Le 10 Password Più Comuni del 2016: Tu Quale Usi?

La Classifica del Banale e Qualche Consiglio per Creare una Password Efficace

In questo mondo smart e digitalizzato è essenziale fornirsi di password sicure e inviolabili. Sono necessarie per proteggere tutti i nostri dati sensibili che, altrimenti, potrebbero finire in mani sbagliate. Dati bancari, account dei social, email, smartphone. Ogni accesso deve essere custodito da occhi indiscreti.

La maggior parte delle password però raramente soddisfano i criteri minimi di sicurezza.

infatti la classifica delle password più utilizzate del mondo nel 2016 conferma proprio questo quadro:

 

Come si vede dall’immagine i numeri dominano 8 posizioni su 10 per la loro semplicità.

Ma è rischioso affidarsi a password numeriche perchè

  • sono facilmente visibili sulla tastiera
  • sono più facilmente hackerabili
  • spesso si riferiscono a una data, quindi sono anche intuibili

Ma come si crea una password davvero sicura?

Password a prova di Hacker

Considerando che gli hacker iniziano tentando con le 2000 password più utilizzate del mondo, il primo segreto è creare qualcosa di unico.

Per evitare di cadere in nomi o date scontati, la password sicura è:

  • Lunga: un minimo di 7 caratteri
  • Impersonale: niente nomi dei figli, del fidanzato, del cane, del calciatore o attore preferito.
  • Alfanumerica: unire lettere e numeri, e perchè no qualche carattere speciale (#, *, _, @, ?, !, $, &, ecc)
  • Maiuscole: un altro elemento che aumenta la complessità

Trasforma la tua password

La creazione di una password non deve basarsi sulla disposizione delle lettere e numeri sulla tastiera, ma sulla creatività e sull’astuzia.

Di lavoro fai l’agente immobiliare, ma “agente immobiliare” non è certo una password sicura.

Utilizzando “agente_immobiliare” ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Proviamo a sostituire qualche lettera con dei numeri o simboli, aggiungiamo delle maiuscole ed ecco la vostra nuova password sicura.

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Differenzia e Salva

Usare la stessa password per tutto è ovviamente rischioso.  E’ quindi importante differenziare, ma è anche vero che non possiamo ricordarci le decine o centinaia di password che i tempi moderni richiedono. Quindi come fare?

L’ideale sarebbe avere 4-5 password molto diverse l’una dall’altra, e adattare ciascuna al sito in cui ci registriamo, anche solo con una sigla di due lettere.

Per evitare di dimenticarla salvare le password è inevitabile, e ovviamente il metodo migliore è scriverle su carta, dove nessun hacker potrà mai trovarla. Per comodità si possono salvare solo le sigle di due lettere su note digitali.

E finalmente saremo al sicuro.

 

 

Google + Walmart: Amazon Inizia a Tremare

Il Futuro del Commercio Appartiene a Internet, ma a Chi?

Google si espande, giorno dopo giorno, tentando di soddisfare al meglio sempre più esigenze dei propri clienti. Tuttavia nell’ultimo periodo si è accorta di aver perso terreno su un mercato fondamentale del 21esimo secolo: l’E-commerce.

Questo settore al momento è nelle mani di Amazon, con un fatturato di 136 miliardi di dollari. La sua importanza è aumentata dopo il recente acquisto della catena di grandi magazzini alimentari Whole Foods, che porta il Big di Seattle online ad avere una presenza fisica nelle città.

Questa mossa l’ha posta un gradino sopra la concorrenza globale del mercato on-line e Big G ha deciso di rispondere a gran tono.

Walmart è la fortunata compagnia americana che aprirà una stretta alleanza con Google. Con oltre 2 milioni di dipendenti è la prima catena di grandi magazzini al mondo. E nel 2015 la rivista Fortune l’ha classificata come prima multinazionale per fatturato con 485 miliardi di dollari.

E da settembre queste due potenze collaboreranno, tentando di scalare la vetta dell’e-commerce.

Rispetto alla mossa dell’antagonista Amazon, esiste una sostanziale differenza. Google non ha acquisito l’azienda per una cifra lunga una manciata di zeri, bensì è entrata in affari con essa, portando così vantaggi per entrambe.

Cosa Porterà Questa Collaborazione?

Walmart conosce a fondo il mercato della grande distribuzione, controllando 1/5 dei supermercati americani e con quasi 5000 punti vendita presenti negli Stati Uniti. Possiede già una presenza importante sul web, ma in questo quadro Big G disporrà dei mezzi tecnologici per ampliare ancora di più il commercio online della catena.

Dalla parte opposta Walmart permette al colosso elettronico di poter sbarcare in questo mondo fornendo un’infinita gamma di prodotti da vendere.

Può essere visto come un Do ut Des su larga scala, con lo scopo di raggiungere (e forse scalzare) il primo in classifica.

Google Assistant giocherà un ruolo fondamentale della collaborazione, diventando il mezzo di acquisto più rapido a cui il cliente avrà accesso. Attraverso un qualsiasi smartphone (o Google Home per i più tecnologici) si potrà riempire il carrello con qualsivoglia prodotto.

Inoltre anche Google Express, il ramo del commercio online del colosso, sarà messo a disposizione dei magazzini Walmart. Ora l’azienda di Larry Page dovrà occuparsi del compito più informatico della trattativa: gli algoritmi.

Sarà necessario conoscere le esigenze e i gusti di ogni cliente, proponendo così i prodotti migliori fatti a misura. Le AI impiegate avranno il compito di anticipare i nostri desideri in base agli acquisti precedenti, come farebbe un astuto venditore in carne e ossa. Il tutto accompagnato dalla parola chiave “comodità”: l’acquirente non avrà bisogno di muoversi dal proprio divano per disporre di tutto ciò.

accordo tra google e walmart, i big si uniscono nel mercato online

Amazon VS Google

Si tratta di un reale scontro per aggiudicarsi il tanto ambito podio dell’e-commerce. Amazon dal suo lato possiede:

  • algoritmi predittivi sviluppati in anni di esperienza
  • una notevole solidità nel settore
  • magazzini sparsi in tutto il mondo sempre più automatizzati
  • il più usato sistema operativo vocale del mondo (Amazon Alexa e Echo)
  • un flusso continuo di idee innovative che piacciono al mercato.

E ovviamente ora possiede una catena di supermercati, che fa tutta la differenza del mondo.

Google dalla sua parte dispone

  • del sistema operativo mobile più diffuso
  • delle informazioni sulle preferenze di ogni cittadino digitalizzato del pianeta
  • l’intelligenza artificiale tra le più evolute del momento (DeepMind)
  • gode di estrema affidabilità e fama mondiale in ogni campo dell’elettronica

E ora è partner di Walmart, un nome che in America non è meno conosciuto degli altri, al contrario.

I Big dunque sono pronti alla battaglia: chi tra loro sarà più abile a soddisfare i desideri dei clienti?

Bollette Più Salate d’Estate, Come Mai?

Il prezzo dell’elettricità sale, quello del gas scende

Questa estate probabilmente molti italiani vedranno il prezzo della propria bolletta crescere più del dovuto. Non si tratta di un errore del fornitore di elettricità purtroppo, ma di un rincaro sul prezzo del prodotto.

A partire da inizio luglio, per tutto il successivo trimestre, l’ARERA ha stabilito un aumento di 2,8% sull’energia elettrica.

La notizia dell’aumento di quest’ultima, però, è giunta in concomitanza con un’altra variazione: una diminuzione del 2,9% del costo del gas, sempre nel periodo compreso tra il primo luglio e il 30 settembre.

Perché questi cambiamenti?

L’aumento del costo dell’elettricità è dovuto a due motivi:

  1. La netta crescita della richiesta del prodotto dovuta alle elevate temperature registrate nell’ultimo periodo. Quindi, più caldo, più condizionatori accesi nella maggior parte delle abitazioni. E se la domanda tende a salire, sale con lei anche il prezzo.
  2. Il blocco di svariate centrali nucleari sul suolo francese ad inizio anno, le quali non rispettavano gli standard di sicurezza nazionali. L’Italia, infatti, acquista gran parte dell’energia dalla Francia, prodotta proprio in alcune di queste centrali. Ciò ha determinato una diminuzione della domanda e un innalzamento ulteriore del prezzo del mercato elettrico europeo. Ora la penisola tenta di rientrare nelle proprie spese.

Il motivo della diminuzione del prezzo del gas è dovuto al contrario alla scarsa richiesta nel periodo caldo, in quanto i riscaldamenti non verranno utilizzati.

La Codacons si è già prontamente schierata a favore delle famiglie italiane, non soddisfatte di questa decisione.

Il presidente di quest’ultima, Carlo Rienzo, ha dichiarato che si tratta di una speculazione a tutti gli effetti, in quanto la crescita del prezzo della corrente aumenta puntualmente con l’avvento della stagione calda.

Ribadisce inoltre che la Codacons valuterà se muoversi per vie legali a favore dell’annullamento di questo pesante aumento sulla bolletta.

Elettricità Senza Fili, Oggi è Possibile

Come la fisica permetterà di rendere wireless l’energia elettrica

Citando il termine elettricità si tende sempre a pensare a una sorgente collegata a un ricevitore tramite cavi.

Un team di ricerca della Stanford University, tuttavia, ha messo a punto un metodo per eliminare ciò di più ingombrante all’interno di questo processo: il mezzo di trasmissione.

Shanhui Fan, coordinatore del proprio gruppo di ricerca, si è basato sugli studi del 2007 del Massachussets Institute of Technology. Era stata infatti sviluppata una tecnologia chiamata WiTricity.

Questa permetteva il “trasporto” di energia senza l’ingombro dei cavi, rendendola quindi wireless.

Ora i ricercatori di Stanford si sono basati sulla precedente tecnologia, ma appoggiandosi su un principio fisico differente.

Il processo, complesso per coloro poco esperti di fisica, prende il nome di simmetria CPT: ossia Carica, Parità e Tempo. Si tratta di un principio della meccanica quantistica.

Questo principio illustra che un sistema mantiene le sue proprietà, in questo caso l’energia elettrica, se alle particelle di cui è composto viene invertita la carica (da positiva a negativa e viceversa) e la direzione dei suoi movimenti.

Avendo questo come punto di partenza, Fan e il proprio gruppo hanno concretizzato il processo.

Hanno trasmesso l’energia necessaria, via wireless, per mantenere accesa una lampadina LED a distanza di circa un metro dalla fonte.

lampadina wireless, ricarica senza fili, stanford university

L’esaustiva relazione dello studio e dell’esperimento sono state pubblicate il 15 luglio 2017. La celebre rivista Nature la raccoglie completa di illustrazioni e formule fisiche.

Si tratta però di una tecnologia in fase sperimentale. Infatti l’intenzione è quella di aumentare l’energia trasmessa e diminuire la distanza tra sorgente e ricevitore.

Ma lo scopo e la destinazione di questo metodo wireless non rientrerà esclusivamente nell’ambito scientifico. Bensì sarà destinato ad abbandonare il laboratorio per abbracciare la quotidianità.

I suoi utilizzi potranno essere molteplici ed essenziali in futuro. Per fare alcuni esempi:

  • alimentazione di auto elettriche, ferme o in moto
  • dispositivi elettronici portatili, come smartphone
  • apparecchiature mediche, come pacemaker

L’elenco potrebbe non finire mai. Si svilupperà in relazione ai progressi scientifici di questa innovativa tecnologia, destinata a modificare il mondo in cui oggi si vive.

Anche l’azienda uBeam si è occupata di ricarica wireless attraverso un processo totalmente differente e ugualmente innovativo.

Meriti Italiani

Il Politecnico di Torino è altrettanto interessato all’energia senza fili.

Un gruppo di ricerca ha ideato un metodo di ricarica per veicoli elettrici mentre sono in movimento. Impiantando nell’asfalto degli induttori capaci di “inviare” l’elettricità, l’automobile non avrà più problemi di autonomia.

La tecnologia prende il nome di “Polito charge while driving” e potrebbe essere destinata, insieme agli altri prototipi, a portare una svolta nel contesto dell’energia rinnovabile.

 

 

Giornata Mondiale degli Oceani 2017

Sensibilizzare è il primo passo per rendersi conto del problema degli oceani

La Terra è la nostra casa e in quanto tale dobbiamo salvaguardarla a ogni costo, prima che sia troppo tardi.

Per questo nel 2002 è nato Ocean Project, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della tutela degli oceani. La conseguenza è stata la nascita della Giornata Mondiale degli Oceani, riconosciuta ufficialmente dall’ONU nel 2008 e celebrata l’8 giugno.

“Il nostro oceano, il nostro futuro”. Con questo slogan l’ONU ha deciso di aprire i battenti di questa giornata 2017, mirata interamente a una riflessione di collettività che vuole tentare di far indirizzare gli sguardi verso tempi più lontani.

Gli oceani sono minacciati dall’uomo, enormemente, e le pugnalate arrivano da molteplici versanti, mettendo sempre più in ginocchio il nostro ecosistema.

Attività Terrestri

In questo gruppo si intendono tutte quelle azioni svolte sul suolo con drastiche ricadute nel mondo sommerso. L’ONU ha affermato che l’80% dell’inquinamento presente in acqua deriva dalla terra.

Depurazione

Il primo posto lo merita la scarsa depurazione delle acque di scarico a causa del costo di purificazione risultante oltre la soglia di molti budget. Si è quindi calcolato meno dispendioso disinteressarsi di questo processo per andare a far cadere le conseguenze sull’impatto ambientale.

Specialmente nelle metropoli, l’interesse è basso e la voglia di risparmiare alta.

Acidità

Altro punto è l’enorme produzione di gas serra riversati nell’atmosfera che, oltre a “infuocare” i cieli, stanno abbattendo l’ecosistema marino. La presenza di questo malvagio compagno tende ad aumentare vertiginosamente il livello di acidità (pH) negli oceani a causa dei legami chimici che si creano tra CO2 nell’atmosfera e H2O. La risultante è dannosa sia per la flora che per la fauna, impotenti davanti alla catastrofe.

Plastiche

inquinamento causato dalla plastica, flora e fauna, scelgozero

Il numero di plastica riversato negli oceani ogni anno farebbe impallidire chiunque: 8 milioni di tonnellate ogni anno, accompagnate da 51 trilioni di particelle microplastiche. Questo materiale, nel tempo, tende a perdere di massa e la diretta conseguenza è la sua assimilazione da parte di molti animali, sia marini che volatili, mettendo a serio rischio la loro vita.

Inoltre ciò comporta anche un rischio per la nostra salute, vista la nostra alimentazione basata sul mercato ittico. Infatti, quando sul nostro piatto viene servito un salmone fresco, potrebbe contenere tracce plastiche tossiche per il nostro organismo.

In questo contesto si sta facendo strada l’azienda bolognese Bio-on, la quale ha ideato una bio-plastica completamente biodegradabile, favorendo così una riduzione delle plastiche riversate in mare.

Attività Marine

Nel secondo gruppo sono presenti tutte le attività svolte direttamente sulla superficie marina.

Combustibili fossili

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Non è una novità la dispersione di idrocarburi nelle acque, dove le cause possono essere svariate, dalla presenza di un guasto in una piattaforma petrolifera a un incidente navale con la conseguente ricaduta di carburante. Fortunatamente negli anni la quantità è diminuita, ma i numeri continuano a rimanere alti.

Pesca

Seppur essenziale per il mercato culinario, risulta che sia cresciuta eccessivamente, comportando un pericolo per alcune specie indispensabili per mantenere il delicato equilibrio marino.

L’estinzione artificiale di una specie, nutrimento di un’altra, innesca una reazione a catena di cui dobbiamo evitare le conseguenze.

Reazioni

Ocean Literacy è la risposta nata una ventina di anni fa a questa serie di problemi.

Si tratta di una rete di ricercatori, scienziati ed educatori con lo scopo di tutelare il più possibile le acque globali, basandosi su sette principi fondamentali alla base della salvaguardia dell’ambiente.

  1. La Terra ha un unico grande oceano con diverse caratteristiche
  2. Il mare e la vita nel mare determinano fortemente le dinamiche della Terra
  3. Il mare influenza fortemente il clima
  4. Il mare permette che la terra sia abitabile
  5. Il mare supporta un’immensa diversità di ecosistemi e di specie viventi
  6. Il mare e l’umanità sono fortemente interconnessi
  7. Il mare è ancora largamente inesplorato

Si dice che prendere coscienza di un problema sia già il primo passo per affrontarlo. Si spera quindi che questa giornata possa realmente accompagnare il futuro del nostro pianeta verso una strada con maggiore saggezza e consapevolezza, per tutelare noi, le generazioni future e il nostro mondo: la nostra casa.

Da Oggi gli Smartphone fanno anche il Caffè

Il bar sotto casa è chiuso? Ci pensa Mokase!

Gli smartphone si trasformano sempre più in delle macchine “tuttofare” mentre si lasciano alle spalle i propri predecessori.

Ecco che Clemente Biondo, un esordiente imprenditore napoletano, è riuscito a far combaciare alla perfezione l’utile al dilettevole attraverso la sua intuitiva invenzione.

Si tratta di Mokase, una “Smart Cover” che prepara il caffè. Starà poi al pubblico valutarlo come vero “Espresso all’italiana” o meno.

Il progetto appare su Kickstarter, un sito americano di crowdfounding, con lo scopo di far incontrare innovatori e acquirenti curiosi.

Nel caso in cui l’oggetto riuscisse a spiccare il volo l’impianto di produzione sarà capace di fabbricare 11.500 pezzi ogni mese. Infatti tutto dipenderà dai fondi che arriveranno dagli investitoti interessati al progetto.

Il funzionamento è molto semplice:

  • si inserisce la cialda nello scomparto
  • si avvia il processo dall’app dedicata
  • la batteria e la cover faranno il resto

In un attimo si avranno così un telefono protetto e un caffè caldo da gustarsi in ogni momento della giornata.

Mokase, caffè, italia, batteria

Inizialmente le cialde saranno disponibili in gusto classico, arabico oppure tostato. Ma attenzione: nonostante la conservazione sottovuoto la loro durata è garantita per tre mesi.

La prima domanda che vi balzerà in mente sarà: ma perché? A questo punto, la probabile risposta potrebbe essere: perché no?

L’obiettivo delle innumerevoli aziende è quello di migliorare, aggiornare e innovare per soddisfare il mercato e, perciò, il consumatore.

L’unione di un oggetto utilizzato da chiunque, la cover per proteggere il proprio smartphone, a un prodotto consumato quotidianamente, potrebbe essere la chiave per il successo.

Peccato che la cifra minima da raggiungere di 75.000 euro è lontana dall’essere raggiunta. O meglio per ora non verrà raggiunta affatto. L’8 maggio infatti il sito americano ha sospeso la campagna, impedendo ogni ulteriore raccolta di fondi.

Speriamo che venga presto riavviata. Vi terremo aggiornati!

 

Questo Museo ci Insegna una Lezione Importante

Seconda Occasione Per Gli Oggetti Flop Del Mercato

Quanti nuovi prodotti escono sul mercato ogni giorno?

Quanti di loro ne sconvolgono il delicato equilibrio?

E quanti, invece, vengono posti nel dimenticatoio, mentre i loro designer tentano di nascondersi dietro la propria scrivania?

Samuel West ha deciso di dare una risposta concreta all’ultima domanda in questione, attraverso un bizzarro museo degli “epic fail” aziendali, il Museo del Fallimento.

La collezione aprirà i battenti al pubblico, in forma del tutto gratuita, il 7 giugno 2017, nella città di Helsingborg, in Svezia.

Ogni oggetto presente nell’esposizione appartiene proprio al fondatore, il quale ne ha raccolti più di sessanta e ognuno di essi rappresenta una parte di storia che l’azienda produttrice vorrebbe cancellare dai propri archivi.

Ecco quindi di seguito alcuni prodotti genialmente non-intuitivi che non hanno avuto l’opportunità di spiccare il volo.

CocaCola II: The New Coke

Il marchio Coca Cola merita un posto d’onore tra i prodotti flop, attraverso la nascita, nel 1984, della Coke II, una sorta di 2.0 che avrebbe dovuto sostituire la sua predecessora, per soddisfare le continue richieste di novità del mercato. Purtroppo per l’azienda, i consumatori in questo caso volevano tenersi ben stretti la vecchia amica classica, la quale nel 1985 venne reinserita nel mercato, mettendo al tappeto la 2.0.

Lasagne Colgate: Dentifricio a Tavola

Come non poter citare la lasagna surgelata marchiata Colgate, nata negli anni ‘80. E no, non si trattava di una lasagna dove al posto della besciamella era presente il dentifricio, ma di una lasagna a tutti gli effetti! Tuttavia non riuscì a catturare l’attenzione dei clienti, i quali evidentemente restarono fedeli alla cucina della mamma.

Apple Newton: Nonno dell’IPad

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Anche il colosso internazionale Apple ebbe un proprio insuccesso. Nel 1993 venne lanciato sul mercato l’Apple Newton, un palmare che avrebbe dovuto stravolgere il mercato tecnologico dell’epoca. Tuttavia, l’unica cosa che riuscì a stravolgere fu la collera di Steve Jobs, il quale, una volta tornato alla direzione dell’azienda nel 1998, lo blindò nello scantinato di casa propria.

Blockbuster: L’Epoca di Internet

Probabilmente con un tocco di cattiveria, Steven inserirà anche il marchio Blockbuster, compagnia di noleggio film. Quest’ultima chiuse i battenti nel 2010: non a causa di un personale fallimento, ma dall’inarrestabile avvento dello streaming online.

CocaCola Blak: The New-New Coke

La Coca cola, evidentemente non soddisfatta di un singolo fallimento, decise di cimentarsi nella Coke Blak. Si trattava di una bevanda rilasciata nel 2006 che presentava una miscela del classico prodotto con il caffè. Tra lamentele per la troppa caffeina e per la mancata coesione di gusti, due anni dopo la vendita venne bloccata.

Nella categoria “oggetti dell’altro mondo” si possono senz’altro inserire svariati cimeli:

CueCat: Gatto Intelligente (Ma Non Troppo)

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Nel 2000 nacque il Cuecat, un lettore di codici a barre dalla forma di un grazioso micio, di modo da poter risalire al sito desiderato senza dover digitare l’URL. Probabilmente il pubblicò apprezzò di più la tastiera.

Hot Road: Fragranza di Pneumatici

Non tralasciamo l’intensa fragranza per uomo rilasciata nel 1996 dalla Harley Davidson, elaborata su misura per i propri centauri. La casa motociclistica però puntò sulla categoria di uomini meno incline all’uso del profumo, segnando un altro punto nella classifica dei fallimenti storici.

Twitter Peek: ChipChip

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Ultimo, ma non ultimo (c’è sempre peggio al peggio) è il Twitter Peek: un dispositivo mobile lanciato nel 2009 dalla società Peek, il cui unico scopo era letteralmente “cinguettare”, ossia twittare sull’omonimo social, alla modica cifra di 200 dollari. I consumatori preferirono andare al parco ad ascoltare gli usignoli.

Ecco quindi alcuni simpatici oggetti che saranno presenti in questa mostra.

Ciò che è fondamentale sottolineare è l’intenzione del proprio fondatore, il quale non vuol tentare di deridere questi progetti. Bensì, facendo proprio il motto “il fallimento è necessario per l’innovazione”, intende far comprendere che è inevitabile, in un mondo di molti successi, avere alle spalle alcuni fallimenti. Perché sono la prova del fatto di aver imparato da essi.

La settimana della luce

Scelgozero celebra per prima la settimana dal 6 all’11 febbraio

Perchè si chiama settimana della luce?

Il 6 febbraio 1819 Sir Thomas Stamford Raffles fondò la città di Singapore, oggi denominata città delle luci.

Ma Singapore è molto più di una semplice città.

Infatti è una città-stato sulla punta più bassa della Malesia, ed è situata in un arcipelago di oltre 60 isole, la più grande delle quali è chiamata isola di Singapore.

Il suo vero nome è Pulau Ujong, ma viene chiamata così solo in lingua originale.

Per chi fosse interessato a visitare questo paradiso terrestre, sono assicurati dei tramonti mozzafiato e panorami di estrema bellezza e varietà.

La cultura del posto spazia dalla grande metropoli all’agricoltura rurale, dai battelli tecnologici alle canoe a remi.

Questa città ha anche una grande importanza economica, tanto da aver visto negli anni degli sviluppi incredibili.

Tra questi troviamo quelli architettonici che ne hanno fatto un luogo di culto per l’arte e l’illuminotecnica.

Da qui il nome di città delle luci (galleria in fondo).

Da questa città è quindi nata la settimana della luce, il cui obiettivo è far sperimentare le persone con nuove forme di design e arte, ma anche far riflettere il mondo sull’immensità della rete elettrica.

Sono stati diversi gli eventi legati alla luce, sia in Italia che nel mondo, con immagini da restare a bocca aperta.

Spesso dimentichiamo quanto l’elettricità sia importante nelle nostre vite, a partire da smartphone e computer, passando dagli elettrodomestici di uso comune, per arrivare alla vita oltre il tramonto, alle pompe dell’acqua nelle case e alla refrigerazione dei cibi.

Ma è la luce il vero punto di svolta nella storia, che ha trasformato la scienza dell’elettricità in qualcosa di utile e concreto.

Ed è grazie all’invenzione/scoperta dell’italiano Volta che il mondo di oggi è quello che conosciamo!

Quindi noi di ScelgoZero festeggiamo la #settimanadellaluce ricordando che il nostro è un popolo di innovatori. E che l’immensità di questo mercato è solo un punto di partenza.

A Bruxelles tre foreste verticali

Nuovo eco-quartiere con tre foreste verticali

In modo molto simile al Giardino Verticale di Stefano Boeri a Milano, Bruxelles ha intenzione di sviluppare un quartiere ecologico in cui inserirà tre foreste verticali.

Per chi non sapesse di cosa parliamo, le foreste verticali sono grattacieli ricchi di vegetazione sia all’interno che all’esterno. Uniscono così la bellezza della natura alla modernità dell’architettura, ottenendo un edificio che pulisce l’aria dell’intera città, o almeno in parte.

Infatti grazie alla fotosintesi attuata dalle piante queste sono in grado di assorbire grandi quantità di CO2 ogni giorno della loro vita, rilasciando al contempo pulito e fondamentale ossigeno.

Sarà proprio come avere un enorme parco ricco di vegetazione. Però In uno spazio molto più limitato grazie all’estensione nella dimensione verticale.

In questo caso ciascuna delle costruzioni avrà un altezza di circa 100 metri e sarà parte di un progetto di riqualificazione dell’antica area industriale fondata nel 1907.

Presto questa zona di 135 mila metri quadri verrà riadattata a campus ecologico (40 mila metri quadri) circondato dall’eco-quartiere.

vertical forest bruxelles scelgozeroMantenendo la struttura in ferro e vetro si creerà un unione di antico e moderno.

All’interno si svilupperanno anche molti uffici open space, spazi sportivi, per la ristorazione e, ovviamente, per molte serre che potrebbero sfruttare la tecnologia idroponica.

Nell’area nord quindi si svilupperanno i giardini verticali in uno spazio di 85 mila mq, e sul tetto verde a forma di scivolo ci saranno piante e alberi di varie specie. Non possono mancare i pannelli solari che renderanno il tutto ancora più green.

Tutte le novità di Google nel 2016

Il 4 Ottobre Google ha svelato le sue novità, cosa possiamo dire oggi?

Google ha deciso di fare il suo debutto nel mondo hardware già da tempo.

Ricordiamo infatti i Google Glass, ora usciti di produzione, le prime versioni di Chromecast, il termostato Nest acquistato nel 2014, e tutte le partnership per i dispositivi Nexus, dagli smartphone agli Home Hub.

Dall’ultimo Google I/O però abbiamo appreso le intenzioni di Big G nel dedicarsi alla produzione di hardware in casa propria.

Vediamo infatti da martedì 4 ottobre che il nuovo sito madeby.google.com presenta notevoli novità:

  • Google Pixel
  • Home by Google
  • Wi-Fi by Google
  • Visore VR by Google
  • Streaming by Google

Google Pixel

Il primo è il nuovissimo smartphone prodotto dalla stessa Google: Pixel.

  • Il design premium in alluminio e vetro
  • l’assistente virtuale integrato nell’intero sistema operativo
  • la fotocamera migliore sul mercato smartphone
  • spazio illimitato su cloud per foto e video
  • un sensore di impronte digitali sul retro
  • un colore blu davvero unico

lo rendono un top di gamma all’altezza, se non superiore secondo alcuni, dell’ultimo iPhone 7.

Google Home

Il secondo pezzo della nuova collezione è l’assistente per la casa smart di Google di oggi e di domani, un centro che collega tutti i propri dispositivi come smart tv, Nest, Google Cast e tutti gli altri dispositivi Android collegati alla casa.

Si distingue per

  • la base customizzabile e intercambiabile
  • un pannelo soft touch sull’estremità
  • la possibilità, sempre con Google Assistant, di controllare tutti i propri oggetti smart con comandi vocali

Inoltre possiede un audio HiFi di alta qualità per riprodurre la musica in casa se fossimo sprovvisti di una smart tv o di Chromecast (in fondo).

Google Wifi

Questo dispositivo è un router Wi-Fi by Google davvero elegante e minimale, prodotto per massimizzare la portata del segnale in tutta la casa e finalmente renderci davvero padroni della nostra rete.

E’ infatti corredato da un’app per gestire il network, condividere la password, vedere i dispositivi connessi e dare a ciascuno una priorità di connessione.

Ma la chicca più interessante è quella di poter bloccare il segnale a determinati dispositivi, come ai figli quando vanno a letto o mentre dovrebbero studiare.

Finalmente avremo un’app per controllare il wifi in modo rapido e intuitivo.

Daydream

Daydream è forse la novità più ambiziosa. Infatti non è solo un visore Google VR, è un progetto che riassunto in poche parole significa: aumentare la qualità della realtà virtuale low cost.

Il primo passo di Google in tal senso è stata la Google CardBoard, un visore letteralmente in cartone che portò il VR nella casa di chiunque avesse 5$ di budget da dedicarci.

Oggi il visore si evolve anche nel design, con materiali soft e un peso sempre contenuto, e questa volta è compatibile solo con cellulari che soddisfano determinate caratteristiche di schermo, giroscopio e fluidità, per garantire un’esperienza immersiva di livello eccelso.

Google così non solo determina il nuovo standard di cellulari per la Realtà Virtuale, ma fa molto di più.

Grazie al nuovo visore Google Daydream potrai non solo guardare, ma agire. E’ infatti corredato da un telecomando tocuh per interagire davvero col mondo virtuale e immergersi in giochi a 360°. Una vera rivoluzione.

Chromecast Ultra

Ultimo della fila è il più famoso dispositivo di streaming al mondo: Chromecast.

Inizialmente una semplice chiavetta HDMI per trasmettere in streaming dal cellulare alla TV in HD, oggi diventa un dispositivo dal design originale e versatile in grado di trasmettere contenuti con una definizione 4K UHD e HDR, le massime oggi in commercio.

Quindi anche il Chromecast 2 si evolve passando da una definizione Full HD a Ultra HD, che è di quattro volte superiore.

Tutte queste novità sono al momento presenti solo negli statu uniti, eccezion fatta per Chromecast. Chiunque fosse interessato però può avere accesso anche agli altri dispositivi passando per vie traverse.