Bernie Madoff: il “re” degli Schemi Ponzi

Bernie Madoff Prigione

E’ morto in prigione il 14 aprile 2021 all’età di 82 anni

Un triste modo di iniziare un articolo, ma un chiaro segno di cosa abbia significhi, in fin dei conti per Bernie Madoff, diventare il più grande truffatore della storia.

Lo stesso Jordan Belfort, famoso per il libro The Wolf of Wall Street poi interpretato da Leonardo di Caprio nell’omonimo film, dice che con una condanna di 150 è giusto che Madoff muoia in prigione.

Truffare mezzo mondo (anche di più si potrebbe dire) è oltretutto una grave forma di crimine morale verso chi si fida di noi. Ancora di più se consideriamo che il figlio di Bernard Madoff si è tolto la vita in seguito alla condanna del padre.

Alcuni potrebbero dire che per una truffa da 65 miliardi durata 40 anni ne sia comunque valsa la pena, ma noi non la vediamo affatto in questo modo e per questo preferiamo ricordarlo così.

Bernie Madoff

Bisogna però dire che si merita il titolo di “Re” degli schemi Ponzi, perchè tra le sue vittime non ci sono stati solo personaggi famosi come il regista Steven Spielberg e l’attore Kevin Bacon, ma anche diverse banche tra cui Unicredit e Banco Popolare.

Come funziona uno Schema Ponzi?

Innanzitutto occorre evidenziare cosa sia uno Schema Ponzi: abbiamo fatto un approfondimento a questo link ma per farla breve è un sistema piramidale in cui vengono promessi guadagni elevati, in questo caso tra il 10% e il 12% l’anno (cifre alte ma credibili), a fronte di un investimento iniziale.

Ma c’è il trucco, perchè quelli che sembrano guadagni sono in realtà una semplice restituzione dell’investimento fatto dai vari truffati. L’unica cosa che conta è continuare a far entrare nuovi investitori per alimentare lo schema.

E il fulcro dell’intera operazione è che gli stessi truffati ne diventano promotori a fronte di “chiari” guadagni. Chi non vorrebbe consigliare un buon investimento ad un amico?

Come ha fatto Bernie Madoff?

Bernie, a differenza di Charles Ponzi, non arrivava dai bassifondi. Era infatti ex presidente del Nasdaq e un uomo molto influete e conosciuto alla borsa di New York.

La sua strategia è quindi stata semplice: camuffare uno schema ponzi con una società di investimenti azionari e consulenza finanziaria.

Bernie Madoff Sentenza

Tutti gli investitori erano convinti che i loro capitali sarebbero stati investiti in borsa traendone profitti. In realtà i fondi venivano ridistribuiti ai creditori che erano entrati nello schema prima di loro.

E più persone continuavano a guadagnarci, più persone continuavano a suggerire il fondo di di Madoff come investimento sicuro, alimentando il circolo vizioso.

A fine 2008, quando è stato arrestato, la frode era arrivata a 37 mila persone – tutte chiaramente influenti visto il suo circolo di conoscenze – provenienti da 136 paesi del mondo.

Se proprio vogliamo trarne una lezione utile, è di certo l’importanza del personal branding!

Succedeva un anno fa: 2020 vs 2021 come la pandemia ci ha cambiati

2020 vs 2021 pandemia

E’ ormai un anno che questa pandemia ci accompagna quotidianamente.

Fino ad ora le perdite sono state tante, sia da un punto di vista umano che economico. La nostra natura è quella di vivere in branco, organizzarci in società e questo distanziamento sociale sta eliminando tutto quello che per noi è fondamentale per vivere e stare bene.

E proprio in questo primo anniversario della pandemia da Covid possiamo fare un bilancio di come sono cambiate le cose, sotto vari punti di vista. Effettivamente non ci sono solo stati aspetti negativi come l’isolamento; il dover lavorare da casa, il passare più tempo con i propri figli hanno aiutato gran parte delle persone a reagire, reinventarsi e a godersi un pochino di più la vita e la famiglia.

Ecco quali sono a nostro parere, le principali trasformazioni che ci sono state dal 2020 al 2021.

La formazione è passata dalla presenza all’online

Se fosse capitata una cosa del genere trent’anni fa tutti saremmo rimasti chiusi in casa senza poter far nulla: internet non era così facilmente accessibile e la situazione sarebbe stata molto più complicata di quanto lo sia ora.

E’ bastata qualche settimana di lockdown per far si che scuole e aziende iniziassero a riorganizzarsi, chi meglio chi peggio.

Ora a distanza di un anno sono moltissime le persone che lavorano in Smart Working, a scuola si può andare a distanza, si possono frequentare corsi, fare esami, test, senza troppa difficoltà.

Anche chi ha perso il lavoro può cercare di reinventarsi sul web tramite il Network Marketing con tutti i vantaggi che comporta.

2020 vs 2021 Prezzo dell'energia

Com’è cambiato il prezzo dell’energia

Nonostante la maggior parte della gente sia chiusa in casa il costo della vita non è diminuito, anzi sotto certi aspetti è aumentato.

Anche il prezzo dell’energia continua a salire e probabilmente, passando molto più tempo in casa a causa della pandemia e consumando molta più corrente, il rincaro è molto più evidente.

L’aumento è stato di circa il 4,5% a famiglia e a originarlo sono stati i costi all’ingrosso che continuano a salire.

Se ti interessa azzerare per sempre le bollette leggi qui.

2020 vs 2021 Internet

Siamo diventati tutti più abili con internet

Internet è stata la nostra salvezza, in questo periodo è diventato un elemento fondamentale per studiare, fare corsi, restare in contatto con i propri affetti e lavorare.

Moltissime persone hanno trasformato le loro case in piccoli uffici super organizzati in cui praticare Smart Working in completa tranquillità.

E nonostante sia aumentata la disoccupazione anche le proposte di Network Marketing sono sempre di più e affidabili, permettendo a chi ha perso il lavoro di trovare una nuova rendita grazie a Internet.

Ci siamo riscoperti

Passare molto tempo da soli a casa ci ha cambiato molto, alcune persone hanno riscoperto la loro pace interiore, altre sono quasi impazzite.

Questa pandemia ci ha fatto confrontare con noi stessi, abbiamo dovuto affrontare le nostre paure, l’ansia, la solitudine senza poterlo evitare in alcun modo.

Alcuni di noi sono cresciuti con questa esperienza, imparando a riflettere e a gestire situazioni difficili attraverso nuovi aspetti. Ma altri hanno sofferto e continuano a farlo, necessitano di aiuto psicologico e rischiano di crollare da un momento all’altro.

2020 vs 2021 Scoperta della natura

Ed è qui che entra in gioco di nuovo la tecnologia, medici e psicologi incontrano pazienti online, fanno videochiamate e sono disponibili per chat e supporto psicologico.

Abbiamo dato più importanza alle persone e alla natura

Anch se può sembrare assurdo, molti di noi sono dovuti stare chiusi in casa mesi per riscoprire il piacere di una passeggiata. Per contattare un amico, telefonare ai nonni.

Questa è stata la nota più positiva di questa pandemia, grazie ad essa abbiamo ridato il vero valore alla vita, agli affetti e alla natura.

Abbiamo imparato a rispettare di più noi stessi e tutto quello che ci circonda.

Ora legale: quando cambia? Perchè si cambia? A noi non cambia!

Perchè cambio ora legale

L’ora legale cambierà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo.
Le lancette verranno spostate avanti di un’ora, dalle 2 alle 3 di notte.

Abbiamo risposto alla prima domanda, ma resta da capire…

Perchè si cambia l’ora ogni anno?

A differenza dell’ora solare, che è dettata appunto dai cicli solari, l’ora legale è una convenzione nata agli inizi del ‘900 che sposta le lancette dell’orologio avanti di un’ora per diversi mesi dell’anno. E non tutti lo sanno ma questo accade per una ragione ben specifica.

Allontanandosi dall’equatore infatti la differenza tra le ore di sole estive e invernali è sempre maggiore. Vale a dire che sull’equatore una giornata ha sempre circa 12 ore di sole e 12 ore di ombra, sia in estate che in inverno. Andando verso nord invece le giornate estive si allungano e quelle invernali si accorciano. Andando verso sud accade invece il contrario.

Quando cambio ora legale

Perchè quindi spostare l’orologio avanti o indietro di un’ora? Per meglio approfittare della luce del sole.

In questi giorni prima del cambio infatti avrete notato che quando suona la sveglia (diciamo alle 7.00) il sole è già sorto e si irradia su tutta la città.

La sera invece, al contrario dei mesi estivi, cala ancora abbastanza presto qui in Europa. Quindi perchè non spostare la lancetta così da avere un’ora di luce in più la sera invece di sprecarla di mattina?

Certo è un vantaggio, ma questo semplice cambio ha un enorme vantaggio soprattutto in termini macroeconomici. Farà poca differenza sulla bolletta di un comune cittadino, ma per uno stato intero o addirittura per l’intera Unione Europea questo cambio si traduce in grandi risparmi energetici.

Eppure, l’ora legale è una convenzione che avrà presto termine

Questo è l’ultimo anno dell’ora legale?

La risposta non è certa, ma ogni anno l’UE avanza la proposta di abolire l’ora legale. Nonostante in vantaggi economici infatti questa convenzione, in un mondo ormai super globalizzato, porta anche problemi di coordinamento internazionale.

Pochi lo sanno, ma l’ora legale infatti non è adottata in tutto il mondo. Anzi viene usata quasi esclusivamente in Nord America e in Europa. Per tutto il resto del mondo l’unica ora che conta è quella solare e questo ogni anno porta in auge questo ciclico dibattito, ma quest’anno potrebbe essere definitivo.

Molti infatti sono i paesi che adottavano questo sistema, ma che col tempo hanno preferito abbandonarlo. Tra i più importanti ci sono proprio la Cina, l’India, la Russia e la Turchia.

dove ora legale

Ancora peggio, nel Nord America e in Australia non riescono a mettersi tutti d’accordo nemmeno all’interno dello stesso paese.

Inoltre il risparmio energetico, che un tempo rappresentava una percentuale considerevole della spesa energetica complessiva, nel mondo energivoro di oggi è una percentuale talmente piccola da fare davvero poca differenza.

Perchè non ci interessa?

Certo può essere un fatto curioso, interessante da raccontare ai propri amici, ma ai nostri clienti non interessa.

Se nell’arco di un estate normalmente si possono risparmiare fino a 100€ sulle bollette grazie all’ora legale, molti dei nostri clienti hanno già azzerato le bollette.

Che differenza possono fare 100€ in meno su una bolletta da 0€?

La storia dibattuta dell’origine del Black Friday

La storia del black friday

Tra miti e leggende

Il primo uso registrato del termine “Black Friday” non arriva dallo shopping né dalle vacanze, ma dalla crisi finanziaria del 24 settembre 1869, giorno in cui ci fu il crollo del mercato dell’oro statunitense.

Due famosi e spietati finanzieri di Wall Street, Jay Gould e Jim Fisk, si unirono per acquistare il maggior quantitativo di oro della nazione possibile con l’intenzione di ridurre l’offerta e far salire il prezzo alle stelle, per poi rivenderlo quando il prezzo avrebbe raggiunto il picco.

black friday oro

Il loro piano andò a gonfie vele, tanto che con l’immissione di tutto quell’oro di nuovo nel mercato il prezzo crollò mandando in caduta libera l’intero mercato e causando una crisi che coinvolse tutti, dai baroni di Wall Street ai contadini.

La seconda storia più comune dietro al “Venerdì Nero” si collega invece ai dettaglianti che dopo un anno intero di attività in perdita (in rosso) avrebbero guadagnato un profitto (sono andati in nero) il giorno dopo il Ringraziamento, giorno in cui gli acquirenti spendevano a destra e a manca in ogni merce scontata da poter regalare durante le festività natalizie.

Negli ultimi anni è emerso un altro mito che dà una svolta particolarmente brutta alla tradizione, sostenendo che già nell’Ottocento i proprietari di piantagioni del Sud America potevano acquistare schiavi a prezzi scontati il giorno dopo il Ringraziamento. Anche se questa versione delle radici del Venerdì Nero ha comprensibilmente portato alcuni a chiedere un boicottaggio della festività, non ha per fortuna alcuna base storica ufficiale.

black friday schiavi

Da Venerdì Nero a “venerdì in nero”

Un’altra versione dell’origine del Black Friday risale agli anni ’50, quando la polizia della città di Philadelphia usava il termine per descrivere il caos che si scatenava il giorno dopo il Ringraziamento. Sempre per gli sconti per le festività natalizie in arrivo infatti, orde di acquirenti e turisti di periferia si riversavano in città per la partita Esercito vs Marina che ogni anno si teneva quel sabato.

I poliziotti di Philadelphia avrebbero dovuto fare turni extra-lunghi per far fronte alla folla e al traffico supplementare, i taccheggiatori avrebbero approfittato della bolgia nei negozi per andarsene con la merce, con un ulteriore mal di testa per le forze dell’ordine.

black friday polizia philadelphia

Negli anni ’60 il termine aveva preso talmente tanto piede a Philadelphia che i commercianti cercarono invano di cambiarlo in “Grande Venerdì” per eliminare le connotazioni negative.

Nei 25 anni successivi il termine si diffuse nel resto del Paese e nel 1985 era di uso comune a livello nazionale. Alla fine degli anni Ottanta, però, i rivenditori trovarono il modo di reinventare il Venerdì Nero e di trasformarlo in qualcosa che si riflettesse positivamente, piuttosto che negativamente, su di loro e sui loro clienti.

Il risultato fu che, grazie alla scontistica diffusa da ogni commerciante, il giorno successivo al Ringraziamento rimase quello dei grandi acquisti, delle bolge e dei turni doppi per la polizia, ma diventò famoso come il venerdì che riportava i conti “in nero”.

Ben presto le radici più oscure del termine sono state in gran parte dimenticate e da allora l’evento si è trasformato in un periodo di quattro giorni dando vita ad altre “festività al dettaglio” come Small Business Saturday/Sunday e Cyber Monday.

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Balck Friday tutto l’anno

E se questo giorno è famoso in tutto il mondo per i prezzi scontati che offre, noi di ScelgoZero abbiamo il Black Friday tutto l’anno. Infatti per 365 giorni di fila potrete acquistare l’abbonamento ad un prezzo scontato, da 350€ a 250€, approfittando del primo appuntamento disponibile.

Uno sconto del 28% tutti i giorni dell’anno. Che ve ne pare?

Differenze tra Smart Working e Remote Working

Differenze tra smart working e remote working

Qual è dal differenza con il telelavoro?

Oggi il termine smart working è più che mai diffuso, soprattutto dopo l’ondata Covid che ha dovuto costringere numerose persone a lavorare da casa, nonostante non l’avessero mai fatto.

In effetti, con il termine smart working si generalizza spesso tutto il telelavoro. In realtà esiste una differenza tra smart working e quello che moltissime persone svolgono come telelavoro, ovvero il remote working.

Sono molte le figure che si sono trovate a dover avere a che fare con il lavoro a distanza durante l’emergenza sanitaria: docenti, settore amministrativo, aziende network marketing e tante altre figure professionali, hanno dovuto continuare a svolgere il proprio lavoro da casa.

Sia il telelavoro che lo smart working sono approcci lavorativi resi possibili dagli strumenti informatici di cui si dispone. Da un punto di vista normativo però – non solo teorico – i rapporti tra le aziende e i dipendenti sono profondamente diversi.

Se si escludono i lavoratori freelance ed i liberi professionisti che utilizzano ogni giorno gli strumenti tipici dello smart working, concentrandosi solo sui lavoratori dipendenti, le persone che in Italia svolgono un reale lavoro in smart sono circa 7%, mentre solo il 5% è sottoposto a un regime di telelavoro.

obiettivi smart working

Cos’è lo smart working?

Possiamo dire che lo smart working sia l’evoluzione del remote working, in quanto è stato reso possibile dall’innovazione degli strumenti digitali e dalla diffusione sempre più ampia della connettività.

Attraverso lo smart working il dipendente può svolgere la propria attività fuori dall’azienda, e scegliere in completa autonomia sia gli orari che il luogo di lavoro, senza dover necessariamente avere una postazione fissa. In poche parole, si può decidere quando e come portare a termine gli obiettivi durante la giornata… Senza alcun tipo di vincolo, se non quello di raggiungere alcuni risultati.

Il successo dello smart working risiede nella capacità di cambiare ed innovare il pensiero e le azioni di manager e dipendenti, svincolandosi da orari e posto di lavoro, tramite fiducia, responsabilità e cooperazione.

Molti dipendenti che lavorano per guadagnare con il network marketing e la vendita diretta, ma anche architetti, grafici, professionisti del settore medico e molti ancora, hanno stipulato un contratto con la loro azienda che gli permette di lavorare in reale regime di smart working, potendo scegliere di svolgere l’attività professionale in un ambiente di co-working, in casa, in albergo o al bar, e in qualsiasi momento della giornata.

Attraverso lo smart working le aziende guadagnano un’efficienza ed una produttività maggiore, poiché si è visto che i dipendenti lavorano meglio.

I lavoratori, d’altro canto, possono gestirsi il tempo come desiderano, soprattutto quelli più smart, che potranno permettersi di lavorare anche meno di 8 ore al giorno, se riescono a svolgere le mansioni in meno tempo. Ciò porta ad un lavoro più mirato, meritocratico ed intelligente.

lavorare da casa smart remote working

Il remote working e le differenze con lo smart working

La flessibilità ed adattamento di cui abbiamo parlato non sono presenti nel telelavoro, che è invece il semplice trasferimento della postazione lavorativa del dipendente al di fuori del luogo di lavoro.

In questi casi infatti si deve sempre rispettare un orario lavorativo e si deve comunicare una sede da dove si sta svolgendo l’attività professionale.

Con il telelavoro si è quindi sempre vincolati da orari e luogo di lavoro, ciò che cambia è che si può lavorare da casa (e solo da casa) attraverso gli strumenti digitali ed informatici.

Lo smart working permette di lavorare solo sugli obiettivi evitando di sprecare il proprio tempo in ufficio anche quando c’è meno lavoro da svolgere. Nel remote working invece tanti dipendenti sono vincolati alle 8 ore al giorno ma non sono incentivati a lavorare per obiettivi da raggiungere.

Per questo lo smart working è stato da molti adottato come soluzione ideale e verrà prolungato anche in seguito alla pandemia.

Londra: la strada 2.0 è fatta di plastica

La società MacRebour è pronta a rivoluzionare il mercato con la sua idea di eco-asfalto: pulito, economico, resistente

Riciclare sta diventando sempre più un’esigenza per molti paesi del mondo, costretti a dover fare i conti con le migliaia di tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno.

E tra tutte le tipologie di rifiuti, la plastica è probabilmente una delle più presenti, su terra e gravemente in mare.

Nel Regno Unito pare che il problema sia stato preso con molta serietà, tanto da trasformare un semplice percorso di asfalto e buche nell’innovativa eco-strada di plastica.

Il progetto innovativo

Il progetto nasce da un’intuizione dell’ingegnere Toby McCartney e viene messo a punto dalla società scozzese MacRebur. L’idea alla base è piuttosto semplice: utilizzare bottiglie di plastica e altri rifiuti mischiati ad asfalto per realizzare una strada eco-sostenibile.

Forse è più facile a dirsi che a farsi, ma l’azienda è stata più che capace di arrivare al termine dei lavori.

DOVE

Prima di tutto è stato necessario trovare il miglior percorso sul quale costruire questa nuova tipologia di strada. La scelta è caduta sul borgo londinese di Enfield, lungo una parte della Green Dragon Lane.

Si tratta di una strada molto trafficata sia da mezzi privati che pubblici, elemento che è stato sicuramente decisivo per la scelta, vista la fama del traffico di rovinare l’asfalto lungo il tempo. Ma con il progetto di MacRebour, il nuovo mix di materiali renderà l’asfalto molto più resistente all’usura.

costruire strada di plastica

COME

Trovato il posto, ora sarebbe servito procurarsi una grande quantità di plastica da riciclare, presente in grande quantità purtroppo. Da questa è stato creato un vero e proprio mix con l’asfalto:

  • la plastica è stata usata come collante, sostituendo così il bitume, derivante da combustibili fossili
  • per ogni tonnellata di asfalto sono stati impiegati dai 3 ai 10 kg di plastica

Questo mix di ingredienti porterà ad avere una strada resistente ai mezzi e al tempo, più economica per lo stato e “amica dell’ambiente”.

Quanti eco-asfalti ci sono nel mondo?

L’amministrazione di Londra è rimasta colpita dal progetto della società, tantoché ha proposto un finanziamento per estendere l’eco-asfalto ad alcune fermate degli autobus della città.

Questo tuttavia non è stato il primo progetto per la MacRebour. Nel 2016 infatti hanno avviato un programma di asfaltature da 200mila sterline in Cambria, sempre in Gran Bretagna, lungo la Lake District, ossia l’autostrada A7.

In quell’occasione sono state utilizzate circa 500mila bottiglie di plastica per completare il lavoro. E l’ambiente non può che ringraziare.

L’intervento di Enfield si tratta fondamentale per l’azienda, proprio per l’appoggio avuto di Transport for London: un lasciapassare per il mercato internazionale.

Prima della MacRebour erano già stati fatti alcuni passi in questo settore.

Nel 2015 in Olanda era partito il progetto PlasticRoad, lanciato dalla società Volker Wessel, e tutt’ora è possibile vederne i risultati in una strada di Rotterdam.

riciclare la plstica, strada di plastica

In questo caso la strada è analoga a dei blocchi Lego incastrati uno in fila all’altro, con la possibilità di smontarli per qualsiasi evenienza. Tutto rigorosamente in plastica riciclata.

Un secondo progetto è stato quello della città indiana Chennai, lungo la Jambuligam Street, dove nel 2002 è stato costruito un tratto stradale con materiali riciclati. E l’aspetto sorprendente è il fatto che ad oggi la strada non presenta alcuna crepa o buca!

Questo eco-asfalto quindi ha tutte le carte in regola per gareggiare contro le miscele usate oggi e soprattutto di vincere la corsa verso la sostenibilità.

Correva l’anno 1973: la storia della telefonia compie 45 anni

Un prezzo da capogiro, più di un chilo di peso e una rivalità tra ingegneri hanno creato il mix perfetto per il primo cellulare

3.995 dollari.

Questo era il prezzo di listino del primo cellulare della storia, superando a mani basse tutti gli odierni devices iper-tecnologici che ogni giorno ci portiamo in giro nelle nostre tasche.

E 3.995 dollari nel 1984, anno di lancio sul mercato dell’oggetto, corrispondono a 9,841 dollari di oggi, dovuto all’inflazione lungo gli anni. Una cifra da capogiro persino per il re degli smartphone, l’iPhone X.

10 mila dollari sono tanti o pochi per l’oggetto destinato a rivoluzionare l’intero pianeta?

Lo “scherzo” telefonico che ha fatto la storia

All’inizio degli anni ’70 la competizione sulla ricerca e sviluppo di un primo telefono “mobile” era davvero sentita, specialmente tra i ricercatori delle grandi aziende tecnologiche.

Nel 1973 due colossi dell’epoca, rispettivamente Motorola e Nokia, sapevano di essere vicini a quella che sarebbe stata una svolta decisiva per il mercato. Ed entrambe sapevano che avrebbero dovuto correre non solo contro il tempo scandito dalla propria azienda, ma anche contro i propri rivali e i loro progressi.

Infine solo una delle due avrebbe avuto successo.

Era il 3 aprile di 45 anni fa. Nel centro di ricerca e sviluppo della Bell Labs, sotto il cappello Nokia, vi erano un gran fermento di lavoro misto ad entusiasmo, quando all’improvviso l’umore dell’intero centro cambiò.

Nella città di New York l’ingegnere americano Martin Cooper, nonchè dipendente per Motorola, decise di fare una chiamata al suo grande rivale Joel Engel, dipendente presso Bell Labs, dicendo poche ma pungenti parole:

«Noi alla Motorola ce l’abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà»

Quella chiamata del 3 aprile 1973 venne fatta per la prima volta da un telefono cellulare, il primo della storia umana. Quella chiamata fu l’inizio di una rivoluzione senza precedenti che sconvolgerà non solo il settore tecnologico, ma ogni parte della vita di tutti i giorni.

Una scatola riempita di sassi

storia del cellualre, motorola primo cellulare

Può essere un buon paragone per descrivere il design del modello DynaTac (Dynamic Adaptive Total Area Coverage), dovuto alle sue caratteristiche:

  • 23 centimetri di lunghezza
  • oltre 1 chilo di peso
  • 30 minuti di autonomia
  • 10 ore di ricarica
  • solo tasti, senza schermo!

Features che lette oggi fanno sorridere noi consumatori di smartphone che abbiamo quasi dimenticato gli SMS, eppure le cifre di partenza sono state queste.

Dopo il 1973 bisognerà però attendere tanti soldi e ben 11 anni per poter vedere il primo modello ufficiale sul mercato. Infine, nel 1984 arrivò il Motorola DynaTAC 8000x, con 800 grammi di peso e una memoria sufficiente per 30 numeri telefonici in rubrica.

Questo modello darà il via a un’intera famiglia di telefoni cellulari DynaTAC, detti brick phone (“telefono a mattone”) per via della loro forma, rimpiazzata poi dalla MicroTAC all’inizio degli anni ’90. Oggi purtroppo la Motorola non esiste più come azienda, nonostante la sua storia sia ricca di imprese e progressi, a partire dalla sua fondazione nel 1928.

Nel 2009 è stata infatti divisa in due entità e nel 2014 la divisione dedicata alla mobilità è stata acquisita dalla cinese Lenovo.

Ma nonostante l’esito dell’azienda americana, si riconosce il suo merito per aver trasformato una lunga scatola di plastica nell’oggetto più utilizzato al mondo.

Come l’Italia riesce a incantare grandi e piccoli di tutto il mondo [GALLERY]

Avete mai visto la luce in queste forme?

Sono molti i Light Festival nel mondo che costantemente riescono a conquistare il cuore di tutti gli spettatori.

E tra tanti paesi a organizzarli, l’Italia può andare fiera dei suoi Festival delle Luci, che di anno in anno riscuotono sempre più successo.

È il caso di due importanti Festival, organizzati nei mesi di gennaio e febbraio 2018 lungo lo stivale.

Salerno illuminata per oltre due mesi

Luci d’Artista è il primo tra questi, tenutosi nella città di Salerno dall’11 novembre 2017 all’21 gennaio 2018. L’evento tocca diversi punti della città campana e propone diversi temi luminosi, come:

  • ambiente marino con il dio Nettuno
  • costiera amalfitana con una pianta di limoni
  • “Lo zoo che vorrei” con luminarie giganti di animali

Oltre ai temi luminosi installati, sono state inserite altre importanti attrazioni, capaci di trasformare la città:

  • mostra di progetti di Leonardo da Vinci
  • albero di Natale alto 30 metri
  • ruota panoramica di oltre 60 metri

Brescia e il suo castello incantato

La città di Brescia ha trasformato il proprio castello in un magico mondo fiabesco grazie al CidneOn Festival.

Organizzato dal 10 al 17 febbraio, è riuscito a far accorrere oltre 270 mila visitatori, entusiasti grazie alle 15 attrazioni luminose installate. È stato un viaggio magico tra videoproiezioni, installazioni luminose e performance musicali.

Il tutto rispettando l’ambiente. L’eco-sostenibilità è stata infatti messa al primo posto grazie a:

  • molti alberi piantati per compensare la CO2 prodotta
  • un totale utilizzo di tecnologia led, pulita e conveniente
  • la differenziazione dei rifiuti prodotti
  • dei materiali riutilizzabili o riciclabili per la maggior parte degli oggetti installati

La bellezza delle luci – Gallery

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10 lampade volanti: la magia del Cirque du Soleil

In questo breve Video 10 droni Creano uno Spettacolo Emozionante

Pensando al moderno mondo tecnologico in cui oggi siamo immersi è difficile riuscire ad associarlo alla magia.

Tutto si basa sulla scienza e quindi sui dati, sempre più in corsa verso la perfezione. Eppure il Cirque du Soleil è riuscito a dimostrare come in realtà il confine tra sfera reale e fantastica sia molto sottile.

Ogni tecnologia odierna 20, ma anche solo 10 anni fa era considerabile come magica. Oggi possiamo letteralmente “emanare” una canzone dopo aver pronunciato la formula magica Ok Google o Ehy Siri.

Ma oggi è sempre più difficile stupirci. Per questo Il Cirque du Soleil ha prodotto SPARKED, un video dove la tecnolgia che oggi tutti conosciamo riesce ancora ad affascinarci con un non so che di magico..

Il fascino della luce ha la forza di creare uno spettacolo immersivo e coinvolgente: un momento dove lo spettatore può dimenticarsi cosa è vero e cosa no perchè l’importante è lasciarsi emozionare.

Light Festival: la luce come mai nessuno ha visto prima

Giappone, Australia e Italia sono alcuni esempi di luoghi dove la luce si è trasformata in arte

Da sempre la luce ha la forza di incantare e stupire l’uomo. A partire dalle splendide Aurore Boreali ammirate già dai nostri antenati ai giochi di luce tra acqua e sole, gli spettacoli luminosi non hanno mai smesso di lasciare a bocca aperta.

A distanza di millenni, la tecnologia ci ha permesso di poter controllare questo elemento e di gestirlo a nostro piacere. Sia per illuminare la vita di tutti i giorni e sia per far brillare gli occhi di tutto il mondo.

Ed è proprio questo l’intento dei tanti Festival delle Luci organizzati lungo gli anni, capaci di trasmettere tutta la bellezza dei colori.

Il castello incantato italiano

Quello toccato dal Festival delle Luci si è realmente trasformato in un castello incantato per una settimana. La fortezza fortunata è quella di Brescia, dove dal 10 al 17 febbraio ha illuminato il cielo lombardo.

L’evento, conosciuto come CidneOn, ha visto accorrere più di 270 mila visitatori in totale, rompendo il record dell’anno precedente di 150 mila e rivelandosi un vero successo.

Dal Canada all’Olanda, dal Portogallo alla FInlandia, ogni artista è accorso per partecipare a questa maestosa celebrazione della luce.

cideon brescia, festival delle luci

L’intera Capitale Danese

Copenhagen Light Festival è il nome dell’evento che sta colorando le vie della capitale danese nel mese che va dal 2 febbraio al 2 marzo.

Sono tanti i punti della città da scoprire e vivere con occhi diversi dalla vita quotidiana, specialmente per i suoi abitanti. Questa località è infatti meno illuminata rispetto agli standard delle grandi capitali europee e in questa occasione si tratta di un forte vantaggio.

L’intenzione non è quella di “bombardare” le strade di luci, ma di offrire un’esperienza visiva diversa dei luoghi di tutti i giorni, con sfumature e colorate tonalità.

50 Opere londinesi

E così come Copenhagen ha avuto il suo, anche Londra può vantarsi del proprio festival, con il Lumiere London 2018, tenutosi dal 18 a 21 gennaio.

Migliaia di luci e 50 opere totali di rinomati artisti hanno pervaso le vie della capitale britannica:

  • Westminster Abbey
  • Leicester Square
  • King’s Cross
  • Oxford Circus

sono solo alcuni dei fortunati punti toccati da questo evento, capace di spostare milioni di persone che non vedono l’ora di rimanere stupite.

lumiere london 2018, festival delle luci

Le Proiezioni di Sydney

Gli spettacoli luminosi non sono però esclusiva dei territori europei. Al contrario, anche negli altri continenti queste celebrazioni sono ben conosciute, come in Australia.

Ogni Natale a Sydney vengono installati diversi punti luminosi e tra questi il più famoso è senz’altro quello della cattedrale di Saint Mary. Sulla facciata vengono infatti proiettate enormi immagini, da disegni sacri, a suggestive fotografie fino a elementi astratti.

Resort Giapponese

E come per l’Australia, anche il Giappone ospita lungo l’inverno uno spettacolare festival delle luci, questa volta tenuto in un luogo privato, il Nagashima Resort della città di Kuwana.

Qui più di otto milioni di LED hanno la forza di creare un mondo fatato, formato da tunnel luminosi e cascate di lampadine. Un evento capace di raccogliere oltre due milioni di curiosi visitatori.

Perchè proprio come i nostri antenati, davanti allo spettacolo della luce non si può che rimanere incantati.