto, visto che i suoi modelli sono garantiti per un chilometraggio elevato, fino a 600 km!
    Gli studi riguardo le batterie del futuro sono in continuo sviluppo e in futuro sicuramente questa tecnologia crescerà. Per adesso bisogna valutare bene le proprie esigenze.

  2. Investimenti

    I costi di queste vetture, soprattutto se di fascia bassa, si mantengono ancora su un range di prezzo piuttosto elevato, al contrario dei suoi concorrenti a benzina e diesel con uguali prestazioni. Oggi, volendo acquistare un’elettrica, conviene investire in un modello ad alte prestazioni, ammortizzabile in pochi anni.

  3. Tempi di Ricarica

    Le tempistiche per rifornire completamente il proprio mezzo non sono sicuramente rapide. Al contrario, ci vogliono diverse ore perché si possa disporre del 100% dell’autonomia. Come l’aspetto precedente, anche questo è in via di sviluppo tra i vari marchi, specialmente in Tesla. Attraverso i suoi punti di ricarica, garantisce il rifornimento di energia in 30 minuti.

  4. Postazioni di ricarica

    Ultimo argomento a sfavore è la distribuzione a livello territoriale dei punti di ricarica, ben inferiori rispetto alle esigenze di un cliente con veicolo elettrico. Sono necessari maggiori interesse e incentivi a livello nazionale per poter permettere la diffusione di questi elementi, aumentando così le vendite del prodotto.

    Anche questo problema, probabilmente, è transitorio perché con i maggiori sviluppi e vendite di questa categoria automobilistica, aumenterà l’interesse nel fornire il paese di una possibilità di ricarica adeguata.

Nel caso fossi interessato ad acquistare un veicolo elettrico ma sei scoraggiato dai troppi contro, prova ad aspettare qualche anno.

 

 

 

La Batteria Green Funziona con la Nostra Saliva?

Le batterie del futuro saranno sostenibili e non inquinanti secondo questo prototipo

Un grosso problema sorto insieme alle tecnologie di oggi è rappresentato dalle batterie. La durata è sempre inferiore rispetto alla nostra esigenza, sono difficili da smaltire e spesso sono care. Per le case ci sono soluzioni innovative come la PowerWall 2 di Tesla, ma per i dispositivi portatili?

Nel mondo stanno nascendo decine di prototipi (vedi Batterie del Futuro 1 e Batterie del Futuro 2) e negli Stati Uniti, presso la Binghamton University di New York, una squadra di ricercatori guidata da Seokheun Choi ha ideato un curioso prototipo.

Il team ha sfruttato i precedenti studi di inizio anno del professor Choi sui “Papertronics”, le prime batterie di carta. Il funzionamento avviene attraverso delle gocce d’acqua contenenti dei batteri che vengono poste sulla superficie. La respirazione delle forme di vita permette la produzione di corrente elettrica, attivando la carica.

le batterie alimentate da batteri, scelgozero e il green

Da questo punto di partenza sono state create le batterie a saliva. Il processo ricalca quello del precedente progetto, con la differenza che i batteri si trovano già all’interno dell’apparecchio, ma sotto forma liofilizzata (privi di acqua). Sarà compito della saliva quello di attivare la produzione di energia una volta inumiditi i batteri.

Punti a Favore

Choi illustra che ci sono 2 netti punti a favore per questo oggetto:

  • è sempre possibile attivare la batteria, dato che la saliva non manca mai
  • la liofilizzazione dei batteri impedisce la degradazione, conservandola

Inoltre il suo utilizzo in futuro potrà essere ampio. Si pensa che potranno sostenere i Paesi in crescita, visto il ridotto costo e il semplice smaltimento rispetto alle loro sorelle tradizionali. Si tenterà di inserirle anche nel campo della diagnostica di malattie, dove l’elettricità richiesta non è elevata.

Punto a sfavore

La quantità di energia prodotta è ancora nettamente al di sotto degli standard minimi, con una produzione di pochi microwatt per centimetro quadrato. L’obiettivo è fornire centinaia di milliwatt.

A quel punto si potrà pensare a un utilizzo su vasta scala, riuscendo a fondere capacità con sostenibilità.

 

Rinnovabile Vs Nucleare: Questa Volta ha Vinto il Green

Tutti i Motivi e i Successi che hanno permesso questo Importante Traguardo

Sono passati più di trent’anni dall’ultima volta in cui questo accadde, nel lontano 1984. E oggi la storia si ripete, tutto a favore dell’energia sostenibile.

A fornire dati e avvenimento è l’Energy Information Administration (EIA), il ramo statistico del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti d’America (DoE). La notizia fa riferimento alla produzione di elettricità nei mesi di marzo e aprile 2017. La vittoria purtroppo non comprende ogni campo e impiego dell’energia elettrica, ma riguarda solamente le utility. Non comprende quindi trasporti e industrie, ed esclude le principali fonti quali petrolio e carbone dall’equazione.

I 3 fattori del successo

La EIA specifica che i principali fattori di ciò sono 3:

  • L’importante crescita del rinnovabile sul suolo americano
  • Le ampie precipitazioni che hanno favorito l’idroelettrico
  • Gli svariati controlli sulle centrali nucleari in quel periodo

Nonostante 2 punti su 3 non si basino sulla forza dell’energia green, resta un avvenimento significativo. Il nucleare infatti detiene un potere maggiore rispetto al suo avversario pulito.

Come si può osservare dal grafico della EIA, il nucleare ha avuto un picco in negativo, andando a scontrarsi con il picco in positivo della solare.

Altri 3 motivi della vittoria Rinnovabile

L’idroelettrico è il caposaldo della classifica americana, con una produzione di 30.000 GWh a marzo. È sempre la EIA a specificare che rispetto al 2016 la produzione di energia idroelettrica è aumentata del 14%.

Un altro incremento lo si trova nell’eolico e nel solare, grazie a svariati upgrade e migliorie sugli impianti di produzione. Nel 2016 questo ha permesso alla’America di poter produrre più del 60% dell’energia elettrica – riservata alle utenze – attraverso queste due rinnovabili.

Il green segna un altro punto sulla scala energetica contro il nucleare per un ultimo motivo. Mentre la prima ha conosciuto notevoli sviluppi negli ultimi decenni, ampliando l’efficienza e riducendo le falle, il nucleare ha incontrato un punto statico. Dagli anni ’90 questa tecnologia è rimasta all’incirca sempre la stessa, con assenza di particolari perfezionamenti.

Inoltre diverse centrali nucleari sono andate incontro a problemi di sicurezza e ciò si è spesso tradotto con la sospensione o la chiusura dell’impianto. E il rinnovabile intanto procede per la propria strada.