Dai pannelli galleggianti alla forma del panda: la Cina è in testa al rinnovabile

La Cina prosegue con la sua corsa nel rinnovabile raggiungendo 130 GW di capacità energetica fotovoltaica

L’interesse del gigante asiatico verso l’energia rinnovabile non passa di certo inosservato agli occhi degli stati. E ad oggi può porsi come più grande produttore di rinnovabili al mondo.

I dati della Cina

la conferma ufficiale arriva dalla National Energy Administration (NEA) che annuncia una chiusura energetica 2017 da record. Infatti solo nello scorso anno il paese ha avuto un incremento di  52,83 GW di nuova capacità solare. Un traguardo impressionante, cosiderando che nell’anno 2016 la crescita era stata di 18,69 GW.

E con questa cifra la Cina può vantarsi di avere più dell’11% dell’energia utilizzata pulita.

Lo stato era già riuscito a superare gli USA nel campo delle rinnovabili ed era anche riuscito ad alimentare un’intera provincia cinese senza combustibili fossili per una settimana.

I risultati ora si possono vedere tutti, sia sul lato della salute e dell’ambiente e sia su quello economico.

Di circa 160 miliardi di dollari investiti nel green in tutto il mondo lungo il 2017, più della metà (85 miliardi $) hanno trovato fortuna in Cina.

Parco Fotovoltaico del Panda

Oltre alla potenza energetica, la Cina è anche interessata all’estetica.

A questo hanno pensato diverse aziende cinesi, prime tra tutte la United Nations development programme (Undp) e la China merchants new energy (Cmne).  Queste hanno costruito un enorme parco fotovoltaico dalle sembianze di un panda.

Se osservato dall’alto l’animale, simbolo dello stato, appare seduto e sorridente, mentre osserva curiosamente il cielo. Oltre a regalare tenerezza e stupore al paese, fornisce una capacità di 100 megawatt e sarà perciò capace di produrre 3,2 miliardi di kWh lungo i prossimi 25 anni.

Una cifra davvero importante che farà risparmiare milioni di tonnellate di carbone al Paese.

40MW galleggianti

Altra grande impresa nel campo fotovoltaico è stata la costruzione di un intero impianto posto sulla superficie di un lago. Questo perchè:

  • evita il depositarsi della polvere sui pannelli
  • riduce la temperatura dei pannelli e ne migliora quindi il lavoro

E con i suoi 40MW di capacità, si pone come il più grande impanto galleggiante al mondo.

energia rinnovabile cina, pannelli solari a forma di panda

Il futuro cinese è 100% green?

Tra tanti numeri e informazioni, sembra quindi che la direzione della Cina sia solo una, ossia diventare uno stato rinnovabile. Al momento non è ancora possibile prevedere una crescita di queste proporzioni perchè i tempi sarebbero troppo lunghi, vista l’estensione territoriale e il numero di abitanti.

Le intenzioni del governo cinese sono però chiare. Vi è in progetto di investire 360 miliardi di dollari in rinnovabili entro il 2020, riuscendo così a creare 13 milioni di nuovi posti di lavoro.

Inoltre la Cina ha già sperimentato come sarebbe vivere al 100% di energia rinnovabile per una settimana, con ottimi risultati.

E nel 2020 infine è previsto che la capacità di energia pulita del paese salga oltre il 25%.

Considerando che nella città di Shenzhen (12 milioni di abitanti) l’intero trasporto pubblico è stato reso elettrico, queste cifre potranno diventare realtà.

Una nuova alleanza sta nascendo tra gli stati ma quasi nessuno se n’è accorto

A partire dall’Europa fino ad oltreoceano: tutti i paesi che hanno deciso di passare al rinnovabile

L’utilizzo dei combustibili fossili è uno tra i temi più caldi di questo 2017.

Di conseguenza stanno fioccando sempre più proposte per limitarlo e sostituirlo con altre forme di energia pulita, sempre più economiche.

Oggi sul mercato sono presenti già molte fonti energetiche rinnovabili e i loro costi si stanno riducendo col passare del tempo.

Solare, eolico e idroelettrico sono i rimedi più utilizzati al momento, sia per efficacia che per convenienza. Ma la lista green è molto più lunga di questa.

In quanti dicono No all’inquinamento?

Anche gli stati che stanno voltando le spalle ai combustibili fossili sono sempre di più e vanno da paesi meno abitati come il Cile, alle super potenze economiche, prima tra tutte la Cina.

Schierata in prima linea a favore della causa si pone sicuramente la Francia. Questa si è fissata degli importanti obiettivi a cui tenere fede entro il 2040:

  • blocco della vendita e circolazione di veicoli a diesel e benzina
  • divieto di estrazione di combustibili fossili nel territorio nazionale

Tutto ciò sposterà il proprio mercato automobilistico su una linea elettrica, con molti benefit per il clima.

Ben prima rispetto a questi provvedimenti invece, a partire dal 2018, le molte centrali nucleari del paese subiranno un graduale ma drastico ridimensionamento con non poche conseguenze per l’Italia. Questo per via della loro pericolosità, della difficoltà nello smaltimento delle scorie e soprattutto per indirizzare lo sfruttamento delle fonti pulite.

Anche in Nord Europa c’è aria di cambiamento. Statens Pensjonsfond Utland è il fondo sovrano della Norvegia e la sua decisione è stata quella di togliere i propri fondi d’investimento dal settore petrolifero.

Il messaggio è perciò forte, visto che detiene grandi quantità di titoli di società come Exxon, Eni e Total.

Spostandosi verso ovest si incontra la piccola Scozia, che ha l’obiettivo di anticipare di ben 8 anni la decisione francese, come dichiarato dal primo ministro Nicola Sturgeon:

“Il nostro obiettivo è questo: eliminare gradualmente automobili e van a combustibili fossili entro il 2032”

Una lotta contro il tempo quella degli scozzesi, dove la vittoria potrà essere conquistata tramite una massiccia elettrizzazione del territorio, prendendo come esempio la Germania.

Dall’altra parte del mondo l’interesse si mantiene comunque vivo, tanto che la Nuova Zelanda ha messo la firma su:

  • 100% di energia ricavata solo da rinnovabile entro il 2035
  • stop alle emissioni nel paese entro il 2050

Obiettivi raggiungibili considerando che già oggi il paese produce l’85% della sua energia da fonti rinnovabili.

Lo Stivale resta al passo

Anche l’Italia avrà un posto al tavolo dei Paesi Verdi, con anno limite fissato per il 2040. Entro quella data l’intento è di eliminare totalmente diesel e benzina dalle strade italiane.

I pendolari sono in costante crescita e i livelli di inquinamento si fanno sentire. Il governo ha perciò deciso che è ora di cambiare rotta, appoggiandosi a mezzi pubblici e automobili elettriche.

Sarà solo questione di tempo prima di vedere un nuovo nome sulla lista dei pro rinnovabili, dichiarando guerra all’inquinamento per un mondo più pulito.

energia rinnovabile negli stati, stop al petrolio fracia italia

Arriva la Vespa Elettrica: l’Orgoglio Italiano è Rinnovabile

La versione ecologica della Vespa è stata presentata all’Eicma 2017: tutte le caratteriste e la data d’uscita

Il simbolo della mobilità italiana si unisce armoniosamente alle esigenze climatiche degli ultimi anni.

Nasce così la nuova Vespa tutta elettrica di casa Piaggio, fiduciosa nel futuro successo del proprio modello.

L’icona italiana si veste di verde

Il modello è stato presentato al mondo tramite l’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo (Eicma) tenutasi in questi giorni a Milano.

Si tratta di un’importante decisione perché la scelta arriva proprio dalla “madre degli scooter”. E potrebbe perciò essere capace di indirizzare la corrente del mercato su due ruote verso questa tecnologia.

vespa elettrica italia

La Vespa elettrica viene proposta in due varianti:

  • il modello classico garantisce 100 km di autonomia e prestazioni superiori a uno scooter da 50 cc
  • il modello X raddoppia di autonomia e può toccare una velocità di 150 km/h massima

La risposta a questa differenza di autonomia sta nell’aggiunta di un “ingrediente segreto”: un generatore. Questo, collegato al motore elettrico, permette di fornire più potenza. Con l’aggiunta però di qualche litro di benzina.

Entrambi i modelli condividono diverse caratteristiche:

  • la batteria ha una durata di 1000 cicli di ricarica, ossia tra i 50.000 e i 70.000 chilometri percorsi
  • la potenza oscilla tra i 2 kW come minimo fino a un picco di 4 kW
  • il tempo necessario di ricarica è di 4 ore

I progressi sulle batterie si sviluppano di giorno in giorno, riuscendo ad aumentare sempre più le proprie prestazioni.

prestazioni vespa elettrica, caratteristiche vespa elettrica

Tutto lo smart in una moto

Oltre ai vari dati tecnici, la Vespa elettrica presenta un tecnologico computer di bordo, controllabile tramite un display interattivo posto sul manubrio.

Il Vespa Multimedia Platform permette al guidatore di collegare il proprio smartphone al veicolo, monitorando così tutte le sue statistiche.

Oppure attivando diverse funzioni come la radio o la risposta rapida al telefono (tramite casco con sistema integrato).

vespa elettrica energia rinnovabile

Il gioiello del terzo millennio di casa Piaggio vedrà la luce del sole a partire dalla primavera del 2018.

Giusto in tempo per godersi uno spensierato viaggio tra le colline italiane, tutto rinnovabile.

Tesla Roadster, la Sorpresa che Nessuno si Aspettava

La supercar da 400 km/h e il tecnologico Tir con 800 km di autonomia: il futuro della mobilità è nelle mani di Tesla?

L’auto più veloce al mondo e il primo tir elettrico al mondo. Elon Musk ha il talento di infrangere record su record lungo la sua carriera da imprenditore futurista.

E all’evento Tesla di giovedì 16 novembre è riuscito a superarne ben due in un solo colpo.

Tra prestazioni pazzesche e lusso sfrenato, ecco come i due modelli top si presenteranno al mercato.

Tesla Semi contro il Diesel

presentazione tesla semi, energia rinnovabile

L’indiscusso protagonista del palcoscenico sarebbe dovuto essere lui, ponendosi come la rivoluzione dei mezzi pesanti.

A primo impatto pare proprio di essere stati catapultati in un qualche film futuristico con veicoli volanti e super veloci. Eppure è tutto vero.

Nonostante la presenza inaspettata della supercar, Semi riesce a rivelare tutti i suoi punti di forza.

Primo tra tutti il fatto di essere il primo tir elettrico al mondo che verrà prodotto in serie, a partire dal 2019.

Altra caratteristica importante è l’aerodinamicità che conquista un’altro primato nel settore.

Come ogni veicolo di casa Tesla, il truck non è ibrido, ma si poggia totalmente sul motore elettrico, portando numeri importanti in campo:

  • 0-100 km/h in 5 secondi con sola motrice, 20 secondi a pieno carico. Meno della metà del tempo dei concorrenti a combustibile.
  • 800 km di autonomia a pieno carico su percorsi autostradali.

A questi si accompagna una ricarica ancora più veloce in 30 minuti, ossia il tempo di pausa imposto da molti stati americani ai camionisti. Il tempo di ricarica così breve è possibile grazie ai nuovi Megacharger, le torrette di ultima generazione pensate per Semi.

Spostandoci all’interno dell’abitacolo troviamo un solo sedile centrale nella cabina e 2 grandi touchscreen ai lati del volante per monitorarne tutte le condizioni. Sembrerà quasi di guidare un jet.

energia rinnovabile tesla semi

I calcoli finali parlano chiaro: il mezzo elettrico permette di risparmiare 200 mila dollari di carburante all’anno rispetto a un concorrente con eguali prestazioni. Senza parlare dell’enorme vantaggio sul lato ambientale, abbattendo l’inquinamento di benzina e diesel.

Questa può essere una grande occasione per casa Tesla visto l’interesse di molti stati di vietare i combustibili fossili per i mezzi di trasporto.

Chiunque volesse investire in questa tecnologia potrà vedere un reale abbattimento dei costi sia di manutenzione che di consumi.

Il prezzo dei due modelli di Tesla Semi Truck è:

  • 150.000$ per la versione più piccola con 500 km di autonomia
  • 180.000$ per la versione da 800 km

Tesla Roadster la Rinascita

In gran stile, Musk porta sul palco una sorpresa non prevista dal grande pubblico che si è ritrovato entusiasta davanti al suo annuncio. Il primo modello di Roadster uscì nel 2008 e dimostrò l’impossibile: le macchine elettriche possono essere belle e potenti. La 2.0 forse riuscirà a fare ancora di più.

E proprio 2.0 è la barriera che nessuna auto di serie aveva ancora superato: da 0 a 100 km/h in 1,9 secondi netti.

Questa accelerazione è sostenuta da una performante batteria da 200 kWh (il doppio della model S) in grado di sostenere fino a 1000 km con una singola ricarica. Gli esperti lo confermano.

La velocità di punta supererà i 400 km/h. Di quanto ancora non si sa, ma la Tesla Roadster è a tutti gli effetti l’auto di serie più veloce al mondo.

Qui sotto un video che rende apprezzabili design e accelerazione.

Prestazioni e tecnologia di questi livelli riescono comunque a mantenere un prezzo allineato a quelle di altre supercar: 200.000 dollari per il modello base, con un largo anticipo di 50.000 dollari.

Per poter stringere tra le mani il volante Roadster (o anche solo ammirarlo) bisognerà però attendere il 2020. E per ora l’ambizioso imprenditore ha annunciato la produzione di appena 1000 vetture, facendone così un prodotto estremamente esclusivo.

Davanti a queste importanti novità di Tesla come reagiranno i grandi marchi dell’automobile?

Tutelare l’Acqua in Italia: ci Pensa l’Eolico

L’eolico italiano sfoggia i suoi punti di forza

L’Italia sta muovendo passi importanti verso la progressiva conversione al rinnovabile, anche con un’importante crescita dell’eolico. Seppur non fornisca tanta energia quanto le tecnologie fotovoltaica e idrica, riesce a portare grandi vantaggi al paese.

Impatto idrico zero

Il primo tra tutti è senz’altro il suo impatto idrico: corrisponde esattamente a zero.

La tecnologia eolica non richiede alcun consumo d’acqua per il suo funzionamento. E’ invece necessaria nella produzione di energia a partire dai combustibili fossili.

Nell’arco di 10 anni, grazie alle pale eoliche, sono stati risparmiati 110 milioni di metri cubi d’acqua. Cifra che potrebbe soddisfare la richiesta di 1,5 milioni di cittadini per un intero anno.

Il risultato sarà una netta riduzione di costi energetici a carico dello stato, spesso elevati. Grazie alle tonnellate di litri risparmiati, si calcolano altri 170 milioni di euro non impiegati nel settore energetico.

Il futuro dell’eolico è nell’oceano?

energia rinnovabile in italia

L’efficacia dell’energia eolica è perciò appurata, sia in Italia che all’estero. Proprio per questo sono molti gli studi su questa tecnologia per poterla applicare al meglio.

Anna Possner e Ken Caldeira, due ricercatori dell’Università di Stanford, in California hanno proposto la loro visionaria soluzione: un’immensa distesa di pale eoliche nell’oceano. 

Lo studio ha analizzato che l’efficienza delle pale sarebbe massima se posizionate nei luoghi più strategici:

  • poste a terra possono fornire 1,5 watt di potenza per metro quadro
  • poste nell’oceano possono oltrepassare i 6 watt per metro quadro

Partendo da questi dati, la soluzione proposta dagli studiosi è quella di innalzare un imponente parco eolico nell’Oceano Atlantico, con una superficie pari a 3 milioni di km quadrati.

Questo piano potrebbe risolvere gran parte dei problemi energetici mondiali, mettendo da parte l’elevato sfruttamento di combustibili fossili.

Magari un giorno sarà possibile vedere questa immensa distesa metallica persino da Google Earth!

 

L’Elettrico Riuscirà a Conquistare Anche il Cielo?

EasyJet sarà la prima compagnia aerea al mondo a investire nel green

Portare i motori elettrici in cielo, questa è la nuova mission da superare nel campo del rinnovabile.

E la prima compagnia a lanciare la sfida è stata la britannica EasyJet, in collaborazione con la startup americana Wright Electric.

L’amministratore delegato della società, Carolyn McCall, si esprime così riguardo al progetto:

“Insieme a Wright Electric condividiamo l’ambizione di rendere il settore dell’aviazione più sostenibile. L’industria del trasporto aereo sfrutterà la tecnologia elettrica per ridurre l’impatto ambientale” afferma l’AD di EasyJet.

Quest’ultima aveva già avuto successo con un proprio modello di aereo a due posti totalmente elettrico. Ora la vera impresa sarà riprodurre la stessa tecnologia del velivolo biposto su un possente aereo di linea con 120 passeggeri.

Da Amsterdam a Londra al 100% rinnovabile

EasyJet si è dimostrata una società molto attenta al green ormai da diverso tempo. Negli ultimi 16 anni, infatti, è riuscita a ridurre di 1/3 le proprie emissioni di CO2. E il loro percorso pare appena cominciato, visti gli obiettivi fissati.

L’intenzione della società è quella di lanciare sul mercato il proprio aereo elettrico entro e non oltre 10 anni. Al momento ne è stato presentato il prototipo durante l’Innovation Day londinese 2017.

easyjet elettrico, energia rinnovabile

 

Il modello dovrà coprire una distanza di 540 chilometri senza combustibili fossili. Questa cifra è stata scelta perché circa il 20% dei voli di easyJet rientrano in questa distanza.

Partendo da Londra, ad esempio, sarà possibile raggiungere Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Edimburgo, insieme a molte altre città.

Il principale compito di Wright Electric sarà quello di abbattere il peso della batteria che, al momento, pesa ben 270 chili nel modello biposto. Per equipaggiarla su un gigante del cielo è essenziale ridurre la massa.

Oltre a questo, easyJet ha firmato per una nuova flotta Airbus, tutta rispettosa verso l’ambiente, composta da:

  • due modelli A320 previsti nel 2017, mentre ne arriveranno altri 98 entro il 2022
  • trenta A321 neo con consegna stimata nell’estate del 2018

Con questa mossa sarà possibile ridurre di un ulteriore 15% le emissioni totali del prossimo futuro. 

L’amministratore delegato Carolyn McCall continua dicendo:

“Per la prima volta possiamo guardare ad un futuro senza carburante e siamo entusiasti di farne parte. Ora si tratta solo di capire quando, e non se, un aereo elettrico a corto raggio potrà volare.”

L’obiettivo finale della multinazionale è fissato per il 2020, anno in cui ogni tratta breve per easyJet dovrà essere alimentata da un motore elettrico.

La Più Grande Stazione di Ricarica Elettrica del Mondo

Entro il 2020 oltre 140 Torrette di Ricarica sull’Autostrada Tedesca A8

La Germania si dimostra ambiziosa nel campo del rinnovabile, attraverso un progetto che lascerà a bocca aperta i viaggiatori.

Il governo ha stabilito la necessità di una riduzione di combustibili fossili. Di conseguenza, verrà edificata un’enorme stazione di ricarica per veicoli elettrici lungo l’autostrada A8.

L’azienda tedesca Sortimo ne è l’ideatrice, la quale ha presentato il piano al Ministero dei Trasporti. Sortimo ha avuto il via libera, fissando l’inizio dei lavori nel 2018 e per il 2020 la data di completamento.

Il Ministro dei Trasporti tedesco Dobrindt così spiega:

Grazie al nostro supporto, Sortimo sta espandendo la sua rete di ricarica sulla A8 a Ovest di Augusta. In questo modo, l’azienda aiuta a rafforzare la fiducia nei conducenti, potendo far ricaricare il proprio veicolo ovunque e in qualsiasi momento

Il Titano Germanico

Sarà la più grande stazione di ricarica al mondo, seconda solo all’immaginazione. Conterà 144 torrette di rifornimento totali, suddivise in:

  • 120 del tipo veloce (massimo 50 kW)
  • 24 del tipo super-veloce (massimo 350 kW)

Questo si tradurrà in un forte abbattimento delle attese, riuscendo persino a completare una ricarica in dieci minuti nelle ultime.

Oltre all’impianto energetico, la costruzione sarà dotata di ogni comfort per i clienti. Saranno infatti presenti negozi, un centro commerciale, delle sale comuni e delle zone lavoro, anche prenotabili.

energia rinnovabile germania

Con questa strategia, i guidatori saranno più invogliati a usufruire della struttura sia per shopping che per rifornimento. E non sarà nemmeno necessario attendere a fianco del proprio veicolo mentre si ricarica.

L’intero impianto sarà collegato a un’app scaricabile su ogni smartphone, grazie alla quale si potrà monitorarne la progressione.

Inoltre saranno visibili varie informazioni dei negozi e delle zone comuni.

Questo ampio spazio richiederà molta energia e i costruttori ne sono consapevoli.  Si andrà incontro a un’esigenza di 240.000 chilowattora al giorno (kWh/d) e quindi 88 milioni all’anno.

Ma anche in questo caso l’attenzione al green è in prima linea.

Una buona parte dell’esigenza verrà coperta da:

  • un’eccedenza energetica di impianti fotovoltaici privati in accordo con Sortimo
  • utilizzo dei tetti verdi sull’edificio
  • recupero e riutilizzo del calore di scarto prodotto dai rifornimenti

Con questi dati, si andrà incontro a un risparmio di carburante pari a 30 milioni di litri e con 60.000 tonnellate di CO2 risparmiare all’ambiente ogni anno.

Perciò, questa volta, la Germania dovrà dimostrare di avere la volontà e le risorse per completare l’immensa opera.

L’Italia si Adegua Alle Proposte Green: Basta Benzina e Diesel dal 2040

I Pendolari dell’Automobile Aumentano. Il Governo Tenta di Limitarne l’Espansione Attraverso Dei Provvedimenti

Francia e Scozia non sono gli unici Paesi a volersi lasciare alle spalle il petrolio su strada. Alla lista dei partecipanti si aggiunge l’Italia, ponendosi come limite per la riuscita del progetto il 2040.

A stabilire le sorti ambientali della nazione sono state due Commissioni del Senato, quella Ambiente e quella per i lavori pubblici.

La proposta è stata accettata senza voti contrari, delineando un chiaro quadro politico futuro legato all’energia elettrica e rinnovabile.

Che Cosa Cambierà?

Per combattere in maniera efficace l’inquinamento sono necessarie rigide posizioni a riguardo, per raggiungere risultati soddisfacenti.

Perciò il primo provvedimento attuato sarà l’aumento del bollo per quei veicoli a combustione appartenenti o precedenti alla classe Euro 3.

Questo cambiamento farà in modo che il prezzo del bollo non verrà più calcolato in base alla potenza del motore, bensì dal proprio tasso d’inquinamento.

Verranno inoltre presi provvedimenti per quanto riguarda il trasporto pubblico locale (Tpl). I punti in questione saranno:

  • riduzione del costo di abbonamento alla rete Tpl
  • garantire l’età media di 7 anni di un mezzo, come prevede la media UE
  • sostituire il 50% degli autobus a combustione in mezzi a energia rinnovabile entro il 2032

La riduzione di prezzo delle corse Tpl dovrà servire come incentivo da parte del governo in favore dei pendolari italiani.

veicoli elettrici e trasporti green italia 2040

Questo perché il numero di persone che punta al trasporto privato quotidiano è in netto aumento, come spiegano i senatori del PD Stefano Vaccari e Laura Cantini:

“In Italia l’uso del mezzo privato aumenta e nel 2016 sono cresciuti di 2 milioni i pendolari dell’auto”

Di fronte a questi dati la strategia politica è chiara, puntare sul trasporto pubblico pulito e sulla mobilità elettrica. Nel 2040 terminerà infatti la produzione di mezzi a combustione, che verranno rimpiazzati con quelli a motore elettrico.

Attualmente si tratta ancora di una proposta, ma l’interesse del governo verso l’argomento risulta alto.

Potrebbe sorgere un possibile dubbio di fronte a questa scelta: riuscirà l’elettrico a soddisfare le esigenze di tutti in quanto a durata e tempi di ricarica?

Si spera che in un futuro non lontano i progressi sulle batterie si riveleranno efficaci, abbattendo i limiti che ancora oggi talvolta possiedono.

 

Ecco il Primo Disco Solare del Mondo: è Tutto Italiano!

Potrà soddisfare l’esigenza energetica di scuole, appartamenti, centri commerciali e imprese, solo con energia rinnovabile

Il primo disco solare al mondo è un orgoglio italiano. Verrà presentato il 29 settembre nel Centro ENEA della Casaccia, Nord-Ovest di Roma.

Ed è proprio l’ENEA, ente pubblico nel settore ambientale, tecnologico e energetico, ad aver creato questo particolare modello di pannello solare.

Il monitoraggio della sua attività energetica è cominciato nel 2013 per concludersi nell’anno corrente, come deciso nel progetto OMSoP (Optimised Microturbine Solar Power system).

Alte prestazioni, basse difficoltà

Il corpo metallico ha un diametro di 12 metri, mentre la superficie è di 88 metri quadrati. Le dimensioni, quindi, non lo lasciano passare inosservato come un classico pannello fotovoltaico.

Sono 3 gli elementi di cui è composto:

  • concentratore solare a specchi
  • ricevitore
  • microturbina ad aria

I raggi solari rimbalzano sugli specchi posti sulla zona ricurva. Dopodiché, vengono concentrati sul ricevitore con un’intensità di radiazione solare fino a 2000 volte maggiore di quella standard.

Questo si traduce in 70 kW (kilowatt) di potenza catturata dai raggi, convertita poi tra i 3 e i 15 kW di energia elettrica. Una Tale fornitura fissa di elettricità andrebbe a coprire le esigenze di 5 appartamenti, giorno e notte, per ciascun disco solare.

energia rinnovabile italia con enea

Inoltre, l’enorme vantaggio del sistema sarà lo stoccaggio di questa energia. Questa potrà essere immagazzinata e distribuita di notte o in assenza di raggi solari.

“L’impianto progettato, assemblato e avviato dall’ENEA è il primo al mondo che abbina i più recenti progressi nella ricerca sulle tecnologie del solare a concentrazione alla innovativa microturbina ad aria, di derivazione automobilistica, più compatta e leggera rispetto ai motori comunemente utilizzati in questo tipo di applicazioni”

Michela Lanchi, ricercatrice presso l’ENEA, si dimostra quindi soddisfatta dei progressi raggiunti in questo campo.

Se supererà tutti i test in questione, il prodotto sarà immesso nel mercato con molti impieghi potenziali. Vista la sua alta facilità di utilizzo e la sua modularità, può essere impiegato per scuole, piccoli centri commerciali, medi negozi e imprese.

Il tutto è costato 5,8 milioni di euro stanziati dal Settimo programma quadro dell’Unione Europea, permettendo così all’Italia di crescere nel rinnovabile.

 

Camper a Energia Solare: Una Vacanza Tutta Green

I Pannelli Solari sono il Futuro dei Trasporti Per Abbattere l’Inquinamento?

Il camper è un’ottima soluzione per una vacanza all’insegna dell’esplorazione a contatto con la natura. Tuttavia potrebbe risultare problematico ricaricare la batteria del proprio veicolo nei pressi di aree non urbanizzate.

La soluzione sarebbe quella di guidare, permettendo al motore a benzina di fornire l’energia necessaria alla batteria.

Ma al salone del caravan di Dusseldorf del 2017 è stato presentato un modello capace di abbattere questo limite.

Si tratta di un caravan elettrico “tappezzato” da 31 metri quadrati di pannelli solari, coprendo così quasi ogni angolo della superficie esterna. Il concept di E-home è stato prodotto dall’azienda tedesca Dethleffs.

Il design non è differente dalle classiche case mobili, infatti la carrozzeria appartiene al marchio Iveco.

La novità si basa sull’aspetto energetico: sotto il cofano è stata montato un motore elettrico e una batteria da 228 Ah (ampere-ora). Mentre i pannelli fotovoltaici hanno una capacità di produzione fino a 3000 Watt di elettricità. Il potente accumulatore può sopravvivere a più di 250.000 chilometri, tutto a zero emissioni.

Attraverso una ricarica completa, sarà possibile coprire una distanza di circa 170 km. Purtroppo l’autonomia risulta ancora il principale problema dell’elettrico, con lunghi tempi di ricarica e scarsa durata.

È però importante sottolineare che il veicolo abbatterà il problema della necessità di una rete elettrica nei periodi di stasi, basandosi totalmente sull’energia fotovoltaica.

Nel Cuore del Camper Elettrico

La struttura interna del camper non si discosta dai suoi fratelli a benzina e diesel. Dispone infatti delle classiche aree quali cucina, zona letti, bagno e piccolo salotto.

pannelli fotovoltaici sul camper 100% rinnovabile

Presenta però alcuni esclusivi gadget energetici:

  • riscaldamento a infrarossi nel pavimento e nei mobili
  • immagazzinamento del calore quando la temperatura esterna supera i 26 °C

Tali caratteristiche lo rendono efficiente e a basso impatto energetico, ottimizzando così i consumi della giornata.

Inoltre, non si tratta del primo progetto di mezzo su strada con celle solari. Durante l’anno era già stato sviluppato un concept di camion con il tetto rivestito da pannelli, capaci di alimentare un semirimorchio refrigerato.

Tornando all’innovativa casa mobile, ad oggi risulta essere ancora un prototipo in fase di ulteriori perfezionamenti. La data della sua commercializzazione non è ancora stata dichiarata, insieme a un ipotetico prezzo di mercato.

Non resta che attendere i successivi test su strada, per capire se sarà possibile viaggiare a zero emissioni.