La terza onda del network marketing ormai è qua

Seconda onda network marketing amway

Il network marketing, attualmente, è arrivato alla sua terza onda, alla versione 3.0 se vogliamo. La terza evoluzione che ha permesso a questo modello di business di essere ancora una volta al passo coi tempi senza rimanere indietro.

 

La nascita del network marketing

 

In questo articolo parliamo della storia del network marketing ma in questa occasione saremo più specifici.

Era infatti il 1941 quando il titolare della società Nutrilite Products Inc decise di introdurre il concetto di marketing su multi livello. Ogni figura che operava per la sua impresa si trovava responsabile di nuove mansioni, tra cui quella di formare nuovi venditori.

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I venditori quindi guadagnavano delle commissioni anche sui venditori da loro formati (primo livello) e su quelli che venivano formati da loro in seguito (multi livello).

La struttura dell’azienda risultò talmente solida che si ritrovò ben presto a competere con delle realtà più tradizionali. Al loro fianco iniziarono a nascere però nuove realtà, che usavano il sistema di Nutrilite Products in modi meno lungimiranti sfruttando le molte falle della società di quel periodo, mettendo in pratica diverse truffe. Queste aziende però non ebbero vita lunga.

Il network marketing della Nutrilite Products Inc invece sperimentò un incremento della produttività e delle vendite, frutto appunto delle grandi opportunità offerte ai propri venditori.

Ovviamente questo fu solo l’inizio di tale concetto, che dopo circa vent’anni si diffuse con grande rapidità.

 

La seconda fase del network marketing

 

Tra la prima versione alla terza onda del network marketing si può ben immaginare che ce ne fu una seconda.

Questa ebbe inizio nel 1979 grazie ad Amway, famosa azienda di network marketing, che riuscì a far approvare il suo sitema promozionale al congresso degli Stati Uniti.

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Ora c’era una linea di demarcazione netta tra le attività illegali e quelle legali. C’era una definizione più chiara di network marketing e da quel momento sempre più aziende iniziarono a prendere in considerazione questo modello. Una seconda esplosione del settore.

Il periodo storico contribuì, grazie all’introduzione di diversi strumenti tecnologici prima non disponibili, era possibile avere un migliore controllo della capillarità del sistema.

Più in generale, la legge e i computer aiutarono questa fase evolutiva, rendendo il network marketing sempre più interessante per le aziende.

 

La terza onda del network marketing

 

Oggi si parla di una terza rivoluzione del network marketing in quanto questo genere di attività beneficia dei nuovi strumenti digitali messi a disposizione tramite internet.

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In particolar modo i social giocano un ruolo fondamentale per le aziende di network marketing e per i loro collaboratori. Il posto perfetto per trovare nuovi clienti, nuovi collaboratori, perfetto anche per mettersi in mostra e creare un rapporto con il proprio network.

Ancora più importante la diffusione degli smartphone e dei laptop ha permesso alle aziende di creare nuovi strumenti con cui i collaboratori stessi potevano aumentare le loro performance. Un maggiore controllo dei propri numeri, dei propri collaboratori, della carriera, delle scadenze e dei risultati.

Ma benchè il web e i nuovi strumenti, online e offline, aiutano sicuramente le aziende e soprattutto chi vuole operare, è importante ricordare che questo tipo di lavoro deve essere seguito con costanza.

Solamente mediante l’impegno costante e quotidiano si ha l’occasione di raggiungere i propri ambiziosi obiettivi.

Non devi essere bravo, devi essere esperto nel tuo campo.

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E’ pieno di persone brave, ancora più pieno di persone incompetenti (si sa) ma qualunque sia la tua professione la vera differenza la fai essendo esperto.

Certo essere il migliore è un obiettivo ancora più ambizioso, ma di certo molto più complesso da raggiungere. Essere esperti invece è alla portata di tutti coloro che hanno una mentalità lungimirante.

Ma per essere esperto bisogna capire prima di tutto qual è il proprio settore, e spesso è meno scontato di quanto sembri.

Ad esempio un comico non vende biglietti, ma intrattenimento. Un cantante non vende canzoni, ma emozioni. E per quanto nel network marketing si sia tentati di identificare la propria professione con la vendita, o con il prodotto/servizio dell’azienda stessa, il nostro vero mestiere è il networker ed è su quello che ci dobbiamo concentrare.

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Conceptual image of network marketing – male hand connecting the wooden cut circles with person icon on them.

Come diventare esperti del settore del Network Marketing?

Il Network Marketing si può dire che sia un mestiere che cambia nelle diverse fasi della vostra carriera, ne parleremo tra poco, ma alcune cose rimarranno sempre uguali.

Le basi

Per prima cosa dovrete sempre ricordarvi che il successo non viene regalato, né tanto meno piove dal cielo: va guadagnato nel tempo, con lavoro e molti sacrifici, ma quando lo raggiungerete la vostra vità avrà un’altro sapore.

Un altro elemento fondamentale è essere sicuri di sé (notare che non abbiamo detto apparire, ma essere) perchè è il terreno fertile su cui crescono i contratti, le amicizie e le collaborazioni.

Chi si fiderebbe di qualcuno che risulta incerto su se stesso?

E infine, dopo la costanza e la sicurezza, ci vuole umiltà, perchè ogni percorso di crescita nasce e cresce grazie alla capacità delle persone di mettersi in discussione. Nessuno è perfetto, ma chi è umile ci si può avvicinare.

Legge di pareto network marketing

Gli inizi

All’inizio è fondamentale la conoscenza profonda e precisa di cosa si sta promuovendo: il prodotto o il servizio è sicuramente un aspetto importante, ma imparate a non sopravvalutarne l’importanza perchè conoscere il prodotto o servizio non basta affatto.

Certo però se non saprete rispondere a delle domande sarà tutto più difficile.

Per questo usarli in prima persona vi aiuterà a conoscerli a fondo tanto da non temere alcun tipo di obiezione.

I progressi

Man mano che andrete avanti le persone non vi seguiranno per il servizio ma perchè si fidano di voi, dategliene modo.

Per fare questo dovrete di sicuro sviluppare un buon biglietto da visita: un discorso vero e sincero, ma soprattutto sintetico ed accattivamente, per far interessare gli altri al vostro prodotto o servizio, ma soprattutto a voi stessi.

Raccontare il proprio percorso su instagram di sicuro alimenterà il vostro personal branding, e questo vi tornerà utile man mano che la vostra carriera proseguirà.

Applicare con costanza i metodi insegnati dall’azienda sarà utile a non perdersi per strada, a evitare di sperimentare con pratiche inutili e soprattutto a velocizzare la propria carriera.

mentalità e cervello

La leadership

Arriverete presto ad uno stadio evolutivo del vostro percorso in cui la promozione sarà più vicina ad un ricordo che ad un lavoro.

Con il crescere della vostra struttura dovrete imparare a prendervene cura, a nutrirla, a guidarla come dei veri leader.

Oltre a raggiungere uno stadio di maggiore soddisfazione personale e professionale di sicuro otterrete molti più risultati lavorando sul vostro team piuttosto che facendo tutto da soli.

La chiave dell’imprenditoria e della leadership è saper delegare senza perdere il controllo, un equilibrio che svilupperete con lo studio e la pratica.

Inoltre, ma non meno importante, bisognerà ricordarsi dei valori fondamentali: lungimiranza, sicurezza, umiltà.

Perchè se anche ora siete al vertice della vostra struttura, avete ancora tutta la vita davanti. Un buon leader sa che imparerà più lui dal suo team di quanto loro impareranno dal leader.

Carriere a confronto: colletti vs networker

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Colletti bianchi, blu e networker: qual’è l’impiego migliore?

All’interno di una società solida c’è bisogno che più persone diano il loro contributo seguendo carriere differenti.

Va da sè però che una carriera piuttosto che un’altra può risultare più o meno profittevole.

Qual è la professione migliore da svolgere in Italia? Colletti bianchi, blu o networker? Quali sono le differenze? .

Colletti blu: carriera?

In primo luogo definiamo i colletti blu che sono tutti quei lavoratori che fanno parte della categoria “manuale”.

Si tratta della forza lavoro che muove un Paese, coloro che sono impiegati nelle fabbriche o nei campi e che svolgono soprattutto lavori manuali.

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Il colore blu è collegato alle divise spesso indossate da queste persone. Rispetto ai colori chiari, il blu riesce a coprire meglio le macchie di olio o terreno tipiche delle azioni svolte dagli operai.

Per entrare a far parte di questa classe di lavoratori non c’è bisogno di una grande preparazione scolastica ma il salario purtroppo non è molto alto.

La questione peggiore però è relativa all’avanzamento di carriera, infatti anche con molti anni di esperienza o con l’acquisizione di qualifiche specifiche, sostanzialmente è praticamente impossibile crescere dal punto di vista professionale e salariale.

Colletti bianchi: carriera…

I colletti bianchi sono invece tutti i dipendenti che svolgono un lavoro di ufficio.

Solitamente si tratta di funzionari, manager o professionisti che ricevono uno stipendio a fine mese commisurato alle prestazioni svolte.

Il colore bianco è collegato alle camice che tali individui indossano e la loro divisa è composta da abiti formali come pantalone e camicia, anche se sempre più spesso si sta optando per t-shirt e felpa.

Non svolgono lavori in cui è richiesto l’impiego della forza ma si basa tutto su alte qualifiche educative, acutezza mentale e conoscenze specifiche.

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In questo caso si può dire che non ci siano limiti alla crescita professionale, ma la verità è che sono davvero poche le eccezioni che ottengono guadagni da veri imprenditori. La maggior parte non godrà mai di una vera e propria carriera e godrà piuttosto di piccoli aumenti di stipendio guadagnati nell’arco di anni di lavoro.

Altro aspetto fondamentale è che gli ambienti in cui lavorano i colletti bianchi sono spesso molto competitivi. E se qualcuno spicca più degli altri, si impegna molto ed è dedito al lavoro, entra spesso nel mirino dei suoi diretti superiori che temono venga rubato loro il posto.

In questi ambiti vince il migliore e nessun posto è assicurato.

Networker: carriera!

Questa è la figura professionale che negli ultimi anni più incuriosisce ed è una delle poche che permette all’individuo di crescere in libertà.

  • nessun tetto massimo di guadagno
  • nessuna divisa
  • nessun luogo di lavoro specifico
  • nessun oraro di lavoro
  • nessun superiore a cui dover rendere conto

Il networker può lavora online in smart working, ma la cosa più importante è che nel network marketing, qualora ci fossero dei leader, questi ultimi non verranno frenati dalla loro upline, al contrario!

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La crescita dei propri collaboratori determina la propria crescita, quindi ogni networker avrà il massimo interesse nel far crescere i propri collaboratori il più velocemente e fortemente possibile.

E la ciliegina sulla torta è che è il mestiere più meritocratico che ci sia. Maggiori i tuoi risultati, maggiore il tuo guadagno. Ancora meglio, puoi guadagnare più del tuo “superiore”.

Ma in ogni caso l’errore di qualunque networker sarebbe proprio quello di frenare i propri collaboratori, e a questo proposito rimandiamo a un articolo che spiega meglio la leadership nel network-marketing.

E benchè per diventare networker professionista bisogna anche possedere delle abilità molto importanti nei rapporti umani, queste si possono di certo acquisire.

Il Network Marketing sarebbe l’esame universitario più semplice del mondo, se esistesse. Purtroppo non insegnano questa professione negli istituti classici, ma fortunatamente online è pieno di risorse per diventare dei professionisti con pochissimo sforzo.