Tutelare l’Acqua in Italia: ci Pensa l’Eolico

L’eolico italiano sfoggia i suoi punti di forza

L’Italia sta muovendo passi importanti verso la progressiva conversione al rinnovabile, anche con un’importante crescita dell’eolico. Seppur non fornisca tanta energia quanto le tecnologie fotovoltaica e idrica, riesce a portare grandi vantaggi al paese.

Impatto idrico zero

Il primo tra tutti è senz’altro il suo impatto idrico: corrisponde esattamente a zero.

La tecnologia eolica non richiede alcun consumo d’acqua per il suo funzionamento. E’ invece necessaria nella produzione di energia a partire dai combustibili fossili.

Nell’arco di 10 anni, grazie alle pale eoliche, sono stati risparmiati 110 milioni di metri cubi d’acqua. Cifra che potrebbe soddisfare la richiesta di 1,5 milioni di cittadini per un intero anno.

Il risultato sarà una netta riduzione di costi energetici a carico dello stato, spesso elevati. Grazie alle tonnellate di litri risparmiati, si calcolano altri 170 milioni di euro non impiegati nel settore energetico.

Il futuro dell’eolico è nell’oceano?

energia rinnovabile in italia

L’efficacia dell’energia eolica è perciò appurata, sia in Italia che all’estero. Proprio per questo sono molti gli studi su questa tecnologia per poterla applicare al meglio.

Anna Possner e Ken Caldeira, due ricercatori dell’Università di Stanford, in California hanno proposto la loro visionaria soluzione: un’immensa distesa di pale eoliche nell’oceano. 

Lo studio ha analizzato che l’efficienza delle pale sarebbe massima se posizionate nei luoghi più strategici:

  • poste a terra possono fornire 1,5 watt di potenza per metro quadro
  • poste nell’oceano possono oltrepassare i 6 watt per metro quadro

Partendo da questi dati, la soluzione proposta dagli studiosi è quella di innalzare un imponente parco eolico nell’Oceano Atlantico, con una superficie pari a 3 milioni di km quadrati.

Questo piano potrebbe risolvere gran parte dei problemi energetici mondiali, mettendo da parte l’elevato sfruttamento di combustibili fossili.

Magari un giorno sarà possibile vedere questa immensa distesa metallica persino da Google Earth!

 

Nuova Zelanda 100% Rinnovabile nel 2035

Il nuovo Primo Ministro promette una Nazione Verde 

La più giovane leader politica al mondo – 37 anni per Jacinda Ardern – ha da poco annunciato un grande impegno a favore del clima e delle rinnovabili.

Gli obiettivi del suo governo, che spezza inaspettatamente la tripla vincita consecutiva del partito conservatore, sul clima sono due:

  • 100% di energia prodotta con fonti rinnovabili entro il 2035
  • zero emissioni in tutto il paese entro il 2050

Se il primo obiettivo è concretizzabile nel medio periodo, il secondo richiede una totale ristrutturazione culturale, realizzabile solo in due o più decenni.

Per fortuna la Nuova Zelanda produce già l’85% della propria energia da fonti rinnovabili, suddivise tra:

  • 60% idroelettrico
  • 16% carbone e gas
  • 24% eolico, solare e geotermico

Questo significa che il primo risultato è facilmente ottenibile, ma non scontato.

energia pulita nuova zelanda

Il Paese sta infatti superando un periodo di siccità che influisce negativamente sulla produzione idroelettrica. E pare che non dia segno di volersi fermare.

La Nuova Zelanda punterà al rinnovabile

Per oltrepassare l’ostacolo sarà necessario migliorare e aumentare i sistemi di accumulo, che dovranno essere distribuiti nel modo più omogeneo possibile.

“Come ho detto durante la campagna elettorale, saremo un governo completamente concentrata sulla sfida del cambiamento climatico – ha assicurato il primo ministro – Ciò includerà una legge “zero carbon” che includerà una commissione indipendente per il clima”

In linea con quanto già annunciato dal Premier, il piano includerà

  • il passaggio a veicoli elettrici per l’intera flotta del governo
  • l’ampliamento e l’efficientamento delle ferrovie
  • la piantumazione di oltre 100.000.000 di nuovi alberi ogni anno

Un progetto tutto verde. La Nuova Zelanda si unirà presto ai paesi 100% green del mondo.

L’Elettrico Riuscirà a Conquistare Anche il Cielo?

EasyJet sarà la prima compagnia aerea al mondo a investire nel green

Portare i motori elettrici in cielo, questa è la nuova mission da superare nel campo del rinnovabile.

E la prima compagnia a lanciare la sfida è stata la britannica EasyJet, in collaborazione con la startup americana Wright Electric.

L’amministratore delegato della società, Carolyn McCall, si esprime così riguardo al progetto:

“Insieme a Wright Electric condividiamo l’ambizione di rendere il settore dell’aviazione più sostenibile. L’industria del trasporto aereo sfrutterà la tecnologia elettrica per ridurre l’impatto ambientale” afferma l’AD di EasyJet.

Quest’ultima aveva già avuto successo con un proprio modello di aereo a due posti totalmente elettrico. Ora la vera impresa sarà riprodurre la stessa tecnologia del velivolo biposto su un possente aereo di linea con 120 passeggeri.

Da Amsterdam a Londra al 100% rinnovabile

EasyJet si è dimostrata una società molto attenta al green ormai da diverso tempo. Negli ultimi 16 anni, infatti, è riuscita a ridurre di 1/3 le proprie emissioni di CO2. E il loro percorso pare appena cominciato, visti gli obiettivi fissati.

L’intenzione della società è quella di lanciare sul mercato il proprio aereo elettrico entro e non oltre 10 anni. Al momento ne è stato presentato il prototipo durante l’Innovation Day londinese 2017.

easyjet elettrico, energia rinnovabile

 

Il modello dovrà coprire una distanza di 540 chilometri senza combustibili fossili. Questa cifra è stata scelta perché circa il 20% dei voli di easyJet rientrano in questa distanza.

Partendo da Londra, ad esempio, sarà possibile raggiungere Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Edimburgo, insieme a molte altre città.

Il principale compito di Wright Electric sarà quello di abbattere il peso della batteria che, al momento, pesa ben 270 chili nel modello biposto. Per equipaggiarla su un gigante del cielo è essenziale ridurre la massa.

Oltre a questo, easyJet ha firmato per una nuova flotta Airbus, tutta rispettosa verso l’ambiente, composta da:

  • due modelli A320 previsti nel 2017, mentre ne arriveranno altri 98 entro il 2022
  • trenta A321 neo con consegna stimata nell’estate del 2018

Con questa mossa sarà possibile ridurre di un ulteriore 15% le emissioni totali del prossimo futuro. 

L’amministratore delegato Carolyn McCall continua dicendo:

“Per la prima volta possiamo guardare ad un futuro senza carburante e siamo entusiasti di farne parte. Ora si tratta solo di capire quando, e non se, un aereo elettrico a corto raggio potrà volare.”

L’obiettivo finale della multinazionale è fissato per il 2020, anno in cui ogni tratta breve per easyJet dovrà essere alimentata da un motore elettrico.

La Più Grande Stazione di Ricarica Elettrica del Mondo

Entro il 2020 oltre 140 Torrette di Ricarica sull’Autostrada Tedesca A8

La Germania si dimostra ambiziosa nel campo del rinnovabile, attraverso un progetto che lascerà a bocca aperta i viaggiatori.

Il governo ha stabilito la necessità di una riduzione di combustibili fossili. Di conseguenza, verrà edificata un’enorme stazione di ricarica per veicoli elettrici lungo l’autostrada A8.

L’azienda tedesca Sortimo ne è l’ideatrice, la quale ha presentato il piano al Ministero dei Trasporti. Sortimo ha avuto il via libera, fissando l’inizio dei lavori nel 2018 e per il 2020 la data di completamento.

Il Ministro dei Trasporti tedesco Dobrindt così spiega:

Grazie al nostro supporto, Sortimo sta espandendo la sua rete di ricarica sulla A8 a Ovest di Augusta. In questo modo, l’azienda aiuta a rafforzare la fiducia nei conducenti, potendo far ricaricare il proprio veicolo ovunque e in qualsiasi momento

Il Titano Germanico

Sarà la più grande stazione di ricarica al mondo, seconda solo all’immaginazione. Conterà 144 torrette di rifornimento totali, suddivise in:

  • 120 del tipo veloce (massimo 50 kW)
  • 24 del tipo super-veloce (massimo 350 kW)

Questo si tradurrà in un forte abbattimento delle attese, riuscendo persino a completare una ricarica in dieci minuti nelle ultime.

Oltre all’impianto energetico, la costruzione sarà dotata di ogni comfort per i clienti. Saranno infatti presenti negozi, un centro commerciale, delle sale comuni e delle zone lavoro, anche prenotabili.

energia rinnovabile germania

Con questa strategia, i guidatori saranno più invogliati a usufruire della struttura sia per shopping che per rifornimento. E non sarà nemmeno necessario attendere a fianco del proprio veicolo mentre si ricarica.

L’intero impianto sarà collegato a un’app scaricabile su ogni smartphone, grazie alla quale si potrà monitorarne la progressione.

Inoltre saranno visibili varie informazioni dei negozi e delle zone comuni.

Questo ampio spazio richiederà molta energia e i costruttori ne sono consapevoli.  Si andrà incontro a un’esigenza di 240.000 chilowattora al giorno (kWh/d) e quindi 88 milioni all’anno.

Ma anche in questo caso l’attenzione al green è in prima linea.

Una buona parte dell’esigenza verrà coperta da:

  • un’eccedenza energetica di impianti fotovoltaici privati in accordo con Sortimo
  • utilizzo dei tetti verdi sull’edificio
  • recupero e riutilizzo del calore di scarto prodotto dai rifornimenti

Con questi dati, si andrà incontro a un risparmio di carburante pari a 30 milioni di litri e con 60.000 tonnellate di CO2 risparmiare all’ambiente ogni anno.

Perciò, questa volta, la Germania dovrà dimostrare di avere la volontà e le risorse per completare l’immensa opera.

L’Italia si Adegua Alle Proposte Green: Basta Benzina e Diesel dal 2040

I Pendolari dell’Automobile Aumentano. Il Governo Tenta di Limitarne l’Espansione Attraverso Dei Provvedimenti

Francia e Scozia non sono gli unici Paesi a volersi lasciare alle spalle il petrolio su strada. Alla lista dei partecipanti si aggiunge l’Italia, ponendosi come limite per la riuscita del progetto il 2040.

A stabilire le sorti ambientali della nazione sono state due Commissioni del Senato, quella Ambiente e quella per i lavori pubblici.

La proposta è stata accettata senza voti contrari, delineando un chiaro quadro politico futuro legato all’energia elettrica e rinnovabile.

Che Cosa Cambierà?

Per combattere in maniera efficace l’inquinamento sono necessarie rigide posizioni a riguardo, per raggiungere risultati soddisfacenti.

Perciò il primo provvedimento attuato sarà l’aumento del bollo per quei veicoli a combustione appartenenti o precedenti alla classe Euro 3.

Questo cambiamento farà in modo che il prezzo del bollo non verrà più calcolato in base alla potenza del motore, bensì dal proprio tasso d’inquinamento.

Verranno inoltre presi provvedimenti per quanto riguarda il trasporto pubblico locale (Tpl). I punti in questione saranno:

  • riduzione del costo di abbonamento alla rete Tpl
  • garantire l’età media di 7 anni di un mezzo, come prevede la media UE
  • sostituire il 50% degli autobus a combustione in mezzi a energia rinnovabile entro il 2032

La riduzione di prezzo delle corse Tpl dovrà servire come incentivo da parte del governo in favore dei pendolari italiani.

veicoli elettrici e trasporti green italia 2040

Questo perché il numero di persone che punta al trasporto privato quotidiano è in netto aumento, come spiegano i senatori del PD Stefano Vaccari e Laura Cantini:

“In Italia l’uso del mezzo privato aumenta e nel 2016 sono cresciuti di 2 milioni i pendolari dell’auto”

Di fronte a questi dati la strategia politica è chiara, puntare sul trasporto pubblico pulito e sulla mobilità elettrica. Nel 2040 terminerà infatti la produzione di mezzi a combustione, che verranno rimpiazzati con quelli a motore elettrico.

Attualmente si tratta ancora di una proposta, ma l’interesse del governo verso l’argomento risulta alto.

Potrebbe sorgere un possibile dubbio di fronte a questa scelta: riuscirà l’elettrico a soddisfare le esigenze di tutti in quanto a durata e tempi di ricarica?

Si spera che in un futuro non lontano i progressi sulle batterie si riveleranno efficaci, abbattendo i limiti che ancora oggi talvolta possiedono.

 

Volkswagen Non Rinuncia Al “Bulli” e Punta All’Elettrico

I Trasporti si Muovono Sempre Più in Direzione dell’Elettrico. E Il Marchio Tedesco ha Progetti a Riguardo.

Tanto caro ai figli dei fiori, il Transporter T1 della Volkswagen, chiamato amichevolmente “Bulli”, a partire dagli anni ’60 ha conquistato il cuore di migliaia di persone. Con il suo affettuoso muso e i vivaci colori, ne vennero prodotti quasi 1.800.000 esemplari.

Oggi la casa tedesca ha deciso di riprendere in mano l’antico modello, sviluppando un avanzato mezzo sia sotto l’aspetto tecnologico che ecologico.

Il 2.0 e le Sue Caratteristiche

I.D. Buzz, sarà questo il nome del pullmino di quasi 5 metri annunciato dal marchio in un proprio comunicato, specificando che la sua commercializzazione avverrà a partire dal 2022.

Le migliorie saranno molte:

  1. In parte retrò e in parte futuristico, l’abitacolo monterà un potente motore elettrico sotto il cofano: 275 kW, che si traducono in 370 CV. Un cifra piuttosto elevata che lo fa apparire quasi più come mezzo sportivo che come van. Infatti questo permette un’elevata accelerazione, da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi
  2. Presenterà una trazione 4×4 attraverso due motori elettrici piazzati sulle rispettive assi, di modo da fornire sufficiente potenza a entrambe
  3. La batteria, al 100% di carica, sarà capace di percorrere circa 500 chilometri di guida riuscendo così a soddisfare anche le esigenze dei viaggiatori più avventurosi

Inoltre, molto è stato puntato sulla ricarica veloce. Per rifornire il mezzo all’80% delle prestazioni, saranno necessari appena 30 minuti di attesa, scalzando così la concorrenza di molti altri veicoli elettrici, anche se non tutti.

Tecnologia a Bordo

auto elettriche e a guida autonoma volkswagen

Volkswagen ha deciso di non far mancare nulla ai prossimi clienti, fornendo il Buddi 2.0 di una tecnologia all’avanguardia.

Prima tra tutte, monterà un’avanzato sistema di guida autonoma basato su una notevole quantità di scanner, videocamere e sensori esterni.

Disporrà poi della heap-up display. Si tratta di una proiezione dei dati utili (come navigatore e velocità) su una piccola porzione di parabrezza comoda per gli occhi del conducente.

Ciò aprirà la strada ai veicoli a guida autonoma della casa tedesca, fissata per il 2025.
Inoltre sarà possibile personalizzare l’abitacolo in base alle esigenze di ogni guidatore. Si potranno salvare e riutilizzare nel caso in cui il volante dovesse passare a qualcun altro:

  • regolazione dei sedili
  • impostazioni radio
  • navigatore
  • illuminazione
  • climatizzatore

E in conlcusione, si potrà disporre di tutto lo spazio del mezzo attraverso la rotazione di 180 gradi dei sedili anteriori e del volante ritraibile. Il risultato sarà quello di un salotto hi-tech e alla moda.

Il tutto sostenuto dall’energia pulitaper l’ambiente.

Ecco il Primo Disco Solare del Mondo: è Tutto Italiano!

Potrà soddisfare l’esigenza energetica di scuole, appartamenti, centri commerciali e imprese, solo con energia rinnovabile

Il primo disco solare al mondo è un orgoglio italiano. Verrà presentato il 29 settembre nel Centro ENEA della Casaccia, Nord-Ovest di Roma.

Ed è proprio l’ENEA, ente pubblico nel settore ambientale, tecnologico e energetico, ad aver creato questo particolare modello di pannello solare.

Il monitoraggio della sua attività energetica è cominciato nel 2013 per concludersi nell’anno corrente, come deciso nel progetto OMSoP (Optimised Microturbine Solar Power system).

Alte prestazioni, basse difficoltà

Il corpo metallico ha un diametro di 12 metri, mentre la superficie è di 88 metri quadrati. Le dimensioni, quindi, non lo lasciano passare inosservato come un classico pannello fotovoltaico.

Sono 3 gli elementi di cui è composto:

  • concentratore solare a specchi
  • ricevitore
  • microturbina ad aria

I raggi solari rimbalzano sugli specchi posti sulla zona ricurva. Dopodiché, vengono concentrati sul ricevitore con un’intensità di radiazione solare fino a 2000 volte maggiore di quella standard.

Questo si traduce in 70 kW (kilowatt) di potenza catturata dai raggi, convertita poi tra i 3 e i 15 kW di energia elettrica. Una Tale fornitura fissa di elettricità andrebbe a coprire le esigenze di 5 appartamenti, giorno e notte, per ciascun disco solare.

energia rinnovabile italia con enea

Inoltre, l’enorme vantaggio del sistema sarà lo stoccaggio di questa energia. Questa potrà essere immagazzinata e distribuita di notte o in assenza di raggi solari.

“L’impianto progettato, assemblato e avviato dall’ENEA è il primo al mondo che abbina i più recenti progressi nella ricerca sulle tecnologie del solare a concentrazione alla innovativa microturbina ad aria, di derivazione automobilistica, più compatta e leggera rispetto ai motori comunemente utilizzati in questo tipo di applicazioni”

Michela Lanchi, ricercatrice presso l’ENEA, si dimostra quindi soddisfatta dei progressi raggiunti in questo campo.

Se supererà tutti i test in questione, il prodotto sarà immesso nel mercato con molti impieghi potenziali. Vista la sua alta facilità di utilizzo e la sua modularità, può essere impiegato per scuole, piccoli centri commerciali, medi negozi e imprese.

Il tutto è costato 5,8 milioni di euro stanziati dal Settimo programma quadro dell’Unione Europea, permettendo così all’Italia di crescere nel rinnovabile.

 

Francia Dichiara l’Ultimatum Al Petrolio: Accadrà Nel 2040

Si Tratterà di Una Mossa Per fare Del Bene o Sarà Tutta una Questione di Politica?

I paesi che hanno intenzione di adeguarsi ai cambiamenti climatici stanno crescendo di numero. Un esempio per il mondo è sicuramente la Svezia, con la data fissata al 2032.

E la Francia dal 2040 ne entrerà a far parte, dichiarando di voler abbandonare i combustibili fossili.

La decisione arriva da Nicolas Hulot, ministro dell’Ambiente francese. Questa scelta rientra nel piano climatico presentato dal paese, il quale è deciso a intraprendere questo percorso.

I provvedimenti dal 2040 saranno:

  • blocco della vendita e circolazione dei veicoli a diesel e benzina
  • divieto di estrazione di idrocarburi in territori francesi

La notizia rientra nella diretta volontà del presidente Macron, intenzionato a portare avanti l’Accordo di Parigi, nonostante le contestazioni da parte delle industrie dell’oro nero.

Circolazione Green

Hulot ha illustrato al paese il piano per la mobilità francese, portando come esempio la scelta della casa svedese Volvo.

Quest’ultima infatti passerà all’esclusiva produzione di elettrico e ibrido dal 2019 e il ministro ha fermamente sostenuto il progetto. Ha inoltre ribadito che l’intenzione francese sarà quella di basarsi solo sull’elettrico, eliminando anche l’ibrido.

Il governo ha tenuto conto anche dei cittadini che potrebbero avere delle difficoltà economiche nell’acquistare un veicolo green. Perciò verranno ideate delle agevolazioni finanziare per le famiglie a basso reddito.

Verranno anche offerti incentivi per i cittadini che sostituiranno la propria vettura a diesel se risale a prima del 1997, mentre quelle a benzina prima del 2001.

Peugeot, Renault e Citroen si sono dichiarate preparate per questo cambio di rotta e saranno capaci di mettersi al passo con le esigenze del governo.

veicoli elettrici in francia 2040, francia ecologica dal 2040

Addio all’Estrazione

Oltre ai trasporti, il blocco toccherà la diretta estrazione di petrolio e di gas nei territori francesi.

Ciò si tradurrà nel mancato rinnovo sia dei permessi di ricerca di nuovi giacimenti petroliferi che dell’effettiva estrazione dei prodotti dal sottosuolo.

Davanti a queste audaci mosse, alcuni ambientalisti si sono espressi con scetticismo, chiedendosi se la motivazione non sia esclusivamente politica. Questo perché lo stato non si pone nel mercato come grande produttore di idrocarburi.

Al contrario, la sua estrazione copre appena l’1% delle esigenze del Paese.

In ogni caso, il ministro Hulot afferma con soddisfazione che in questo scenario la Francia diverrà “il primo grande paese industriale che ha il coraggio di assumere questo impegno“.

Inoltre il futuro dell’industria 4.0 sarà basato su fonti rinnovabili: è perciò necessario muoversi di conseguenza.

 

 

Dalle Torri di 190 Metri alla Forma di Squalo: La Rivoluzione dell’Eolico

Gli Studi negli Oceani per Migliorare le Prestazioni dell’Eolico

Il design delle future pale eoliche potrà essere basato sulle caratteristiche della pelle degli squali.

Questo è quanto affermato dal risultato di un intenso studio condotto dalla Texas Tech University, dalla quale è nata la start-up Flow Raider.

Il team di Burak Aksak, Chief Technology Officer del progetto, ha studiato a fondo le varie possibilità di ottimizzazione degli impianti. In passato aveva già approfondito alcune ricerche sulla pelle dei gechi per la realizzazione di collanti adesivi.

Oggi l’interesse è tutto verso il rinnovabile e il dottor Aksak si esprime così:

“Con nostra sorpresa abbiamo notato che gli squali usano strutture di dimensioni e geometrie simili alle lastre sintetiche che producevamo e abbiamo deciso di eseguire alcuni test preliminari”

La loro applicazione in campo eolico

I dentelli dermici sono la chiave del nuovo eolico. Queste strutture non sono altro che delle sporgenze presenti sulla pelle di questi mammiferi che garantiscono all’animale un’eccellente idrodinamicità.

Anche la velocità massima aumenta, dato che le scaglie riescono a limitare le turbolenze che nascono in acqua.

Avendo la caratteristica dell’idrodinamicità, i ricercatori hanno applicato questo modello di dentelli dermici per ottenere una migliore aerodinamicità nelle pale.

Un risultato del genere si tradurrebbe in un’aumento di produzione di energia rinnovabile, grazie all’impatto positivo sulle prestazioni.

La turbina più alta del mondo

Tuttavia non è scontato che il futuro ci riserverà solamente la diffusione della precedente tecnologia. La Gran Bretagna ha infatti investito in un possente progetto basato sull’eolico.

Nelle acque di Liverpool Day sono state installate 32 pale eoliche con le dimensioni superiori a quasi tutti i grattacieli italiani: 195 metri.

L’intero impianto è nelle mani di Burbo Bank, mentre le pale sono firmate dalla MHI Vestas Entrambe le aziende sono inglesi e lavorano nel campo dell’eolico offshore.

Questi titani d’acqua salata hanno una potenza di 8 MW, attualmente la più alta su tutto il mercato.

Sommando ogni singola produzione la cifra totale ammonta a 256 MW di produzione elettrica e sono già presenti idee per il futuro: un upgrade fino a 15 MW di produzione singola.

Perciò ora bisognerà prendere una scelta: puntare sulla ricerca di nuove forme e tecnologie per l’eolico, oppure affidarsi ai grandi numeri?

Pentatonic: Dai Rifiuti Al Design Ecosostenibile

Riciclare fa Bene all’Ambiente e da Oggi anche alle Nostre Abitazioni.

La quantità di rifiuti prodotti dall’uomo è piuttosto elevata. Basti pensare che in un anno vengono riversate negli oceani circa 8 milioni di tonnellate di plastica.

Proprio da qui nasce Pentatonic. Si tratta di una neonata start-up londinese, sorta proprio nel 2017, con un principale obiettivo da rispettare: riciclare.

Jamie Hall e Johann Boedecker, fondatori dell’azienda, sono partiti da qualcosa di semplice e comune per costruire il loro progetto. Così si esprimono i due ideatori:

“Selezioniamo i rifiuti in base alle loro proprietà e possibilità di applicazione, a seconda di quale prodotto, finitura o prestazione stiamo cercando. Quindi applichiamo questa tecnologia utilizzando un numero di passaggi precisi”.

Raccogliendo bottiglie di plastica, vecchi smartphone, indumenti usurati e molto altro, hanno creato oggetti di eco arredo.

Accompagnati da un design elegante, ma minimalista, questo stile punta a una riduzione efficace dell’impatto sulla natura.

Il metodo utilizzato è quello dell’AirTool. Si tratta di un processo di costruzione semplice ed ecologico.

In questo sistema non sono richiesti né materiali dannosi, quali colle o vernici sintetiche, né strumenti per l’assemblaggio dei mobili. Il tutto si basa su un efficace incastro che, tra l’altro, permette al cliente di poter cambiare varie parti del proprio oggetto.

Attraverso l’AirTool, Pentatonic può operare secondo il metodo del buy-back, ossia “riacquisto”. Si tratta di un modello economico dove la società interessata acquista i propri prodotti dopo averli messi in vendita.

In questo caso, la start-up ha l’obiettivo di riappropriarsi dell’arredamento una volta che i clienti vorranno sbarazzarsene. Facendo così, i prodotti verranno riciclati per poi essere immessi nuovamente sul mercato, creando un’economia circolare.

Ad oggi Pentatonic offre un catalogo formato da sedie, tavoli e bicchieri. Questi ultimi sono ricavati dai vetri degli smartphone, garantendo così un’efficace resistenza agli urti e ai graffi.

La buona notizia è che la società ha ricevuto un importante finanziamento di 4,3 milioni di sterline. Ciò le consentirà di svilupparsi e affermarsi maggiormente nel mercato delle vendite, nazionale e, un giorno, magari anche globale.