Due città 100% a energia rinnovabile in Italia: quali sono?

Le fonti rinnovabili crescono: lo dice uno studio della Carbon Disclosure Project. E l’italia conquista il primo posto in Europa con Bolzano e Oristano

I dati parlano chiaro, l’energia rinnovabile sta diventando sempre più presente nel mercato energetico mondiale.

E di conseguenza ecco che col trascorrere del tempo stanno comparendo intere città e stati alimentati al 100% a energia pulita. Si tratta di un trend in netta crescita che porterà a un completo riassetto di ciò che oggi è l’alimentazione energetica di molte città, ancora vicine ai combustibili fossili.

È stata l’organizzazione no profit internazionale Carbon Disclosure Project (CDP) a rilasciare il proprio studio sullo sviluppo dell’energia rinnovabile, rivelando che:

  • su 570 città prese in analisi, 100 sono al 70% sostenute da fonti pulite
  • nel 2015 le città green erano appena 42 sullo stesso campione

città pulite italia, Bolzano e Oristano città green italia

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Si tratta di un importante progresso che dimostra il grande interesse sia delle aziende, come Tesla in Australia, e sia di interi stati, pronti a schierarsi dalla parte del sostenibile.

Italia sempre più verde

La corsa dell’Italia per migliorare il proprio impatto ambientale non trova freni. A partire dalla decisione di bloccare la produzione di veicoli benzina e diesel alla crescita dell’eolico, il paese sta cercando sempre più prendere le distanze dai combustibili fossili.

Questo è soprattutto dimostrato da Bolzano e Oristano: le prime due città italiane a essere alimentate al 100% da fonti pulite, sempre secondo la ricerca della CDP.

La prima ricava la propria elettricità al 100% da fonti idroelettriche e ha in cantiere un progetto di forte riduzione delle emissioni in città entro il 2020.

Oristano, capoluogo sardo, sfrutta un efficace mix energetico di idroelettrico e solare, rendendola indipendente dal petrolio.

Un traguardo fondamentale verso l’obiettivo del paese, considerando anche che all’interno della UE l’Italia si pone come prima classificata per numero di città verdi. Al secondo posto vi è infatti la svizzera Basilea, sempre 100% green.

energia pulita in italia

“I dati CDP 2017 mettono in evidenza come le città stiano intensificando le azioni contro i cambiamenti climatici, con un significativo aumento dei report ambientali, degli obiettivi di riduzione delle emissioni e dei piani di azione per il clima fin dal 2015, in seguito all’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi”

Queste sono le parole dell’organizzazione, soddisfatta dell’interesse suscitato dalle città riguardo questo tema. Secondo Cdp, nel mix delle fonti 275 città dichiarano di utilizzare energia idroelettrica, 189 eolica e 184 solare. Altre 164 utilizzano biomasse e 65 fonti geotermiche.

tutti i tipi di energia nelle città

Dai pannelli galleggianti alla forma del panda: la Cina è in testa al rinnovabile

La Cina prosegue con la sua corsa nel rinnovabile raggiungendo 130 GW di capacità energetica fotovoltaica

L’interesse del gigante asiatico verso l’energia rinnovabile non passa di certo inosservato agli occhi degli stati. E ad oggi può porsi come più grande produttore di rinnovabili al mondo.

I dati della Cina

la conferma ufficiale arriva dalla National Energy Administration (NEA) che annuncia una chiusura energetica 2017 da record. Infatti solo nello scorso anno il paese ha avuto un incremento di  52,83 GW di nuova capacità solare. Un traguardo impressionante, cosiderando che nell’anno 2016 la crescita era stata di 18,69 GW.

E con questa cifra la Cina può vantarsi di avere più dell’11% dell’energia utilizzata pulita.

Lo stato era già riuscito a superare gli USA nel campo delle rinnovabili ed era anche riuscito ad alimentare un’intera provincia cinese senza combustibili fossili per una settimana.

I risultati ora si possono vedere tutti, sia sul lato della salute e dell’ambiente e sia su quello economico.

Di circa 160 miliardi di dollari investiti nel green in tutto il mondo lungo il 2017, più della metà (85 miliardi $) hanno trovato fortuna in Cina.

Parco Fotovoltaico del Panda

Oltre alla potenza energetica, la Cina è anche interessata all’estetica.

A questo hanno pensato diverse aziende cinesi, prime tra tutte la United Nations development programme (Undp) e la China merchants new energy (Cmne).  Queste hanno costruito un enorme parco fotovoltaico dalle sembianze di un panda.

Se osservato dall’alto l’animale, simbolo dello stato, appare seduto e sorridente, mentre osserva curiosamente il cielo. Oltre a regalare tenerezza e stupore al paese, fornisce una capacità di 100 megawatt e sarà perciò capace di produrre 3,2 miliardi di kWh lungo i prossimi 25 anni.

Una cifra davvero importante che farà risparmiare milioni di tonnellate di carbone al Paese.

40MW galleggianti

Altra grande impresa nel campo fotovoltaico è stata la costruzione di un intero impianto posto sulla superficie di un lago. Questo perchè:

  • evita il depositarsi della polvere sui pannelli
  • riduce la temperatura dei pannelli e ne migliora quindi il lavoro

E con i suoi 40MW di capacità, si pone come il più grande impanto galleggiante al mondo.

energia rinnovabile cina, pannelli solari a forma di panda

Il futuro cinese è 100% green?

Tra tanti numeri e informazioni, sembra quindi che la direzione della Cina sia solo una, ossia diventare uno stato rinnovabile. Al momento non è ancora possibile prevedere una crescita di queste proporzioni perchè i tempi sarebbero troppo lunghi, vista l’estensione territoriale e il numero di abitanti.

Le intenzioni del governo cinese sono però chiare. Vi è in progetto di investire 360 miliardi di dollari in rinnovabili entro il 2020, riuscendo così a creare 13 milioni di nuovi posti di lavoro.

Inoltre la Cina ha già sperimentato come sarebbe vivere al 100% di energia rinnovabile per una settimana, con ottimi risultati.

E nel 2020 infine è previsto che la capacità di energia pulita del paese salga oltre il 25%.

Considerando che nella città di Shenzhen (12 milioni di abitanti) l’intero trasporto pubblico è stato reso elettrico, queste cifre potranno diventare realtà.

Una nuova alleanza sta nascendo tra gli stati ma quasi nessuno se n’è accorto

A partire dall’Europa fino ad oltreoceano: tutti i paesi che hanno deciso di passare al rinnovabile

L’utilizzo dei combustibili fossili è uno tra i temi più caldi di questo 2017.

Di conseguenza stanno fioccando sempre più proposte per limitarlo e sostituirlo con altre forme di energia pulita, sempre più economiche.

Oggi sul mercato sono presenti già molte fonti energetiche rinnovabili e i loro costi si stanno riducendo col passare del tempo.

Solare, eolico e idroelettrico sono i rimedi più utilizzati al momento, sia per efficacia che per convenienza. Ma la lista green è molto più lunga di questa.

In quanti dicono No all’inquinamento?

Anche gli stati che stanno voltando le spalle ai combustibili fossili sono sempre di più e vanno da paesi meno abitati come il Cile, alle super potenze economiche, prima tra tutte la Cina.

Schierata in prima linea a favore della causa si pone sicuramente la Francia. Questa si è fissata degli importanti obiettivi a cui tenere fede entro il 2040:

  • blocco della vendita e circolazione di veicoli a diesel e benzina
  • divieto di estrazione di combustibili fossili nel territorio nazionale

Tutto ciò sposterà il proprio mercato automobilistico su una linea elettrica, con molti benefit per il clima.

Ben prima rispetto a questi provvedimenti invece, a partire dal 2018, le molte centrali nucleari del paese subiranno un graduale ma drastico ridimensionamento con non poche conseguenze per l’Italia. Questo per via della loro pericolosità, della difficoltà nello smaltimento delle scorie e soprattutto per indirizzare lo sfruttamento delle fonti pulite.

Anche in Nord Europa c’è aria di cambiamento. Statens Pensjonsfond Utland è il fondo sovrano della Norvegia e la sua decisione è stata quella di togliere i propri fondi d’investimento dal settore petrolifero.

Il messaggio è perciò forte, visto che detiene grandi quantità di titoli di società come Exxon, Eni e Total.

Spostandosi verso ovest si incontra la piccola Scozia, che ha l’obiettivo di anticipare di ben 8 anni la decisione francese, come dichiarato dal primo ministro Nicola Sturgeon:

“Il nostro obiettivo è questo: eliminare gradualmente automobili e van a combustibili fossili entro il 2032”

Una lotta contro il tempo quella degli scozzesi, dove la vittoria potrà essere conquistata tramite una massiccia elettrizzazione del territorio, prendendo come esempio la Germania.

Dall’altra parte del mondo l’interesse si mantiene comunque vivo, tanto che la Nuova Zelanda ha messo la firma su:

  • 100% di energia ricavata solo da rinnovabile entro il 2035
  • stop alle emissioni nel paese entro il 2050

Obiettivi raggiungibili considerando che già oggi il paese produce l’85% della sua energia da fonti rinnovabili.

Lo Stivale resta al passo

Anche l’Italia avrà un posto al tavolo dei Paesi Verdi, con anno limite fissato per il 2040. Entro quella data l’intento è di eliminare totalmente diesel e benzina dalle strade italiane.

I pendolari sono in costante crescita e i livelli di inquinamento si fanno sentire. Il governo ha perciò deciso che è ora di cambiare rotta, appoggiandosi a mezzi pubblici e automobili elettriche.

Sarà solo questione di tempo prima di vedere un nuovo nome sulla lista dei pro rinnovabili, dichiarando guerra all’inquinamento per un mondo più pulito.

energia rinnovabile negli stati, stop al petrolio fracia italia

La nave green che non inquina arrivando a destinazione: com’è possibile?

2000 Tonnellate di massa e un totale di 1000 batterie al litio con la potenza di 40 automobili elettriche

La Cina riesce sempre più ad affermarsi in questo caldo mercato dell’energia rinnovabile, dopo l’impresa di vivere 7 giorni al 100% con energia pulita.

In precedenza la Norvegia aveva annunciato la sua imbarcazione elettrica a pilota automatico.  La società olandese Soel Yachts aveva poi lanciato il primo yacht tutto green.

Ora spetta di nuovo al grande paese d’Oriente conquistare il primo posto in campo navale: ha completato la nave cargo elettrica più grande al mondo.

Dati e numeri

È stato il cantiere navale Guangzhou Shipyard International Co ad aggiudicarsi il primato ecologico.

Il colosso rinnovabile ha una lunghezza di 70 metri e una larghezza di 14 per un totale di 2000 tonnellate di peso.

Le sue 1000 batterie e i due super condensatori da 2,4 MWh permettono alla nave di viaggaire a una velocità di 12, 8 km/h.

Si tratta di una velocità relativamente bassa, ma considerando il suo utilizzo è più che sufficente. Un primo esperimento riuscito! Con le batterie del futuro si otterranno sicuramente sviluppi interessanti.

Ma punto più importante, il mezzo ha un’autonomia di 80 chilometri con una ricarica, ideale per le tratte brevi.

Fortunatamente quello che oggi è ancora un punto debole in questo caso non lo è affatto. Grazie alla ricarca rapida il tempo di carico e scarico, solitamente superiore alle 2 ore, sara sufficiente a portare la batteria da 0 al 100%.

cina energia rinnovabile in crescita

Inquinamento indiretto

Sfortunatamente il suo carico è tutt’altro che pulito. È destinata infatti al trasporto di centinaia di tonnellate di carbone!

Perciò una volta che il carico sarà arrivato a terra, comincerà la produzione di gas serra.

Può sembrare piuttosto paradossale questa decisione, ma non è detto che questa sia una strada già segnata. Vista la grande alleanza del mondo contro il carbone, nulla vieta al suo carico di essere differente.

Per ora la nave cargo si guadagna la certificazione verde di terzo livello, la massima raggiungibile, dato che a muoverla è solo l’energia elettrica.

3 Verità che non ti Aspetti sulle Batterie delle Auto Elettriche

Forse le Auto Elettriche Non Sono così Ecologiche

Il mito dell’auto elettrica è cresciuto a dismisura in questo 2017.

La ragione principale è sicuramente da imputare alla presentazione della Model 3, la prima auto elettrica di Tesla che parte da una base di 35.000$.

Non letteralmente economico, ma considerando

  • incentivi vari
  • costi di manutenzione bassissimi
  • costo dell’energia di molto inferiore a diesel e benzina
  • prestazioni (da 0 a 100 in 5,5″)
  • sicurezza (8 airbag)
  • comfort
  • design
  • tecnologia (comandi vocali e display da 15″)

il prezzo non si può dire di certo elevato.

Parliamo di una vettura che è più simile a un computer con le ruote che ad un’auto con uno schermo. Ciò che però colpisce di più è la riuscita del crowdfunding: oltre 370 milioni di dollari raccolti per più di 370.000 auto prenotate.

La domanda di tutti ora è: riusciranno a produrle tutte?

L’importanza delle batterie

Per soddisfare questa incredibile domanda, Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX tra le altre cose, ha già iniziato a produrre batterie nella prima Giga Factory, ancora in completamento.

Una volta completata produrrà più batterie in un anno di quante ne siano state create in tutta la storia.

Ed eccoci alla prima verità:

Il costo delle batterie è destinato a crollare

Economie di scala, produzioni elevate e una domanda in sempre maggiore crescita permetteranno di ridurre nettamente i costi per kW/h delle batterie. Così come è successo per quasi ogni tecnologia passata.

3 verità che non ti aspetti sulle batterie delle auto elettriche

Infatti questa è solo la prima Giga Factory e Musk vuole crearne 100.

Riutilizzo delle Batterie

In pochi ci crederebbero, ma

le batterie delle auto durano molto più di 10 anni

Alla fine di questo periodo infatti, quello nel quale sono garantite, perdono solo il 20% della loro carica massima. Questo significa che l’80% rimanente è riutilizzabile in moltissimi settori.

Primo tra tutti quello domestico, dove si potrà accumulare energia dalle proprie fonti rinnovabili.

Sempre in linea con il primo, queste batterie si potranno usare come punti di accumulo per coprire la produzione altalenante di solare ed eolico come è successo in Australia.

batterie auto elettriche riutilizzate

Queste soluzioni permettono di sfruttare tutto il loro potenziale energetico prima del loro (inevitabile) smaltimento.

Quanto sono riciclabili le Batterie?

Grazie alle cosiddette “terre preziose“, quei metalli come ferro, alluminio, litio e cobalto, che sono altamente recuperabili e riutilizzabili da una batteria riciclata ad una nuova,

Le batterie sono riciclabili al 50%

La percentuale è specifica delle batterie agli ioni di litio utilizzate dai produttori di auto. Per altri tipi di batterie la percentuale varia dal 45% al 75%.

Unendo questi tre fattori si preannuncia un futuro ricco di batterie. Inoltre, se i materiali inizieranno a scarseggiare, saremo comunque al sicuro grazie a molte alternative per le batterie del futuro.

Tesla Vince la Scommessa con l’Australia

Elon Musk aveva scommesso di Risolvere il Problema Energetico dell’Australia in 100 giorni. Ce ne ha messi 60

Tesla ancora una volta riesce a far parlare di sè e delle sue titaniche imprese.

Dopo la sua tanto attesa presentazione del Semi truck e dell’inaspettata Tesla Roadster, ora l’argomento in questione riguarda una batteria.

Descrivendo il progetto come una semplice batteria sarebbe però rendere banale ciò che in realtà di banale non ha nulla. Si tratta infatti del più grande sistema di batterie agli ioni di tutto il mondo con 100MW di potenza.

Una scommessa da 50 milioni di dollari

Lo scorso marzo l’imprenditore aveva lanciato un tweet di sfida come suo solito, dicendo:

“Tesla realizzerà il sistema installato e funzionante in 100 giorni dalla firma del contratto, altrimenti sarà gratuito.

E 100 giorni sono stati. O meglio, 60! Il tempo record per l’impresa titanica nello stato australiano non ha aumentato il suo valore di 50 milioni di dollari.

Lo scopo di questo sistema di accumulo, formato da svariati Powerpacks, è quello di accumulare l’energia prodotta in eccesso dalla rete eolica. Il sistema sarà infatti collegato a un parco eolico formato da 99 turbine in mano alla società francese Neoen, situato nell’Australia Meridionale.

Questo sarà molto utile per i molti cittadini del Sud che negli ultimi tempi hanno spesso sofferto di cali energetici o addirittura blackuot di svariati giorni.

L’impianto dovrà garantire l’elettricità a circa 30.000 famiglie della zona nel momento in cui la richiesta energetica sarà al top.

australia energia rinnovabile tesla

Il processo, riassunto, è quindi molto semplice:

  1. Le turbine eoliche Neoen creano energia pulita, distribuendola agli abitanti
  2. Le Powerpacks conservano l’energia eolica prodotta in eccesso
  3. Infine sempre l’impianto Tesla distribuisce elettricità alle case che ne hanno bisogno

Tutto questo dimiuirà il numero di famiglie a rischio di calo energetico, considerando che questa costruzione è 3 volte più potente dei quasi cento competitors del bando per il progetto.

Il primo ministro australiano Jay Weatherill si congratula con Tesla e allo stesso tempo è fiero del proprio paese con queste parole:

“L’Australia meridionale è ora leader mondiale nelle energie rinnovabili accumulabili”

Un passo alla volta il mondo diventa più pulito, passando dalle batterie domestiche a quelle nazionali.

 

Arriva la Vespa Elettrica: l’Orgoglio Italiano è Rinnovabile

La versione ecologica della Vespa è stata presentata all’Eicma 2017: tutte le caratteriste e la data d’uscita

Il simbolo della mobilità italiana si unisce armoniosamente alle esigenze climatiche degli ultimi anni.

Nasce così la nuova Vespa tutta elettrica di casa Piaggio, fiduciosa nel futuro successo del proprio modello.

L’icona italiana si veste di verde

Il modello è stato presentato al mondo tramite l’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo (Eicma) tenutasi in questi giorni a Milano.

Si tratta di un’importante decisione perché la scelta arriva proprio dalla “madre degli scooter”. E potrebbe perciò essere capace di indirizzare la corrente del mercato su due ruote verso questa tecnologia.

vespa elettrica italia

La Vespa elettrica viene proposta in due varianti:

  • il modello classico garantisce 100 km di autonomia e prestazioni superiori a uno scooter da 50 cc
  • il modello X raddoppia di autonomia e può toccare una velocità di 150 km/h massima

La risposta a questa differenza di autonomia sta nell’aggiunta di un “ingrediente segreto”: un generatore. Questo, collegato al motore elettrico, permette di fornire più potenza. Con l’aggiunta però di qualche litro di benzina.

Entrambi i modelli condividono diverse caratteristiche:

  • la batteria ha una durata di 1000 cicli di ricarica, ossia tra i 50.000 e i 70.000 chilometri percorsi
  • la potenza oscilla tra i 2 kW come minimo fino a un picco di 4 kW
  • il tempo necessario di ricarica è di 4 ore

I progressi sulle batterie si sviluppano di giorno in giorno, riuscendo ad aumentare sempre più le proprie prestazioni.

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Tutto lo smart in una moto

Oltre ai vari dati tecnici, la Vespa elettrica presenta un tecnologico computer di bordo, controllabile tramite un display interattivo posto sul manubrio.

Il Vespa Multimedia Platform permette al guidatore di collegare il proprio smartphone al veicolo, monitorando così tutte le sue statistiche.

Oppure attivando diverse funzioni come la radio o la risposta rapida al telefono (tramite casco con sistema integrato).

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Il gioiello del terzo millennio di casa Piaggio vedrà la luce del sole a partire dalla primavera del 2018.

Giusto in tempo per godersi uno spensierato viaggio tra le colline italiane, tutto rinnovabile.

Il Mondo si Allea: Basta al Carbone

18 paesi del mondo si uniscono per la salvaguardia del pianeta bloccando l’uso del carbone entro il 2030

Sono 18 gli stati nel mondo che hanno deciso di combattere questa economica ma dannosa fonte fossile.

Powering Past Coal Alliance è il nome di questa alleanza internazionale, nata dalla COP 23 sui cambiamenti climatici.

Tra i molti stati è anche presente l’Italia, pronta a schierarsi in favore di questo provvedimento.

Questo anche in previsione del suo piano sul blocco della vendita di veicoli a diesel e benzina.

Altri paesi importanti che ne prendono parte sono, ad esempio

  • Francia
  • Olanda
  • Svizzera
  • Messico
  • Portogallo
  • Belgio.

L’intento è però quello di espandere questo forte provvedimento a molti più governi, per avere un reale effetto positivo sull’ambiente.

L’obiettivo è quello di coinvolgere in totale 50 membri in previsione del vertice ONU con il tema dei cambiamenti climatici.

Questo si terrà in Polonia nella città di Katowice durante il 2018.

“L’eliminazione progressiva della tradizionale potenza del carbone è uno dei passi più importanti che i governi possano adottare per affrontare i cambiamenti climatici e rispettare l’impegno di mantenere la temperatura globale ben al di sotto dei 2° C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5° C”

Questo è un estratto di quanto è riportato nel trattato per la Powering Past Coal Alliance, fissando quindi un obiettivo ben delineato.

La proposta è aperta anche ad aziende private di qualsiasi paese, perché più firme saranno presenti e più l’intervento sarà efficace.

Una volta preso parte a questo trattato poi le possibilità per i firmatari potranno essere due:

Pare quindi ovvio che lo spirito di questo trattato sia quello di limitare l’inquinamento oltre all’uso del carbone, anche se talvolta non tutto il male viene per nuocere…

stop carbone alleanza nel mondo
focaccia al carbone con olive e pomodorini

Perchè la Strada Intelligente di Berlino sarà la Norma nel Futuro? [VIDEO]

Perchè passeggiando su questa strada tutti possono generare energia rinnovabile

Il festival delle luci di Berlino tenutosi l’anno scorso ha lasciato a bocca aperta grandi e piccoli per i suoi favolosi spettacoli luminosi.

E quale migliore occasione per un altro test della strada intelligente dell’azienda Pavegen se non Berlino? Un percorso pedonale per produrre energia pulita.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Google che con l’occasione ha presentato il suo ormai storico e amato device, Google Pixel 2, con una torretta dedicata alla fine del percorso.

Le strade del futuro

Pavegen si era già mostrata al mondo attraverso altri due tratti pedonali green installati a Londra e a Washington DC. L’azienda punta chiaramente a far scoprire la propria rivoluzionaria tecnologia nelle città importanti della scena economica mondiale.

V3 Pavly è il nome dell’avanzato sistema che permette la conversione di passi in energia elettrica off-grid.

Il percorso occupa 26 metri quadrati di superficie e viene illuminato da 176 pannelli che si accendono di vari colori a ogni passo.

Inoltre, più elettricità viene prodotta e più l’intensità del colore sarà viva.

pavegen e google per l'energia rinnovabile

Una telecamera ha ripreso le passeggiate dei passanti e, attraverso un’applicazione, invierà il filmato sul cellulare delle persone riprese che lo richiedono.

Il progetto potrebbe portare a un radicale cambiamento nel modo di produrre energia.

Attraverso una semplice camminata, ogni persona potrà contribuire in parte del fabbisogno energetico della propria città. E questa attività fisica potrà anche essere premiata.

L’idea di Archie Wilkinson, presidente di Pavegen, è di premiare i cittadini per la loro produzione di elettricità, con buoni sconto o punti spesa.

Questo sarà sicuramente un ulteriore incentivo nella scelta di un percorso sano e rinnovabile durante le proprie camminate da casa a lavoro o perchè no, a fare la spesa.

Vi lasciamo al video:

 

 

Francia: Dopo lo Stop al Petrolio è l’Ora del Nucleare

Le intenzioni del governo sono chiare: la produzione di energia elettrica nucleare passerà dal 75% al 50%

La Francia ha deciso di voler mettere un freno alle numerose centrali nucleari a partire dal 2018.

È stato il Ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot ad annunciare la decisione attraverso il quotidiano francese Le Monde.

Il blocco dei reattori

Il ministro aveva annunciato in precedenza l’intenzione di bloccare entro il 2040 :

  • estrazione di combustibili fossili in territorio nazionale
  • distribuzione e circolazione di mezzi a benzina e diesel

A questo punto pare proprio che il governo francese abbia deciso di muoversi in un’unica direzione, appoggiando eco-sostenibilità e prevenzione dei rischi.

Al momento la dipendenza energetica della Francia è fortemente legata al nucleare: ne deriva infatti ben il 75% dell’elettricità totale prodotta.

Il tutto attraverso i 58 reattori funzionanti nella nazione.

Quest’estate il ministro Hulot aveva come progetto il dare l’ultimatum a 17 centrali entro il 2025. Ora ha dovuto ridimensionare la sua ambiziosa idea, affermando:

“Verranno chiusi un certo numero di reattori, ma preciserò il numero e i tempi al momento della programmazione pluriennale del 2018”

Questo perché ha visto che il paese non è ancora pronto per la chiusura di così tante fonti energetiche, si potrebbe correre il rischio di una crisi energetica.

Pro o Contro nucleare?

Da questa decisione sono sorti due pareri nettamente contrastanti:

  • ambientalisti e sostenitori del rinnovabile si pongono come favorevoli alla decisione
  • lavoratori e imprenditori si trovano sul versante opposto

I primi sono consapevoli che la riduzione di nucleare e il graduale blocco dell’estrazione petrolifera porterà a una netta crescita dell’energia sostenibile.

Dal lato Contro c’è chi grida a un possibile impatto negativo sull’economia francese, vista la loro importanza. Inoltre migliaia di posti di lavoro andranno perduti in seguito a questa scelta.

Si stima che siano circa 220 le persone impiegate nel settore nucleare.

A prescindere dalle questioni economiche e lavorative, il governo Hulot dovrà ora mantenere fede al percorso dichiarato per ridurre la loro dipendenza da nucleare.