Il Mercato (NON) tutelato dell’Energia

Nuovi rincari per Luce e Gas dal mese di Ottobre

Nonostante il nuovo rinvio degli aumenti per gli oneri generali imposto dall’ARERA, la spesa per la “famiglia tipo” sta per subire una violenta impennata:

+ 7,6% per l’energia elettrica

+ 6,1% per il gas

Sempre per l’Autorità la spesa annua nel 2018 per l’energia elettrica si attesterà a 552 euro, che tradotto in cifre significa un ulteriore aggravio di oltre 32 euro. Per il gas l’esborso medio sarà invece di 1.096 euro, con un rincaro ancora maggiore: +61 euro, rispetto al 2017. Di certo un panorama non roseo per le famiglie italiane.

Perchè aumentano i prezzi dell’energia?

L’ARERA parla di “tensione dei mercati energetici in Europa”, che in realtà significa che i prezzi della materia prima sono in costante crescita da mesi (circa il 12%); che il fenomeno dell’aumento dei prezzi del gas trasportato via mare sui mercati asiatici che limita in prospettiva l’offerta di gas naturale disponibile per l’Europa non si è arrestato; che sono sempre più rilevanti i permessi di emissione dell’anidride carbonica (+29% solo nell’ultimo trimestre); che lo stop delle centrali nucleari d’oltralpe (dovuto alla manutenzione straordinaria) sta pesando oltre ogni previsione.

Dopo il blocco degli oneri generali di sistema di giugno, l’Autorità ha nuovamente rinviato i rincari, proprio a causa dei prezzi fuori controllo della materia prima di cui sopra. Questa manovra di contenimento farà risparmiare oltre 1 miliardo a tutti gli utenti italiani, ma per quanto tempo si potranno procrastinare questi scatti? In che modo l’ARERA rientrerà del minor introito?

Alla luce di questi rincari e di questa incertezza sarebbe opportuno pianificare alcune semplici mosse per risparmiare.

Il Mercato Libero sta per farti risparmiare un sacco di soldi, ma solo se ti sbrighi

I Rincari del Mercato a Maggior Tutela incentivano i Clienti a passare al Mercato Libero

La chiusura del Mercato di Maggior Tutela è stata rimandata di un altro anno.

Inizialmente prevista per il 1 luglio 2018, era stata rimandata qualche mese fa al 1 luglio 2019 e ora slitta di altri 12 mesi: 1 luglio 2020.

Questo anche perché ancora 20 milioni di soggetti tra privati e Piccole e Medie Imprese non sono ancora passati al Mercato Libero.

Disinformazione, pigrizia o semplice difficoltà a cambiare stanno continuando a rallentare il progresso.

Perché passare al Mercato Libero il prima possibile?

Come già detto in questo articolo chi non fosse passato in tempo al Mercato Libero si ipotizza sarebbe stato inserito nel Servizio di Salvaguardia, decisamente più caro.

I prezzi vertiginosi di questa soluzione collaterale, dovuti principalmente a burocrazia e tassazioni varie, forse avrebbe incentiveranno il passaggio al Mercato Libero.

Ma se un terzo degli Italiani continua ad aspettare l’ultimo momento per cambiare, probabilmente non è un grande incentivo.

Forse lo saranno i significativi rincari nel Mercato di Maggior Tutela dovuti a 5 motivazioni.

+ 6,5% per il gas

+ 8,2% per l’energia elettrica

Il Mercato Libero è quindi definitivamente più conveniente – ora più che mai.

Sperando che chi non ha i mezzi per tenersi informato, come spesso capita alle persone più anziane, venga a conoscenza di questa opportunità e trovi il modo di cambiare senza troppe difficoltà.

La scelta del fornitore di energia

Certo cambiare non è facile per tutti.

Più l’età avanza più la reticenza cresce, e cercare il miglior fornitore tra le centinaia presenti in Italia non è semplice.

Ogni azienda di energia propone una piccola variazione sul prezzo che a fine anno potrebbe farti risparmiare qualche euro, o qualche decina nel migliore dei casi. Ma la ricerca è lunga.

Insieme abbiamo però la straordinaria possibilità di fare squadra, di unire le forze e risparmiare per il nostro futuro.

E in questa missione ci inseriamo dalla testa ai piedi.

ScelgoZero infatti non ha veri concorrenti

In quanto primo e unico progetto in Italia che ti permette di azzerare le bollette per sempre non c’è bisogno di fare paragoni (guarda qualche bolletta azzerata)

Ma oltre al nostro impegno dobbiamo ringraziare l’innovazione. Questa è la chiave che ci ha permesso di cambiare completamente paradigma, di aiutare gli italiani e di portare avanti la promessa del risparmio semplice.

Promessa sempre più attraente in questo confuso mercato pronto a complicarsi ancora di più.

Cosa succede se non passi al mercato libero?

Nel 2019 verrà abolito il Mercato Tutelato: quali le conseguenze?

Come molti sanno il Decreto Bersani prevede la totale liberalizzazione del mercato italiano dell’energia e il Decreto di Legge Concorrenza ha posticipato l’abolizione del Mercato Tutelato al 2019.

I prezzi, le offerte e le condizioni del Mercato Libero variano fortemente in base al cliente di riferimento, sia esso privato, industriale o istituzionale, i cui consumi sono nettamente differenti.

Cosa succede se rimani nel mercato tutelato?

Il termine ultimo per il passaggio è Luglio 2019, ma va considerato il tempo di latenza e soprattutto l’alto numero di ritardatari che aspetterà gli ultimi mesi per cambiare.

Per incentivare gli italiani ad una migrazione tempestiva, l’Autorità ha quindi pensato al Servizio di Salvaguardia, ovvero il prezzo a cui accederanno i clienti che non si saranno mossi per tempo.

servizio di salvaguardia 2019

E lo chiamiamo “incentivo” proprio perchè si tratta di una servizio molto più caro degli altri, decisamente non conveniente. Il costo della componente energia infatti sarà elevato e il fattore di rischio ancora di più, ottimo movente per un rapido passaggio al Mercato Libero.

Ma se i prezzi del Mercato Libero sono altamente variabili come si fa ad orientarsi verso la tariffa migliore?

3 Consigli per Scegliere il Fornitore Migliore

La tariffa non è sempre l’aspetto più importante di una fornitura, anche se spesso è l’unico fattore di cui si tiene conto.

Certo una tariffa economica è vantaggiosa e preferibile, ma molto spesso nasconde una fregatura. Probabilmente non si presenterà nella prima bolletta, ma con il trascorrere del tempo il rischio sarà sempre più dietro l’angolo, quando ormai sarà troppo tardi.

– Trasparenza vs Conguagli

Quanto spesso vi capita di ricevere promozioni di questo tipo?

Risparmia 350€ all’anno“, “La bolletta più economica del mercato“, “-20% sul prezzo dell’energia“.
La domanda è: 350€ in meno rispetto a cosa? 20% in meno rispetto a cosa?
A dei prezzi super gonfiati che non troveremmo neanche in Svizzera?

Ma soprattutto, il rischio di queste promozioni è di venire ingannati da prezzi bassi sulle bollette pareggiati poi dai superconguagli, che dopo uno o due anni (in passato anche dopo 5, oggi non è più possibile per fortuna) arrivano inesorabili in una bolletta da migliaia di euro.

Il risultato quasi certo è che sommando il conguaglio alle bollette dello stesso periodo la media di spesa mensile sia molto alta, altro che risparmio!

– Qualità dell’assistenza

A tutti è capitato di aspettare decine e decine di minuti prima di ottenere una risposta telefonica dal proprio gestore, non è vero?

Altra pratica comune dei fornitori energetici è quella di affidarsi a call center esteri con cui si fatica a conversare. E cosa ancor più grave spesso non possono far nulla se non rispondere a qualche semplice domanda.

Quando un cliente contatta l’assistenza gradirebbe essere assistito, vedere risolti i suoi problemi, preferibilmente nell’arco di 24 ore e senza perdere tempo; non solo essere informato della natura di un problema che probabilmente già conosce.

Questo aspetto sta diventando un fattore critico nella scelta dei clienti, che cercano personale italiano, esperto e rapido, anche a dispetto della fortnitura stesa.

– Programmi di fidelizzazione

Il turismo energetico è un problema sentito dal settore, che negli ultimi anni ha perso quasi 10 miliardi di fatturato anno dopo anno per clienti morosi che hanno approfittato di un buco nel sistema.

Nell’ultimo anno però l’Acquirente Unico ha integrato una soluzione, il SII (Sistema Informativo Integrato). Questo permette ai gestori energetici di identificare gli individui morosi prima di accettarli tra i propri clienti.

Ma se questa pratica ha portato grandi svantaggi per i gestori negli anni scorsi, la soluzione a cui alcuni sono giunti in anticipo sono i cosiddetti programmi di fidelizzazione:

più un cliente è fedele più potrà risparmiare.

Questo disincentiva il cambio di gestore e porta un vantaggio sia al cliente che al fornitore stesso, entrambi felici dei risultati. Ma attualmente i programmi di questo tipo sono pochi e permettono di risparmiare solo qualche decina di euro ogni anno.

La genialità di uBroker

E qui uBroker ha visto la vera opportunità, iniziando 3 anni fa a sviluppare il primo programma di fidelizzazione capace di azzerare per sempre le bollette.

In questo caso non si parla di decine, ma di migliaia di euro ogni anno risparmiate, che per l’azienda corrispondono a milioni di euro investiti nei propri clienti. Pare assurdo? Forse sì, forse è giusto che appaia folle perchè ogni progetto unico e geniale ha un pizzico di follia per funzionare.

Clicca qui per scoprire come è possibile e se ancora non ci credi visita la nostra pagina facebook per vedere ogni settimana decine di nuove bollette azzerate.

 

Record di freddo in Dicembre 2017: mai così freddo negli ultimi 20 anni.

Il forte freddo di dicembre ha fatto lavorare più del solito i riscaldamenti nelle case degli italiani, anche con aumenti della bolletta

L’inverno 2017 si classifica come uno tra i più freddi degli ultimi tempi.

Rispetto alla stagione invernale 2016 – 2017 e anche quella 2015 – 2016, le temperature sono diminuite di diversi gradi. E questo, oltre al forte freddo, ha anche portato molta neve in diverse zone del paese.

Inoltre, nevicate a parte, vi è stata una certa siccità lungo lo stivale, specialmente nelle regioni del Sud. Così il freddo si è inasprito a causa del clima particolarmente secco. Infine, anche gli accentuati venti forti provenienti dal Nord hanno ancora più abbassato la temperatura nel nostro paese.

Tutti questi dati hanno portato a un considerevole aumento dell’utilizzo del riscaldamento. Tra termosifoni, stufe e stufette elettriche, la protezione contro il freddo ha avuto i suoi effetti sui consumi mensili.

E questo ha inevitabilmente portato un aumento dei consumi sulle bollette. Non ci sarà quindi da spaventarsi se alcune cifre potranno essere da subito poco chiare, perché la colpa è stata tutta del rigido clima di fine 2017.

Come fare per combattere gli aumenti?

Esistono alcuni accorgimenti utili per poter risparmiare sulla bolletta, nonostante le basse temperature di questo periodo.

inverso 2018 freddo, sale prezzo in bolletta

E’ importante prima di tutto valutare qual è il metodo di riscaldamento migliore per la propria abitazione, tra i classici termosifoni oppure la stufa. Questa può essere a pellet o legna e le differenze sia per risparmio che per prestazioni sono molte. Conviene informarsi a dovere!

Altro punto è quello di imparare a gestire bene il proprio riscaldamento. Una caldaia in buono stato, valvole termostatiche affidabili e termostato smart sono solo alcuni esempi per avere un grande risparmio a fine mese sul gas.

Il metodo principale per ridurre la bolletta rimane però il Sistema ZERO. Per ogni amico invitato questo metodo di risparmio garantisce uno sconto mensile su tutte le future bollette, il che significa che gli inverni gelidi e le estati torride non influiranno più sulla vostra spesa energetica.

Seguendo questi piccoli consigli è possibile ridurre questa crescita del prezzo in bolletta di diverse decine se non centinaia di euro.

La tecnologia ci ha portato a spendere di più, oggi la tecnologia ci aiuta a spendere di meno!

Rincari in Bolletta 2018: Salati, ma Puoi Combatterli

Luce e gas, tanti rincari in bolletta: 59 euro in più all’anno per tutte le famiglie italiane.

A malincuore di tutti i consumatori che non fanno parte del mondo Zero, il 2018 portà con sé onerosi rincari luce e gas. L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (ARERA) ha comunicato che dal 1° gennaio 2018 ci saranno dei rincari in bolletta del:

  • 5% sulla bolletta del gas
  • 5,3% su quella della luce

Questi dati sono previsti dall’aggiornamento delle condizioni economiche per famiglie e piccoli consumatori entro i servizi di tutela.

Sempre l’ARERA ha inoltre fatto una stima sulla traduzione in euro di queste percentuali.

Il periodo preso in analisi va dal 1° aprile 2017 fino al 31 marzo 2018, consuderando un modello di famiglia-tipo italiana.

È stata quindi calcolata una spesa di 535 euro riguardo l’elettricità, ossia un incremento del 7,5% rispetto all’anno precedente, con un rincaro di 37 euro totali.

Riguardo il gas è stato invece stimata una bolletta di circa 1044 euro e quindi un +2,1% sulla spesa 2016-2017, con 22 euro di rincaro annui.

bollette in aumento, prezzi salati bollette

Tutti i Perchè di questi rincari in bolletta

Nonostante la recente vittoria sull’abolizione delle bollette da 28 giorni, ora i consumatori devono scontrarsi con questo problema.

I motivi per cui è avvenuto questo pesante rincaro sono molti, tra cui:

  1. la ripresa dei consumi energetici nel paese e il classico aumento della domanda di gas nel periodo invernali
  2. la pesante siccità del 2017 nel Bel paese che ha frenato l’idroelettrico e in concomitanza il blocco di diverse centrali nucleari francesi
  3. una riduzione dell’efficienza del 50% sul TENP, il gasdotto che collega i giacimenti olandesi con quelli italiani
  4. un rialzo degli oneri generali di sistema sull’energia elettrica, tutta sulle spalle dei consumatori

Si tratta perciò di una serie di motivazioni che sommate tra di loro hanno portato questo esito sulle bollette delle famiglie.

Le soluzioni sui rincari proposte da Scelgozero

Per provare a ridurre la corsa dei prezzi in bolletta si possono seguire consigli e informazioni utili per risparmiare sulla costante spesa mensile.

Primo tra tutti è quello di informarsi bene su tutti i punti “burocratici” che riguardano la bolletta. In questo modo si possono evitare sanzioni e inutili rincari sul costo finale.

Il secondo consiglio ha una importante parola chiave: risparmio. Il miglior modo di combattere la crescita dei prezzi da un versante e quello di ridurli dall’altro. Perciò sarà bene informarsi su come poter rispamiare in casa propria, a partire dai punti più salati in bolletta:

Conviene inoltre informarsi se si ha diritto all’esenzione del canone Rai, riuscendo così a salvaguardare 90 euro nel proprio portafoglio

Vittoria per i Consumatori: Basta Bollette ogni 28 Giorni

I fornitori telefonici hanno tempo 120 giorni per annullare la fatturazione da 28 giorni, pena pesanti sanzioni

È ufficiale, la fatturazione ogni 28 giorni sulle bollette sarà vietata nel nostro paese.

La legge è stata approvata nella giornata di ieri tramite un emendamento del PD, stabilendo che il pagamento dovrà essere “mensile o multiplo”.

Questo decreto vale per imprese telefoniche, televisive e per i servizi di comunicazione elettronica.

Luce e gas non saranno comprese nel vincolo in quanto il loro prezzo varia in base al consumo e non al tempo.

Tutto quello che serve sapere

L’approvazione di questo provvedimento impone a tutti gli operatori di tornare alla precedente fatturazione mensile. Il ritorno al passato dovrà avvenire “entro e non oltre 120 giorni”.
In caso contrario, l’azienda in questione sarà costretta a garantire un risarcimento ai consumatori:

  • indennizzo forfettario di 50 euro dal 120esimo giorno
  • maggiorazione di 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza

Il relatore Silvio Lai si esprime così a riguardo della vicenda, sottolineando l’importanza della legge:

“Era importante che si ponesse fine a una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. I fornitori di servizi dovranno inoltre garantire informazioni chiare e trasparenti sulle diverse offerte e l’Autorità del settore, con la sua vigilanza, assicurerà che gli utenti possano fare scelte informate”

Ma i punti contro le aziende di telefonia non si fermano qui.

Per tutti coloro che non si adegueranno al provvedimento entro 120 giorni, infatti, verrà applicata una sanzione pecuniaria a partire da 500 mila euro fino a un massimo di 5 milioni.

Oltre al danno, c’è stata anche la beffa.

D’altro canto, il Garante per le Comunicazioni (AgCom) ha stimato che l’operazione di fatturazione su 28 giorni abbia portato un ingente profitto nelle tasche delle società italiane: oltre 1 miliardo di euro.

Cifre a parte, pare finalmente che questa spinosa questione abbia trovato pace.

I clienti potranno di nuovo rilassarsi e attendere la bolletta allo scoccare del mese.

Ma i partner di telefonia del progetto ZERO non hanno nulla da temere. Questo perchè sono sempre rimasti fedeli alla classica bolletta mensile senza lucrare sul magheggio in fatturazione.

 

 

Libero Mercato, uBroker Svela Tutto Quello che Non Ti Hanno Detto

Nel 2019 Tutti Passeranno al Libero Mercato. Cosa fare?

Il 2019 sarà l’anno in cui il mondo energetico delle utenze cambierà volto. Dal 1° luglio di quell’anno cesserà di esistere il Mercato Tutelato e si passerà al 100% al Mercato Libero.

  • Nel Mercato Tutelato i prezzi dell’energia vengono stabiliti dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).
  • Nel Mercato Libero invece sono determinati dalla domanda e dall’offerta, il che pone al consumatore l’obbligo di scegliere un nuovo fornitore, cercando di massimizzare il risparmio.

libero mercato ubroker, ubroker

Il Libero Mercato arriverà nelle case degli italiani dal 2019. è quindi importante informarsi a dovere. il libero mercato ubroker punta alla trasparenza.

L’ARERA però non sparirà del tutto dalla scena. Questa infatti, in collaborazione con l’Antitrust, avrà il compito di controllare la condotta commerciale delle aziende.

Libero Mercato, uBroker informa per tutelarsi

Insieme a questa notizia sono arrivate le prime ambigue chiamate dei più famosi fornitori di energia.

Come comunicato da Confconsumatori, la telefonata cominciava così:

“Entro la fine dell’anno finirà il mercato tutelato e, se non sottoscrive ora il contratto con noi, la sua utenza verrà automaticamente trasferita ad un altro gestore con delle condizioni economiche meno vantaggiose”

Oppure, un altro approccio diffuso è stato:

“Come saprà, a breve il mercato tutelato cesserà di esistere, dunque ci deve confermare la volontà di rimanere col proprio gestore e confermare i suoi dati”

ubroker libero mercato, ubroker

Attraverso questi discorsi, alcuni consumatori sono stati sorpresi dalle strategie dei grandi marchi.

Le alternative per i clienti

Il passaggio obbligatorio avverrà il 1° luglio 2019, quindi conviene aspettare quella data o cambiare il prima possibile?

Le possibilità studiate dall’Autorità sono diverse: Tutela Simile, contratti Placet, aspettare la scadenza del 2019 e subire passivamente la scelta dell’ARERA… tutte opzioni transitorie, che non assicurano un reale vantaggio per il consumatore.

Prima dell’avvento del libero mercato uBroker consiglia senza dubbio iniziare a guardarsi attorno e vagliare le novità più vantaggiose.

Ad esempio da pochi anni è possibile addirittura azzerare le bollette di luce e gas, grazie alla logica del Social Network. uBroker, con l’operazione ZERO, è stata pioniera in questo campo e, ad oggi, sono migliaia le famiglie che hanno ridotto la spesa per l’energia di oltre il 50% (fino all’azzeramento).

La cautela può essere utile ma non è sempre la mossa vincente. In un periodo di cambiamento come questo vince chi prende le decisioni prima degli altri!

Scopri di più…

 

Aumento tariffe: in Italia ci hanno preso gusto

Le grandi compagnie di utilities puntano al rialzo, ScelgoZero punta alla fedeltà

La rimodulazione del piano tariffario è un argomento spinoso per molti clienti italiani dei gestori telefonici. Accade sovente di controllare il proprio smartphone al mattino e accorgersi di un messaggio sospetto:

“A partire dal (data) cambiano le condizioni economiche del piano base della tua Sim …”

L’sms si apre così, per poi proseguire con l’effettivo cambio di prezzo e con il proprio diritto a rescindere il contratto con loro. Il tutto senza incorrere in nessuna penale prima della data di modifica delle condizioni.

Nonostante questo, esiste una soluzione a questi persistenti aumenti di prezzo, stabile e concreta.

Per Ogni Problema…

Tim ha comunicato ai consumatori che dal 3 settembre attuerà un innalzamento tariffario su due promozioni: Special Voce e Young XL Powered. Entrambe guadagneranno un +1,90 euro ogni 28 giorni previsti.

Nonostante questo aumento, sulla prima opzione il fornitore aggiungerà minuti illimitati verso tutti, mentre per la seconda ci sarà un rincaro di Gigabyte, da 4 a 10 totali.

Tuttavia non si tratta della prima modifica durante l’anno apportata dall’azienda di telefonia. Il 3 aprile 2017 l’intera gamma Special si è vista crescere il prezzo di 2 euro. Anche in questo caso, l’operazione è stata accompagnata da 2 gigabyte obbligatori in aggiunta.

Tre ha subito seguito i passi adottati dalla concorrenza, attivando le novità contrattuali il 18 aprile. Ma come Tim, nel mese di luglio ha deciso di applicare un’ulteriore rimodulazione sui contratti ALL-IN: + 1,50 € oppure + 3 €, in base all’offerta del cliente.

bollette care e prezzi alti per i clienti

Wind non ha di certo voluto restare esclusa da queste revisioni di mercato. Perciò, Wind All Inclusive e Wind Celebration sono stati i due grandi blocchi che subiranno l’aumento di 1,50 € al termine dei classici 28 giorni.

E Vodafone? Svariate tariffe hanno dovuto assistere a un +0,49 € a settimana, pari a quasi + 2,00 € al mese, o meglio 28 giorni. Questo accade il 18 aprile 2017, portandosi quindi in equilibrio con le altre compagnie telefoniche.

…Esiste Una Soluzione

Rescindere dal contratto significa aprirne un altro, ma con chi se tutti aumentano i prezzi? 

Per fortuna nel mercato delle bollette (sia luce che gas) le cose stanno cambiando. Entrando nel progetto ZERO infatti sarà possibile risparmiare fino ad azzerare le bollette, per sempre!

Clicca QUI per scoprire come.

E se azzerare può sembrare difficile (o forse no?), dimezzare è sicuramente molto facile.

 

Energia Rinnovabile dall’Africa all’Europa: è Possibile?

L’Inghilterra punta a soddisfare parte della richiesta energetica europea

Il deserto, tanto ostile a quasi ogni forma di vita, in futuro potrà essere sfruttato per un altro scopo: la produzione di energia sostenibile. Non quella eolica, chiaramente, bensì quella solare. La riserva è infinita e il territorio presenta un alto potenziale energetico a livello mondiale

Sono già sorti alcuni progetti energetici in questo ambiente e ora l’Inghilterra è decisa a svilupparne un altro, più potente di ogni altro.

Si tratta di TuNur, un’idea nata da Nur Energie, una delle aziende leader nel settore del rinnovabile. La loro attenzione si è rivolta al deserto tunisino e a tutto il suo potenziale green per poter soddisfare il fabbisogno di milioni di persone.

Non si tratterà, però, di una produzione relegata nel territorio africano: darà vita a un progetto intercontinentale con l’Europa.

Come, Dove e Quanto

Il primo passo da compiere sarà quello di concretizzare il progetto di un’immensa centrale a energia fotovoltaica. Locata nel governatorato di Kelibi, occuperà circa 10.000 ettari (cioè 100 milioni di m2) e disporrà di una potenza di 2 GW.

La struttura disporrà di una torre solare. Una vasta distesa di specchi, tutti orientati verso una torre al centro, riscalderanno un liquido composto di acqua e sale. Evaporando alimenterà una turbina che raccoglierà l’energia trasformandola in elettricità.

torre solare tunisia

Terminato l’enorme impianto di produzione, bisognerà sviluppare il collegamento Africa – Europa, lungo all’incirca 450 km. Il cavo dovrà trasportare l’energia prodotta attraversando il Mediterraneo fino a toccare le coste italiane. A quel punto l’elettricità verrà distribuita ai vari paesi europei grazie alle griglie già presenti.

Se la realizzazione dovesse andare a buon fine, le stime energetiche saranno promettenti. Si calcola che potranno essere prodotti 9.400 GWh all’anno, totalmente rinnovabili e a impatto zero.

Questa cifra sarà in grado di fornire elettricità pulita a 5 milioni di abitazioni nel continente europeo.

Il CEO di Nur Energie, Kevin Sara, ha dichiarato che non si tratta solamente di un’ambizione, ma di un impegno. Sara spiega che sono stati presi degli accorti tra la società e il ministero tunisino dell’energia, depositando la cifra iniziale per il via dei lavori.

Se cosi fosse, il centro potrebbe essere operativo entro il 2020, per poi essere ulteriormente incrementato nei successivi anni, a beneficio di tutti noi.

La Germania Non Rispetterà Gli Obiettivi Europei Del 2020

La Germania ha emesso più gas serra nel 2016 che nel 2015

Nonostante l’Energiewende, il piano di transizione energetica tedesco non viene particolarmente rispettato, rendendo difficile seguire i piani europei per il 2020.

Infatti l’UE vuole che ogni stato, alla fine di questo triennio, produca almeno il 20% dell’energia da fonti rinnovabili e riduca del 20% le emissioni. L’Italia ha già raggiunto il primo risultato, la Germania pare andare nella direzione opposta sul secondo.

Dalle 902 milioni di tonnellate di gas emesse nel 2015, a fine 2016 risultano essere 906. Anche se l’aumento è irrisorio in proporzione, Berlino si era impegnata di ridurre i gas serra del 40%.

Come? Con una strategia nelle rinnovabili e nei trasporti, anche se proprio questi ultimi paiono aver contribuito maggiormente all’inquinamento atmosferico tedesco.

Infatti le immatricolazioni dei veicoli privati sono aumentati, il trasporto di merci è incrementato e le tonnellate di CO2 aggiunte sono 5,4.

Un vero peccato perchè in altri settori i risultati sono al contrario molto positivi.

Infatti il mix energetico è arrivato a quasi un terzo di rinnovabili, mentre continua l’uscita dal nucleare che nel 2022 dovrebbe arrivare a quota 0%.

Ma proprio questa scelta va a ridurre i risultati ottenuti, aumentando la temporanea dipendenza da carbone e lignite, che costituiscono il 40% delle fonti energetiche.

Riguardo al carbone le stime del governo sono successive al 2040. Rimarrà quindi una fonte usata ancora per molti anni, causa la sua disponibilità, economicità, e il grande numero di posti di lavoro che crea.

In vista delle future elezioni in autunno, quindi, Berlino tace a riguardo, per non inimicarsi gli elettori e non rischiare su un tema delicato e complesso come quello energetico.