Lo spettacolo luminoso dei droni Intel incanta il mondo alle Olimpiadi 2018

Intel ha ottenuto un Guinness World Record per i 1218 droni in volo simultaneamente, regalando emozioni a tutto il pubblico olimpionico

La Corea del Sud è senza dubbio uno stato fortemente tecnologico, casa dei giganti dell’hi-tech come Samsung e LG. E quando si tratta di innovare, l’Asia non ci pensa due volte.

In questo evento olimpionico invernale 2018 ha preso parte del team anche l’azienda americana Intel, prima al mondo per produzione di processori.

Ed è stato proprio il suo ingresso in campo, insieme ad altri partner del settore, a portare a una vera e propria rivoluzione nel mondo delle olimpiadi.

A trasformare un’analogica competizione sportiva in un’immersione digitale nel cuore dello sport.

Arte e Tecnologia sempre più a stretto contatto

È stata Intel a gestire l’apertura ufficiale ai giochi olimpici invernali, creando così il primo drone light show della storia di questa competizione. In questa occasione ha anche infranto il precedente Guinness World Record di 500 droni in volo simultaneamente, raggiungendo i 1218.

I 5 cerchi olimpionici,  un uccello che spicca il volo, uno sportivo alle prese con lo snowboard e altre incredibili immagini.

Si è trattato di uno spettacolo unico nel suo genere, per coordinazione, numero e soprattutto arte. In questa occasione arte e tecnologia hanno collaborato a stretto contatto, come una cosa sola pronta a far brillare milioni di occhi increduli.

Intel Shooting Star è il modello di drone utilizzato per gli spettacoli. Con un peso di appena 300 grammi, è dotato di un faretto lumisono posto nella parte centrale.

Un altro aspetto impressionante è che i 1218 droni in volo venivano governati da un unico computer, controllato da un unico operatore!

droni alle olimpiadi corea shooting star

Intel ha già firmato un lungo contratto con il mondo olimpionico. Sarà infatti loro partner fino al 2024, accopagnando l’evento

  • nel 2020 in Giappone
  • nel 2022 in Cina

E con l’Asia che la fa da padrone per i prossimi anni, si potrà vedere un immenso sviluppo su tutto l’apparato tecnologico.

Il villaggio olimpico del futuro

I droni tuttavia non solo l’unica innovazione dentro questo mondo sportivo.

“Vogliamo far vivere i Giochi agli spettatori, non vogliamo solo farli guardare”

Questa è la strada presa dal CIO (Comitato Olimpito Internazionale) e sostenuta da Intel, coscenti del fatto che si può dare molto di più allo spettatore a casa.

Entra perciò in gioco la tecnologia VR, sfruttata per garantire un’immersione totale della disciplina su cui è montata. Basterà uno smartphone e un semplice visore VR per ritrovarsi sulla trampolino di lancio del salto con gli scii o nell’adrenalinico percorso sullo slittino.

All’interno del villaggio sono poi presenti ben 85 automi, impiegati per diverse attività come pulire, controllare che tutto sia in ordine o semplicemente per scambiare due parole.

Il tutto è supportato dalla potente tecnologia del 5G che qui trova campo fertile per la sua completa sperimentazione.

Quale futuristica tecnologia dovremo aspettarci alle prossime olimpiadi?

 

Mangiare i bicchieri a fine pasto? Da oggi si può

I Materiali Bio alimentari sono pronti a combattere l’immenso mercato del packaging da 450 miliardi di dollari delle confezioni di plastica

La ricerca nel campo dei Materiali Bio cresce di anno in anno e negli ultimi tempi sta avendo un’importante spinta nel settore del packaging.

La quantità di plastica impiegata per produrre le miliardi di confezioni in tutto il mondo è davvero notevole.

Questa tecnologia potrebbe quindi essere un importante passo avanti verso l’ecosostenibilità, specialmente nei paesi più inquinati dai materiali tossici. È perciò possibile mangiare gli stessi contenitori in cui teniamo il cibo?

Salutari e sostenibili

La risposta a questa domanda proviene dalla lontana Indonesia, con alla base un grande obiettivo: ridurre l’inquinamento.

Ed è proprio da uno dei paesi più colpiti dalla piaga dei materiali plastici che nasce Evoware. Si tratta di una piccola start-up dell’isola di Bali che è riuscita a mettere a punto un sistema di packaging 100% naturale, con Materiali Bio derivanti dalle alghe.

I loro primi prodotti sono dei bicchieri che hanno da subito spopolato nella zona, appoggiati anche da un produttore di bevande indonesiano che ha deciso di investirvi.

Hanno inoltre una seconda particolarità, ossia il loro aroma. Dalla menta al tè verde, ogni bicchiere è tutto da gustare, e a breve verranno create altre confezioni come bustine per i condimenti o per il caffè solubile.

Il co-fondatore della start-up, David Chrisman, ha spiegato che la sua idea dei Materiali Bio è nata con la volontà di combattere la crescità di materiali inquinanti presenti nella sua città natale Jakarta, dicendo:

“Ho visto la quantità di rifiuti plastici prodotta qui, una quantità che impiega centinaia o anche migliaia di anni per degradarsi, contaminando tutto”

Lo Stivale è avanti con le ricerche

In Italia l’attenzione verso il cibo è piuttosto sentita e infatti i Materiali Bio stanno prendendo piede più velocemente rispetto alla maggior parte degli altri paesi.

La Società Cooperativa Agricola Fruttagel è un nome importante in questo campo. L’azienda di Ravenna ha messo a punto un packaging biodegradabile derivante da Materiali Bio.

Queste ne abbattono l’impatto sull’ambiente e facilitano il processo di riciclaggio.

Una seconda importante ricerca è nata nelle mura dell’Università di Pisa dal Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali. È stato realizzato un Materiale Bio di rivestimento con duplice scopo:

  • proteggere e conservare il prodotto
  • mantenere più a lungo le sue proprietà nutritive

Lo studio per ora è condotto su frutta e verdura, mostrando come questo rivestimento possa posticipare la data di scadenza degli alimenti.

Attraverso queste innnovazioni l’utilizzo del petrolio potrà essere sempre meno preferito e quindi diventare più marginale, sia in questo contesto che nel settore energetico.

E magari in futuro sarà normale mangiare il proprio bicchiere alla fine di ogni pasto.

25° Anniversario degli SMS: ma perchè sono Nati?

Dal loro esordio fino al loro tramonto: la storia degli SMS e il prepotente arrivo di Whatsapp

Merry Chirstmas.

Si potrebbe pensare che siamo in anticipo di quasi un mese per augurare buone feste, ne siamo consapevoli. In realtà, però, non si tratta di un augurio da parte del team Zero. Si tratta invece dell’origine di una delle innovazioni più importanti del nostro secolo.

Correva il 3 dicembre 1992 quando Neil Papworth, l’ingegnere della Vodafone, inviò il primo SMS della storia, che recitava proprio “Buon Natale”. L’atmosfera natalizia era già nell’aria.

Perchè sono nati gli SMS?

È innegabile, gli SMS hanno cambiato la vita di tutti noi a partire dal primo giorno della loro creazione.

Inizialmente erano stati pensati come un servizio di cercapersone a scopo principalmente lavorativo.

Comodi soprattutto durante i momenti in cui non era possibile parlare, come riunioni o conferenze.

In realtà il loro impatto sulla società è andato ben oltre rispetto agli intenti iniziali, tant’è che Papworth ne parlerà così a riguardo:

“Nessuno aveva idea delle proporzioni che il fenomeno avrebbe avuto”

Nessuno all’epoca poteva saperlo perchè la tecnologia era ancora molto costosa e soprattutto molto limitata.

E se ci pensiamo questo vale per ogni grande innovazione della storia, dalla macchina fotografica, a internet fino agli smartphone che oggi tutti usiamo.

Il Vero Primo SMS

In realtà è necessario precisare che quello di Papworth non è ritenuto ufficialmente il primo SMS della storia.

Questo perchè il testo è stato inviato da un computer e non da un cellulare.

La data ufficiale quindi è sconosciuta ma cade nei primi mesi del 1993 ad opera del finlandese Riku Pihkonen, all’epoca stagista della Nokia. Ha così testato il primo SMS da cellulare a cellulare.

E da quel giorno la loro corsa non si è mai fermata.

Da voce a testo

La piena diffusione avverrà grazie alla potente spinta della vendita dei cellulari al grande mercato, verso la fine degli anni novanta. E nel 2007 si raggiunse uno storico record: il numero di messaggi inviati superava il numero di chiamate.

La successiva nascita degli smartphone non ha fatto che aumentarne il già massiccio volume.

La direzione era quindi chiara, il testo è diventato il mezzo preferito dagli utenti perchè molto rapito, a bassi costi e senza stabilire un tempo di risposta, al contrario della telefonata.

Da SMS a Whatsapp

E poi è arrivato Whatsapp, pronto a ramificarsi sull’idea di messaggio, riuscendo infine a scalzare il fratello maggiore: nel 2012 il numero di messaggi via chat supera quello degli SMS.

dagli sms a whatsapp tutta la storia della messaggistica

Ad oggi la messaggistica online non ha concorrenza rispetto al suo antenato, anche per la costante crescita della rete e della sua velocità. Il classico SMS resta però un ancora di salvezza per i posti senza connessione, o per la tragica eventualità dei dati esauriti.

In ogni caso, qualunque sia il loro destino, i messaggi scritti hanno un’importanza unica: sono stati il punto di partenza di ogni social network.

Quest’Uomo vuole Chiudere Internet. Ecco Perchè

Si chiama Ajit Pai, fa parte del Governo Americano e vuole farti pagare per ogni sito che visiterai

E se da domani non potessi più usare Google, Facebook, Whatsapp e Instagram?

Questo è il pericolo che aleggia sulla popolazione Americana da qualche tempo a questa parte, e che presto potrebbe coinvolgerci in prima persona.

Ci riferiamo alla Neutralità della Rete, anche detta Net Neutrality. Argomento caldo degli ultimi giorni in quanto a rischio di abolizione.

In parole povere

La Net Neutrality si riferisce alle regolamentazioni che obbligano i fornitori di traffico dati (come Vodafone, Tim, Fastweb ecc) ad offrire la stessa velocità di connessione indipendentemente dal contenuto a cui si accede.

Senza queste regole, le aziende possono introdurre dei pesanti limiti a come navighiamo.

Nell’immagine che segue si vede come sia cambiata la velocità di download di Netflix a seconda del provider di internet americano.

net neutrality america

Proprio a fine gennaio 2014 Netflix ha stretto un costoso accordo con Comcast – una delle 3 principali aziende di telecomunicazioni americane – per non perdere troppa velocità di banda.

Le conseguenze

Nello scenario che l’FCC (Federal Comunication Congress, l’agenzia delle Telecomunicazioni Governativa Americana) sta tentando di perseguire, l’internet per come lo conosciamo non esisterà più.

Ogni sito web che non pagherà una lauta tassa sulla velocità a tutti i fornitori di rete sarà terribilmente lento se non addirittura bloccato del tutto. A noi utenti il costo extra per usufruirne. Il cosiddetto internet a pacchetti.

(qui sotto un valido esempio teorico)

uomo vuole chiudere internet

Può sembrare un’assurdità ma in paesi come la Nuova Zelanda è già così.

Lì, ad esempio, ti conviene chattare con Snapchat o Instagram. Questo perchè Facebook Messenger e iMessage sono bloccati e costano un extra.

Se il mondo non fermerà questa tendenza in tempo l’internet che ci ha fatto prosperare come specie morirà per sempre.

Diventerà ciò che Tim Berners Lee – inventore di Internet – non avrebbe mai voluto.

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Le Soluzioni

Nonostante ci siano grandi aziende che stanno già creando soluzioni per la Neutralità della Rete, passerà diverso tempo prima di vederle applicate.

Parliamo di Project Loon di GoogleAquila di Facebook e l'”ancor privo di nome”progetto di SpaceX.

L’ultimo in particolare con l’intenzione di lanciare 4.425 satelliti per garantire all’intero globo una copertura ad alta velocità (probabilmente 5G – 10Gb/s), dalla cima dell’Himalaya al centro dell’Oceano Pacifico.

net neutrality america

Queste compagnie, famose proprio per aver sempre donato i loro servizi gratuitamente al pubblico, sono infatti altamente favorevoli alla #netneutrality.

Speriamo che in qualche modo, grazie alla loro importante influenza, riescano a frenare questa temporanea follia del Governo Americano.

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Tesla Roadster, la Sorpresa che Nessuno si Aspettava

La supercar da 400 km/h e il tecnologico Tir con 800 km di autonomia: il futuro della mobilità è nelle mani di Tesla?

L’auto più veloce al mondo e il primo tir elettrico al mondo. Elon Musk ha il talento di infrangere record su record lungo la sua carriera da imprenditore futurista.

E all’evento Tesla di giovedì 16 novembre è riuscito a superarne ben due in un solo colpo.

Tra prestazioni pazzesche e lusso sfrenato, ecco come i due modelli top si presenteranno al mercato.

Tesla Semi contro il Diesel

presentazione tesla semi, energia rinnovabile

L’indiscusso protagonista del palcoscenico sarebbe dovuto essere lui, ponendosi come la rivoluzione dei mezzi pesanti.

A primo impatto pare proprio di essere stati catapultati in un qualche film futuristico con veicoli volanti e super veloci. Eppure è tutto vero.

Nonostante la presenza inaspettata della supercar, Semi riesce a rivelare tutti i suoi punti di forza.

Primo tra tutti il fatto di essere il primo tir elettrico al mondo che verrà prodotto in serie, a partire dal 2019.

Altra caratteristica importante è l’aerodinamicità che conquista un’altro primato nel settore.

Come ogni veicolo di casa Tesla, il truck non è ibrido, ma si poggia totalmente sul motore elettrico, portando numeri importanti in campo:

  • 0-100 km/h in 5 secondi con sola motrice, 20 secondi a pieno carico. Meno della metà del tempo dei concorrenti a combustibile.
  • 800 km di autonomia a pieno carico su percorsi autostradali.

A questi si accompagna una ricarica ancora più veloce in 30 minuti, ossia il tempo di pausa imposto da molti stati americani ai camionisti. Il tempo di ricarica così breve è possibile grazie ai nuovi Megacharger, le torrette di ultima generazione pensate per Semi.

Spostandoci all’interno dell’abitacolo troviamo un solo sedile centrale nella cabina e 2 grandi touchscreen ai lati del volante per monitorarne tutte le condizioni. Sembrerà quasi di guidare un jet.

energia rinnovabile tesla semi

I calcoli finali parlano chiaro: il mezzo elettrico permette di risparmiare 200 mila dollari di carburante all’anno rispetto a un concorrente con eguali prestazioni. Senza parlare dell’enorme vantaggio sul lato ambientale, abbattendo l’inquinamento di benzina e diesel.

Questa può essere una grande occasione per casa Tesla visto l’interesse di molti stati di vietare i combustibili fossili per i mezzi di trasporto.

Chiunque volesse investire in questa tecnologia potrà vedere un reale abbattimento dei costi sia di manutenzione che di consumi.

Il prezzo dei due modelli di Tesla Semi Truck è:

  • 150.000$ per la versione più piccola con 500 km di autonomia
  • 180.000$ per la versione da 800 km

Tesla Roadster la Rinascita

In gran stile, Musk porta sul palco una sorpresa non prevista dal grande pubblico che si è ritrovato entusiasta davanti al suo annuncio. Il primo modello di Roadster uscì nel 2008 e dimostrò l’impossibile: le macchine elettriche possono essere belle e potenti. La 2.0 forse riuscirà a fare ancora di più.

E proprio 2.0 è la barriera che nessuna auto di serie aveva ancora superato: da 0 a 100 km/h in 1,9 secondi netti.

Questa accelerazione è sostenuta da una performante batteria da 200 kWh (il doppio della model S) in grado di sostenere fino a 1000 km con una singola ricarica. Gli esperti lo confermano.

La velocità di punta supererà i 400 km/h. Di quanto ancora non si sa, ma la Tesla Roadster è a tutti gli effetti l’auto di serie più veloce al mondo.

Qui sotto un video che rende apprezzabili design e accelerazione.

Prestazioni e tecnologia di questi livelli riescono comunque a mantenere un prezzo allineato a quelle di altre supercar: 200.000 dollari per il modello base, con un largo anticipo di 50.000 dollari.

Per poter stringere tra le mani il volante Roadster (o anche solo ammirarlo) bisognerà però attendere il 2020. E per ora l’ambizioso imprenditore ha annunciato la produzione di appena 1000 vetture, facendone così un prodotto estremamente esclusivo.

Davanti a queste importanti novità di Tesla come reagiranno i grandi marchi dell’automobile?

Tesla Torino: nuovo concessionario in arrivo nel 2019

Tesla è in arrivo a Torino, con concessionari e nuovi punti di ricarica

In questa seconda settimana di Ottobre Tesla ha aperto uno stand in via Roma, a Torino.

Non si tratta di un concessionario ma di una pubblicità mirata e con grandi implicazioni.

In Italia, come negli altri paesi, il vasto mercato dell’elettrico su strada è in crescita. E in cima alla classifica si pone il marchio Tesla, come il maggior produttore di auto elettriche al mondo.

Tra i vari stati europei si contano decide di concessionarie, specialmente in Nord Europa.

In Italia attualmente ne sono presenti 3:

  • 2 a Milano
  • 1 a Padova

Per fortuna il numero dei Tesla store in Italia verrà presto ampliato.

In questi giorni infatti Tesla ha montato uno stand nel centro della città di Torino, nella celebre via Roma. In questo modo l’azienda vuole avere un primo approccio con i torinesi interessati.

destination charging e test drive all'nh hotel a torino

Non si tratta ancora di uno store, ma è già possibile prenotare un test drive al NH Hotel di Torino in Piazza Carlo Emanuele II, 15.

Tesla aprirà il concessionario a Torino nel 2018, anche se la data precisa non è ancora stata rilasciata.

Con questa mossa l’azienda tenterà di inserirsi maggiormente all’interno della mobilità elettrica italiana, infatti aprirà nello stesso anno anche a Roma e Bolzano.

Supercharger Tesla a Torino

Oltre all’arrivo dei nuovi concessionari, anche la rete di torrette di ricarica Tesla avrà un potenziamento.

Attualmente sullo stivale sono presenti 25 torrette Supercharger, le più veloci del mondo. Vicino a Torino possiamo trovare il Supercharger di Moncalieri, a cui si aggiungeranno probabilmente altre stazioni nel capoluogo di provincia.

Tra la fine del 2017 e tutto il 2018 verranno installati sicuramente almeno altri 14 Supercharger sul territorio nazionale, per garantire a più clienti la ricarica veloce.

nuovo concessionario tesla torino,

Destination Charging a Torino

L’idea dei Destination Charging bisogna ammetterlo, è da premio nobel.

tesla torino nh hotel destination charging

Tesla, venditore delle migliori auto elettriche e migliori batterie del mondo, da la possibilità agli Hotel di mettersi in mostra e raccogliere clienti. Come? Vendendo loro le sue batterie!

Ecco i Destination Charging. Se un possessore di auto Tesla volesse pernottare in un Albergo, quale sarebbe più adatto di uno che ricarica la sua auto di notte?

A Torino al momento c’è un solo Destination Charging, precisamente al Best Western Plus Executive Hotel & Suites Torino in Via Nizza 28. Ma come per le altre mete europee, se ne prevedono molti altri in arrivo.

Una splendida occasione per vendere più batterie, aumentare i punti di ricarica, creare nuove opportunità per gli Hotel e far felici i propri clienti.

È solo questione di tempo. Presto potremo tutti godere di una rete di ricarica estesa ed efficiente in tutto lo stato.

 

Google 2017: un Mondo di Gadget Intelligenti

Pixel 2 e 2 XL, Google Home Mini & Max, Pixelbook e Buds: scopriamoli insieme

Dopo l’evento dell’anno scorso dove Google ha annunciato i suoi nuovi hardware, dal suo primo smartphone al Google Home, Daydream per la Realtà Virtuale e un modem WiFi ad alte prestazioni, quest’anno coglie l’occasione per aggiornare il Pixel e introdurre altre novità, sempre legate tra di loro da un comune denominatore: Google Assistant.

  • Pixel 2 & 2 XL
  • Home Mini
  • Home Max
  • Buds
  • Pixelbook
  • Clip

Google Pixel 2 & 2 XL

https://www.youtube.com/watch?v=zpLVsR8cSFo
Se l’estetica del Pixel 2 rimane uguale a quella del primo Pixel, il Pixel XL fa un passo importante verso la riduzione delle cornici. Non certo al livello dell’iPhone X, ma rimane piacevole allo sguardo.

Inoltre entrambi introducono i due speaker frontali per una migliore esperienza audio. Allo stesso tempo eliminano il jack per le cuffie, confermando che la scelta di Apple di rimuoverlo sull’iPhone 7 fosse azzeccata anche se forse prematura.

Il Pixel 2 ha uno schermo da 5″, l’XL arriva addirittura a 6″ e segue il formato 18/9 preso da Galaxy S8 e iPhone X.

Entrambi sono dotati di una fotocamera incredibilmente performante, anzi la più performante. DxOMark, famoso sito che testa le macchine fotografiche, aveva dato un punteggio di 89 alla fotocamera del primo Pixel: il più alto mai raggiunto da uno smartphone. Il Pixel 2 arriva a 98, segnando un altro grande record e senza bisogno di una seconda fotocamera.

In più entrambi supportano tutte le applicazioni di Realtà Aumentata, stesso settore su cui sta puntando Apple.

Non sono da menzionare la ricarica rapida, Google Assistant totalmente integrato nel Sistema Operativo e la compatibilità con Daydream, il visore di Realtà Virtuale di Google.

Il Pixel 2 parte da 649$ per la versione da 64GB, il Pixel 2 XL parte invece da 849$.

Google Home Mini

La smart home è un mercato in forte crescita, le cui potenzialità per le aziende superano qualunque altro caso nella storia.

Google quindi non raddoppia ma triplica la sua offerta di assistenti domestici introducendo innanzitutto il Google Home Mini per 49$.

Lo speaker è ridimensionato ma fa il suo lavoro, e secondo questa recensione di Business Insider ha un audio, una forma e un’assistente virtuale migliori di Echo Dot di Amazon.

L’idea è di averne uno per ogni stanza per poter comunicare con il proprio Assistente Virtuale dovunque in casa propria.

Ma la cosa forse più interessante è che ora l’Assistente di Google sa riconoscere le persone. La stessa richiesta potrà infatti produrre risultati diversi a seconda di chi la effettua. Così quando il marito chiederà la sua “playlist romantica” Google non la confonderà con quella della moglie.

Google Home Max

La seconda novità lato Smart Home è Google Home Max, una potente cassa extralarge con dei bassi vibranti e alti precisi.

Creata su misura per gli audiofili, anche Home Max ha il Google Assistant integrato. E con la possibilità di essere posizionata sia in orizzontale che in verticale ha le carte in regola per essere usata singolarmente o in combo.

Questa versione aggiornata ha però il suo prezzo: 399$ al lancio.

Google Buds

Sempre in linea con la scelta degli speaker frontali sul Pixel 2, di togliere il jack da 3,5mm, di triplicare l’offerta si smart speaker così come di crearne uno ad alte prestazioni, Google presenta i suoi nuovi auricolari wireless: Buds.

Comodi come gli Airpods di Apple (hanno la stessa forma a contatto con l’orecchio) hanno 5 ore di autonomia. Per fortuna vengono venduti insieme alla custodia, con una batteria interna che permette altre 5 ricariche.

E il laccio al collo elimina il bisogno di mettere via i Buds una volta tolti dalle orecchie.

Controlli touch sull’auricolare destro e assistente virtuale alle orecchie. Ma la notizia che più fa scalpore è l’integrazione con Google Traduttore per tradurre in tempo reale tra ben 40 lingue.

Secondo Google questa novità vale 159$, lo stesso prezzo di lancio degli Apple Airpods.

Tra queste c’è anche l’Italiano, quindi c’è una speranza che Google Assistant arrivi presto anche nella nostra lingua.

Google Pixelbook

Il nuovo laptop che fa seguito ai Chromebook arriva anch’esso con Chrome OS e Google Assistant, insieme al Google Play Store.

1 cm di spessore per 1 kg di peso, ha uno schermo touch da 12,3″ Quad HD con 235ppi (pixel per inch, pixel per pollice)

Intel core i5 e i7, 16GB di RAM e fino a 512 GB di SSD (memoria a stato solido).

La grande novità rimane però la sua versatilità, capace di trasformarlo da un laptop ad un tablet.

Con l’aggiunta della Pixelbook Pen, con 60 gradi di inclinazione e più di 2000 livelli di pressione, la modalità tablet aprirà alla creazione di nuove opere d’arte.

Il prezzo? 999$ il Pixelbook e 99$ la Pen

Google Clip

https://www.youtube.com/watch?v=JXh1yyvXpwo

Novità inaspettata, questa camera non nasce per la sicurezza come le Nest Cam (IQ, Indoor e Outdoor), ma per catturare i bei momenti in famiglia.

Posizionala dove vuoi, e grazie ad un algoritmo di machine learning imparerà a scattare foto nei momenti che non vorresti perdere.

249$ per quest’ultimo gadget emozionale, ma anche se molti sono in dubbio sulla sua validità, Google come Amazon sa che sperimentare è l’unico modo di innovare.

prezzi gadget google

Le 5 Novità Apple in Ordine di Importanza

Dal Sistema Operativo agli iPhone di Ultima Generazione, Apple Non Passa Mai Inosservata.

Apple è la parola più ricorrente in questa frenetica giornata post-Keynote. Come ogni anno, la diffusione dei rumors incontra la sua fine per lasciare spazio a fotografie e video dei nuovi fiori all’occhiello del marchio di Cupertino, i quali diventano virali sul web.

Il 2017 è però un anno particolare per l’azienda, perché nel 2007 venne presentato l’oggetto che rivoluzionò il settore della telefonia: l’iPhone.

Perciò, esattamente 10 anni dopo, tocca al CEO Tim Cook lasciare il proprio segno nella storia del mobile.

E lo fa inaugurando lo Steve Jobs Theater, un futuristico teatro cilindrico in fibra di carbonio e vetro che ha avuto ieri il suo debutto ufficiale. Situato all’interno dell’immenso Apple Park, le cui dimensioni superano quelle del Pentagono, si è rivelato il luogo perfetto per valorizzare al massimo i nuovi prodotti.

tutte le novità del marchio dall'Iphone a ios 11

Veniamo quindi alle 5 novità del Keynote Apple in ordine di importanza.

5. Apple TV 4K

iphone x e apple tv tutte le caratteristiche

Il suo cuore pulsante diventa un chip A10X Fusion tri-core di ultima generazione, accompagnato da 3 GB di RAM. Questo si traduce in una definizione 4K: 4 volte superiore all’HD.

Questo modello, perciò, disporrà di una vasta gamma di film in risoluzione 4K. In più, si avrà la possibilità di convertire i file HD acquistati in passato in formato 4K, il tutto gratuitamente.

In Italia sarà disponibile dal 22 settembre alla cifra di 199€ per la versione da 32 GB e a 219€ per quella da 64GB.

4. Apple Watch 3

“Apple Watch è l’orologio più venduto al mondo”

Parole ricche di orgoglio di Tim Cook, consapevole di aver scalzato tutta la concorrenza del settore, valido sia per smartwatch che per orologi classici. E dal 22 settembre verrà lanciata nel mercato la terza generazione, simile nel design, ma trasformata nel software.

keynote 2017 viene presentato apple watch 3

Novità assoluta è la presenza nel modello principale del modulo LTE con virtual sim, chiamata Cellular. Questo rappresenta un notevole distacco dal compagno iPhone, dato che non sarà più richiesta la sua vicinanza all’orologio per poterlo sfruttare a pieno.

La SIM garantirà la connettività mobile e la possibilità di telefonare senza il proprio smartphone.

Oltre a ciò il dispositivo è sostenuto da un processore S3 dual – core che, a detta della casa, porterà a un upgrade in velocità ed efficienza.

Resterà fedele ad alcune precedenti features quali impermeabilità ad acqua e polvere, GPS, altimetro, barometro e caratteristiche biometriche per il monitoraggio dell’attività cardiaca.

Il tutto sarà sostenuto da una batteria non così performante. Le statistiche sul sito ufficiale rivelano un’autonomia di 18 ore con l’orologio in stand-by, mentre appena 4 ore con l’utilizzo di GPS e chip LTE.

3. iPhone 8 e 8 Plus

Il marchio di Cupertino soddisfa anche quest’anno le aspettative dei consumatori, presentando l’evoluzione dello smartphone precedente.

presentazione di iphone 8 e iphone x

L’iPhone 8 non nasce con l’intento di stravolgere gli schemi.

Anzi, si basa proprio sulle solide certezze già presenti negli altri modelli, attraverso la resistenza ad acqua e polvere, la presenza del tasto home e la chassis in alluminio.

Gli upgrade comunque non potevano mancare:

  • presenza del vetro resistente anche nella parte posteriore
  • fotocamera migliorata attraverso i 12 Mp a disposizione e la presenza di nuovi sensori
  • il potente Soc Apple 11 Bionic assicura elevate prestazioni durante l’utilizzo

I due modelli, rispettivamente da 4.7 e 5.5 pollici, saranno disponibili dal 22 settembre con una cifra base di 839€.

2. iPhone X

Appare come una banale X, ma in realtà la sua corretta pronuncia è “dieci”, proprio per rifarsi al decimo compleanno del Melafonino.

L’IPhone X si propone sul mercato come il modello di punta del Big tecnologico, con l’obiettivo di aprire la strada a una linea esclusiva di prodotti, attraverso esclusive funzioni e design.

La parte anteriore non ha bordi o tasti fisici, solo un avanzato schermo OLED.

Le innovative funzioni sono molte:

  • Prima tra tutte è senz’altro il riconoscimento facciale, chiamato Face ID. Basato sull’analisi di 300.000 punti del volto del proprietario, è stato sviluppato come sostituto dell’ormai “obsoleto” touch ID. Quest’ultimo non sarà più presente vista la mancanza del tasto fisico Home. Face ID andrà quindi a rimpiazzarlo nei suoi compiti di protezione e pagamenti online.
  • Animoji è il nome della seconda novità principale del modello, la quale si presenta come rivisitazione delle classiche Emoji. Questo sistema riconosce l’espressione sul nostro volto e la converte in una “faccina animata” che potrà essere usata nelle chat.
  • Ricarica Wireless, in linea con la visione . Apple sta puntando su questa questa tecnologia perché ne vuole il suo sviluppo, mettendo da parte i fili.

Infine sotto la scocca sono state sono state apportate importanti modifiche come il chip A11 Bionic a 6 core e l’allungamento della batteria. L’iPhone X sarà acquistabile dal 3 novembre in Italia e con un prezzo di 1189€ per il modello da 64GB e 1359€ per quello da 256GB.

1. IOS 11

Ebbene sì, la nostra classifica pone al primo posto il sistema operativo e non il dispositivo su cui è montato. Questo per alcune innovazioni che hanno reso IOS 11 un software ricco e funzionale.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=155&v=jAsxW5YtWrM

  •  Nasce ARKit

L’esperienza della realtà virtuale è un grande passo avanti verso il suo sviluppo.

Il programma ARKit, attraverso fotocamera e sensori di movimento, permette al device di trasformarsi in un supporto AR.

Questo potrà riprodurre oggetti 3D, creare ambientazioni  e immergersi nei videogiochi. Il tutto attraverso uno schermo.

Agli effetti pratici, con questa mossa Apple si è imposta efficacemente nel mercato, realizzando la più grande piattaforma VR al mondo.

  • Siri e Grafica

L’assistente guadagnerà una voce incredibilmente umana e adotterà anche una nuova voce maschile, in aggiunta a quella femminile. La cosa incredibile sarà la sua capacità di modulare il tono di voce permettendole una voce meno impostata.

Disporrà inoltre della traduzione istantanea in una differente lingua, per adesso in francese tedesco, cinese e anche italiano.

Infine Control centre, lock screen e App Store hanno ricevuto una restyling grafico intuitivo e piacevole per gli occhi.

Anche quest’anno l’imponente evento Apple si è concluso. Non resta che attendere la data e i rumors del prossimo.

 

 

 

Smart City: Il Mondo è Destinato a Cambiare?

Guida Autonoma e Connessione Totale con il Mondo Circostante, Questo ci Attenderà nel Futuro

“La smart city si allinea allo scopo di SAP per aiutare il mondo a crescere meglio e a migliorare la vita delle persone.”

Con queste parole si esprime Dante Ricci, membro del settore marketing di SAP. Questa è una multinazionale tedesca che si occupa dello sviluppo di software gestionale, ma non tratta solo di questo.

Tra i suoi principali obiettivi infatti vi è quello di dedicarsi allo sviluppo di città più sicure, produttive e interconnesse: le smart city.

Durante la conferenza SAPPHIRE NOW & ASUG del 2017, l’azienda ha mostrato un modello di una possibile forma che tale metropoli potrà assumere. Il quadro del progetto chiarisce gli aspetti che più verranno influenzati, illustrandone anche l’impatto sui cittadini.

Idee e Progetti Per Le Città del Futuro

Tra i vari temi troviamo:

  • trasporto urbano: L’idea è di renderlo più scorrevole ed efficiente. Potranno esserci delle automobili a guida autonoma per gli spostamenti pubblici, simili ai taxi, diminuendo i tempi di attesa e facendo squadra con i semafori intelligenti.
  • sicurezza: grazie alla connessione tra l’uomo e la città, sarà possibile salvare vite umane con un sistema intelligente di notifiche di emergenza. Sarà così possibile intervenire sul posto come volontari, fornendo l’aiuto che serve e soccorrendo i feriti.
  • robot: Sempre sul piano degli aiuti durante incidenti o emergenze, si pensa di impiegare dei robot che possano migliorare l’efficienza nei momenti di alta tensione. Grazie all’intelligenza artificiale potranno apprendere e migliorare anche più degli esseri umani.
  • sensori: si potrà monitorare il livello d’acqua dei fiumi per la sicurezza delle persone e per aiutare i lavori pubblici, così come la temperatura ambientale per prevenire i congelamenti stradali, e molto altro…
  • energia rinnovabile: lintenzione è quella di basare l’energia su fonti pulite, impattando così positivamente sull’ambiente rispetto alle odierne città. Le prime città che secondo SAP potranno essere convertite, saranno quelle del Nord Europa.

le città del futuro pulite e sostenibili

Le Smart City non sono Solo Straniere

La Germania non è la sola a interessarsi del mondo hi-tech. Dal lato suo, l’Italia sta muovendo i primi passi grazie anche al Ministero dello Sviluppo Economico.

In Italia sono state scelte alcune città test come Napoli e Milano per la prova sul campo di diverse tecnologie come:

  • semafori intelligenti per veicoli e pedoni
  • sensori in grado di comunicare ai guidatori la presenza di parcheggi o incidenti
  • sviluppo di nuovi sistemi di sicurezza nelle gallerie 

In conclusione, per avvicinarci al futuro che ci prospettano queste tecnologie, la chiave potrebbe proprio essere l’impegno nel settore rinnovabile.

Dalla Carrozza Motorizzata alla Tesla: la Storia dell’Elettrico

La Nascita dell’Elettrico e i suoi Sviluppi in quasi Due Secoli

La più celebre auto ibrida della storia è sicuramente la Toyota Prius, lanciata nel mercato giapponese nel 1997. Ma la nascita dei motori elettrici a quando risale?

Il capostipite del grande albero genealogico risale al lontano 1839. In questo anno l’imprenditore scozzese Robert Anderson partorì il primo mezzo elettrico: una carrozza motorizzata.

Dopo di lui trascorsero ben 45 anni quando nel 1884 l’imprenditore Thomas Parker progettò un prototipo di autovettura. E quattro anni dopo venne creata la Flocken Elektrowagen, ufficialmente la prima vettura elettrica della storia.

1888 vettura elettrica, energia rinnovabile

Questo modello permetterà la nascita di altri veicoli con motori elettrici, molto utilizzati agli albori del mercato automobilistico.

Infatti a fine ‘800 e inizio ‘900 i motori a combustione non erano affatto diffusi. Questo perchè l’affidabilità dei combustibili fossili era scarsa e il comfort basso.

La distanza percorsa da un motore elettrico dell’epoca era di circa 50 chilometri, mentre il picco di velocità era poco più di 30 km/h!

Successivamente, verso gli anni ’20 ci fu una svolta nel settore del motore a combustione. Venne migliorato e appoggiato dalla scoperta di nuovi giacimenti petroliferi. A causa di ciò, la scommessa green con il trasporto si spense rapidamente, aprendo la strada verso l’inquinamento.

Per questo rallentamento nello sviluppo elettrico la Prius entrò in commercio solamente nel 1997, nonostante tale tecnologia nacque più di 150 anni prima.

Tuttavia l’idea di riprendere in mano questa strada si riaccese negli anni ’70 e ’80, grazie a diversi fattori:

  • La crisi petrolifera legata al Medio Oriente
  • L’interesse verso la qualità dell’aria 
  • Il successo della battaglia in tribunale di Clair Patterson 

Clair Patterson, il nostro salvatore

All’inizio degli anni ’50, il fisico Claire Patterson (oltre ad aver scoperto l’età della Terra) si lanciò in una battaglia legale contro le lobby del petrolio per abolire l’utilizzo del piombo tetraetile. Questa sostanza altamente tossica era presente in tutti i combustibili perchè ancora sconosciuta. Dopo venti anni di processi però Patterson riuscì ad avere la meglio.

Per questo la benzina si dice “senza piombo“.

auto elettriche e inquinamento, combustibili fossili

Nonostante i punti a sfavore dei combustibili fossili, non si fece mai nulla di concreto a favore del green, a causa delle basse prestazioni e del prezzo elevato.

Bisognerà attendere gli anni novanta per riaccendere il vivo interesse verso l’ambiente.

Dai Computer alle Tesla

In questo periodo, grazie agli studi sulle batterie per cellulari e computer portatili, i progressi nel campo dell’elettrico cominciarono a muoversi, anche se lentamente.

Dalla fine del millennio poi crebbe l’interesse a commercializzare questi veicoli. La General Motors nel 1996 propose la EV1, sportiva e scattante, ma ecologica. Successivamente, come secondo mezzo sportivo e green si ebbe la Tesla Roadster, il primo modello del celebre marchio di Elon Musk.

Le migliorie e gli studi su questi motori ovviamente sono tutt’ora in atto. I progressi hanno infatti permesso lo sviluppo di molti modelli ad alte prestazioni e con un’importante autonomia, oltre ad altri vantaggi interessanti.

Per il momento la storia si ferma al 2017. Per altri progressi nel campo eco-sostenibile continuate a seguirci.