BeChildren in Madagascar: Facciamo Scuola e Cura

Come sempre BeChildren ha a cuore il benessere dei più piccoli delle regioni del mondo meno fortunate e se ne prende cura con progetti il cui impatto è a lungo termine.

Ha deciso quindi di dare il suo aiuto in Madagascar, paese dove analfabetismo e povertà sono diffuse e crescenti, e rendono sempre più difficile migliorare le proprie condizioni di vita.

Nella stessa capitale, Antananarivo, l’istruzione è quasi del tutto assente, e questo ha spinto BeChildren a intervenire con un duplice progetto.

Sulla piana costa orientale del Madagascar sorge infatti una città di circa 25.000 abitanti, Ampasimanjeva, dove un piccolo ospedale capace di ricoverare fino a 100 persone ospita ogni giorno decine di mamme che portano con se i loro figli.

Affetti da malattie tradizionali, gravi carenze alimentari e malattie tropicali come la malaria e la drepanocitosi, hanno poche speranze di sopravvivere.

Quattro eroici medici missionari riescono a salvarne molti, provando a sottrarli ad una lunga vita di stenti.

Facciamo Scuola e Cura

BeChildren in Madagascar ha deciso quindi di intervenire con una duplice azione il cui intento è quello di salvare vite e migliorarne molte altre.

Per fare ciò sta sviluppando il progetto insieme ad AMGA, Associazione Amici di Don Pietro Ganapini, operativa in Madagascar da molti anni. Con questa collaborazione si assicura come sempre che gli aiuti arrivino nelle forme e misure concordate,così da massimizzarne l’impatto.

Gli obiettivi?

  • erigere una scuola nella campagna di Antananarivo, capitale del Madagascar
  • sostenere il piccolo ospedale di Ampasimaneva

Per il primo progetto di BeChildren in Madagascar si farà aiutare dagli abitanti del villaggio. Mentre questi si occuperanno della manodopera per la costruzione, l’associazione fornirà invece i materiali e le attrezzature da costruzione, insieme al materiale didattico per 100 alunni, tra libri, quaderni, penne e matite.

Ad Ampasimanjeva invece rifornirà l’ospedale di medicinali e vaccini per la cura dei più piccoli, e contribuirà nello sviluppo della rete elettrica per illuminare l’ospedale anche negli orari notturni.

Il vostro aiuto

Ancora una volta l’aiuto dei nostri clienti più affezionati e misericordiosi sta rendendo possibile questa azione benefica.

Vi ringraziamo quindi ancora una volta per il vostro buon cuore.

Flavio Boltro a Pianezza: un concerto indimenticabile

In ricordo di Thad Jones, Flavio Boltro e ZERO regalano emozioni al Santuario di San Pancrazio a Pianezza.

È stato un evento ricco di partecipazione ed entusiasmo quello che si è celebrato domenica 23 settembre di fronte al Santuario di san Pancrazio a Pianezza.

Flavio Boltro, trombettista e jazzman torinese tra i più stimati al mondo, ha dimostrato cosa significa fare musica, muovendosi abilmente tra spartito e improvvisazioni da brivido, accompagnato da una tanto giovane quanto esperta orchestra guidata dal Maestro Sergio Chiricosta.

Sulle orme di Thad Jones, sono sfilati i classici di ieri e di oggi, per celebrare gli oltre 180 anni della Società Filarmonica Pianezzese, ente che da quasi due secoli valorizza i grandi classici della musica mondiale, con un’attenzione marcata a quelle figure irripetibili che meritano di essere più che degnamente ricordate.

L’evento non puó che dirsi un successo. Oltre settecento persone hanno applaudito e gustato uno spettacolo capace di diffondere note d’autore e ed emozioni musicali, separate da brevi conversazioni tra l’artista e la platea che hanno dato ancor più valore all’evento.

E a sottolinearne la magia, la facciata del Santuario è stata illuminata da uno spettacolo policromo di romantiche luci.

Anche grazie alla partecipazione di ZERO, il primo social utility network che azzera le bollette, il comune vicino all’azienda ha potuto organizzare ancora una volta un’evento culturale a beneficio dei cittadini.


FOTO: Zanola Valeria

Colombia: ecco come BeChildren aiuterà i bambini dopo la guerra

Educazione a lungo termine in Colombia con il progetto “Giochiamo…ma non alla guerra”  insieme a Sinestesia NGO

Non tutti i bambini nascono uguali.

Per quanto ci piaccia lamentarci viviamo in un mondo privilegiato, dove regna la pace, dove l’istruzione è garantita fino ai 18 anni e per i più meritevoli l’università è pagata dallo Stato.

Abbiamo acqua, riscaldamento ed energia. L’abbondanza di cibo che ci circonda renderebbe un imperatore romano invidioso della nostra fortuna, ma ci lamentiamo…

C’è una frase che ho letto e che è rimasta impressa come un tatuaggio nei miei ricordi:

“Piangevo perchè non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza piedi”

E il mondo, per chi non lo sapesse, è pieno di persone senza piedi, e molte di queste sono giovani e innocenti.

Per questo BeChildren è attualmente impegnata in due progetti di grande importanza

  • una storia di cuore riservato all’ospedale civile di Leh (Ladhak, India settentrionale) per il completamento dell’ospedale che avrà così attrezzature mediche per bambini cardiopatici e un parco giochi per aiutarli a guarire con il sorriso
    in collaborazione con Ladhak Heart Foundation
  • giochiamo…ma non alla guerra dedicato ai bambini travolti dalla lunga guerra civile della Colombia
    in collaborazione con Sinestesia NGO

La Guerra Civile in Colombia è finita

52 anni di conflitti interni hanno provocato quasi 1.000.000 di morti. Troppi.

Il fenomeno delle sparizioni forzate (desaparecidos) conta 165.000 vittime. 10.000 i torturati e 35.000 i sequestrati.

guerra in colombia

Questa guerra, lunga e violenta, ha sfollato più di 7 milioni di persone che hanno dovuto lasciare la propria casa per cercare la sopravvivenza.

Numeri freddi che fanno rabbrividire, ma che ci hanno spinti a intervenire alle radici delle località Colombiane in maggiore difficoltà, quali Benposta e Bogotà.

Proprio qui Sinestesia NGO, organizzazione non governativa e senza scopo di lucro, ha già vinto dei premi per le sue operazioni umanitarie. Non si limita infatti ad aiutare, ma si impegna da anni a far sorridere i bambini, perchè

“far sorridere un bambino può cambiare il mondo, il suo mondo”

Tramite l’uso controllato del tempo libero dei più giovani Sinestesia NGO li allontana dalla criminalità e stimola la loro mentalità più produttiva, opposta a quella che oggi sta sgretolando la società colombiana. Proprio a Bogotà infatti sono famose le baby gang: bande di giovani spaventati trasformatisi in criminali con un terribile impatto a lungo termine sul benessere dello Stato.

Il progetto di BeChildren: Giochiamo…ma non alla guerra!

Nei 7 mesi che vanno da luglio a dicembre 2018 il contributo di BeChildren punta a far sorridere, creare e giocare 100 ragazzi e ragazze della Colombia tra gli 8 e i 12 anni che sono stati coinvolti in situazioni violente. Queste sono le cose più importanti per cambiare le loro vite, le loro città, il loro paese e il nostro mondo.

E non sono semplici parole.

Dai bambini di oggi nascono gli adulti di domani, e se vogliamo invertire il circolo vizioso per trasformarlo in virtù, l’unico modo per farlo è educando i bambini; su questo è facile essere d’accordo.

E la psicologia moderna – tra le altre cose – ha centinaia di studi e storie che ci insegnano che

  • i bambini imparano giocando
  • le emozioni positive sono più forti di quelle negative – questo a dire il vero si racconta nelle storie da centinaia di anni.

bechildren aiuta i bambini della colombia

Per questo BeChildren agirà su due fronti importanti e in un ambiente che promuove i diritti umani, la solidarietà e la pace.

Attività Artistiche

  • musica
  • pittura
  • teatro
  • scultura
  • fotografia
  • videomaking

Tutte queste attività sviluppano empatia, rispetto per le differenze e creatività.

E la creatività è fondamentale perchè permette di vedere oltre alle proprie condizioni attuali. Immaginiamo un bambino nato durante una guerra; per lui la vita è guerra. L’unico modo che conosce per sopravvivere è utilizzare la violenza, e così facendo farà del male a sè, a chi incontrerà e ai suoi figli, se mai arriverà ad averne. Sviluppando invece la creatività potrà vedere il mondo sotto un’altra lente, potrà trovare soluzioni nuove ai problemi che lo circondano.

Per questo la creatività è così importante.

Attività Sportive

Ancora una volta siamo fortunati. Chi di noi non ha fatto qualche sport da giovane? Molti di noi fanno sport ancora oggi, e chi fa sport di squadra sa quante lezioni di vita portano con se.

Il semplice concetto di nemico, alla base di ogni conflitto, nello sport viene destrutturato: non ci sono nemici, solo avversari momentanei, e i conflitti vanno risolti in modo pacifico. Ma non finisce qui.

  • gioco di squadra
  • rispetto
  • leadership
  • cooperazione
  • autonomia
  • comunicazione
  • fiducia

Tutti questi valori sono alla base di una società che collabora, cresce, e trae più valore dall’unione che dalla separazione.

E questa unione genera legami, forse il risultato più importante.

Zero marce? Zero problemi.

ScelgoZero ha sostenuto il viaggio di due eroi contemporanei.

Un viaggio assurdo, folle, incredibile, e proprio per questo li abbiamo sostenuti.

Perché apprezziamo chi sa lottare per un obiettivo, chi crede in sè stesso più che agli altri, o forse solo perché amiamo le avventure.

Dopo tutto azzerare le bollette per noi è davvero l’avventura più grande d’Italia.

Abbiamo chiesto quindi ai protagonisti di questa traversata di raccontarcela a parole loro. Questo è il risultato.

L’avventura a zero marce di Andrea e Roberto

“Non siamo supereroi.

Siamo due amici prima di tutto, personal trainer uno e fisioterapista l’altro. 15 anni di amicizia tenuta in piedi con palloni da basket, idiozia, playstation e ora dalla bicicletta.

Siamo due sciroccati, quindi le cose normali non ci piacciono. Le nostre biciclette non hanno le marce, altrimenti sarebbe troppo facile. Le abbiamo chiamate Maurizia e Santa Rita da Cascia, rispettivamente: famosa trans gender e Santa protettrice degli impossibili.

Perché senza marce? Perchè ci piace fare fatica, ci piace meritarci i nostri traguardi. E perché siamo stupidi. Vedi i nomi.

Ma il vero motivo è perché ogni tanto bisogna sedersi ed osservare, e la posizione comoda delle nostre inadatte biciclette ci permette di farlo. Per osservare non puoi andare veloce, altrimenti non ti godi ciò che vedi. La velocità non è una prerogativa dei nostri mezzi di locomozione.

Andiamo all’estero! San Marino non è in Italia. Questa era la sintesi della nostra idea di viaggio.

Attraversiamo la pianura padana per poi salire a San Marino, facile.

Siamo partiti da casa, Centenaro, ed è stupendo poter partire da casa: ciao, io esco, vado a San Marino.

Siamo scesi lungo il Mincio per arrivare a Mantova. Ma la prima sosta è stata a Borghetto, dove abbiamo inavvertitamente turbato una povera bambina, chiedono alla madre di farci una fotografia. Sfido voi a non piangere se due scemi vestiti allo stesso modo vi strappano alle braccia di vostra madre.

Arrivati a Mantova, abbiamo incontrato alcuni amici per pranzo e fatto un breve giro in centro. Nessuno ha pianto.

La prima giornata è terminava ad Ostiglia, paesello lungo gli argini del Po. Qui il sabato sera le attività sono talmente frizzanti che alle 22:30 eravamo a letto. Almeno la pizza e una birra le abbiamo trovate.

Il giorno seguente dovevamo raggiungere Ferrara. Il tragitto è risultato piuttosto scorrevole, percorrendo l’argine del Po, non avevamo troppi margini d’errore.

Abbiamo sbagliato strada.

E per non farci mancare nulla, la mattina abbiamo goduto della freschezza di un temporale estivo. A salvarci è stata Valentina, un’allegra e allo stesso tempo inquietante signora, che ci ha permesso di sostare sotto al suo capanno. Difficilmente rimuoveremo dalla nostra mente la sua risata e il colore giallo e marrone del suo splendido sorriso.

Ferrara ci ha sorpresi. E’ bella, ed è altrettanto bello girare per il centro storico. Un posto calmo, con tanta storia e fascino. Andateci, visitatela a piedi, ma è ancora meglio in bicicletta.

Il giorno dopo abbiamo raggiungo Ravenna, passando per non si sa quale motivo da Sant’Alberto. Una volta arrivati ci siamo chiesti del perché fossimo giunti in quel minuscolo paese sotto alla valle di Comacchio.

Volevamo vedere il lago.

Questo fa intendere le capacità organizzative che ci caratterizzano.

La cosa strana di questo posto era il fatto che per raggiungerlo era necessario prendere un traghetto. Una chiatta per la verità. Nel 2018. Per 20m da sponda a sponda. Insomma c’è un uomo che fa avanti e indietro tutto il giorno su una chiatta. Ma un ponte?

Giunti a Ravenna non avevamo ancora trovato un posto dove dormire e dopo una serata passata con un vecchio amico, le birre ci hanno dato la direzione giusta da prendere: non dormire.

Con 90km nelle gambe dal mattino, almeno un litro di birra a testa e pochi grammi di cervello funzionanti, decidiamo di dirigerci verso il lidi ravennati per scendere a sud verso Cesenatico e proseguire poi per Cesena.

L’idea era evitare strade statali o peggio, come le tangenziali. Ma una volta raggiunti i lidi, scopriamo che la strada non era percorribile dalle nostre povere biciclette: le strade sterrate danno quella sgradevole sensazione di perdere bulloni, una cosa non rassicurante alle 2 del mattino, non sobri. Optiamo quindi per raggiungere la statale che collega Ravenna e Cesena.

Per farlo, con un tasso alcolemico discutibile e altrettanto discutibile ignoranza, abbiamo scavalcato il guard rail di un frequentata tangenziale per raggiungere la strada che avremmo dovuto percorrere.

Da quel punto, fino all’arrivo a Cesena, si è creato una sorta di vuoto spazio-temporale. Ho vari e sfocati ricordi tra cui: Roberto sudato che dice di aver visto un uomo nudo fermo nel suo giardino; dei gustosi flauti alla stracciatella divorati davanti ad un benzinaio; cani che ci spaventano a morte per livelli epici di adrenalina; Roberto post allucinazioni che sostiene di essersi fatto un viaggio mentale di un’ora; un buio così buio che anche i fari ci hanno abbandonato. Citazione preferita di quella notte: “Io non vengo più”.

Ma per fortuna la tratta si è conclusa alle 4 e 50 del mattino, grazie a quella santa ragazza di Valentina (omonima e decisamente meno inquietante), che ci ha ospitati e offerto un letto in cui poter dormire.

Viste le condizioni di arrivo, il giorno seguente lo abbiamo dedicato al riposo più totale.

Ultima tappa: da Cesena a San Marino.

Quando dico che siamo stupidi, non lo dico per scherzare. Il dislivello totale per raggiungere la piccola repubblica è di 650m. Noi eroi, pensavamo fossero solamente 300m.

Ma questo lo abbiamo scoperto una volta arrivati.

Perché siamo arrivati sul serio. Percorrendo gli ultimi 3km con non si sa quali energie, un tendine infiammato, un trapezio contratto, le gambe bollite, 250l di sudore e due cuori grandi come San Marino stessa. “Ti ammazzo,se quando arriviamo ho ancora energie, giuro che ti ammazzo”: la dolcezza e la passione con cui il mio compagno di viaggio mi seguiva era impareggiabile.

Non mi ha ammazzato, mi ha abbracciato. Perché non fai una cosa del genere se non vuoi bene a qualcuno.

Non abbiamo ancora ben capito cosa ci ha permesso di salire fin la sopra. Testa, cuore. Gambe ben poche.

Forse perché sappiamo cosa vuol dire mettersi alla prova e sia la mente che il corpo volevano riassaporare quella sensazione. Per me in particolare è stata una grossa rivincita, mi ha ricordato che posso farcela, che scegliere la propria strada, se pur folle, è sempre una cosa giusta. Tanto meglio se ti scegli il compagno giusto.

E se quando arrivi piangi, allora sei arrivato sul serio.”

 

Flavio Boltro & Filarmonica Jazz Band il 23 Settembre a Pianezza

Tributo a Thad Jones con il grande Flavio Boltro insieme ad un’Orchestra Jazz d’eccezione, grazie alle sponsorizzazioni di uBroker e ScelgoZero

Ancora una volta il territorio di Pianezza, casa del Presidente di ZERO Cristiano Bilucaglia, ospiterà eventi di cultura musicale e intrattenimento anche grazie alle sponsorizzazioni di uBroker, l’innovativo gestore di energia inventore del progetto ZERO che permette di azzerare le bollette.

In questa singola serata musicale del 23 settembre 2018, in occasione del 185° anniversario della Società Filarmonica di Pianezza, il Sagrato di San Pancrazio ospiterà musica Jazz di qualità a dir poco eccelsa.

Flavio Boltro

Trombettista internazionale originario di Torino vanta una carriera che ha inizio nel lontano 82, dove ha performato per la RAI, l’Orchestra Sinfonica di Torino e grandi nomi dell’epoca come Steve Grossman, Cedar Walton e Billy Higgins.

Nominato “Miglior Musicista” nel 1986 dalla rivista settoriale “Musica Jazz” ha poi suonato con le leggende: Freddie Hubbard, Clifford Jordan, Jimmy Cobb, Bob Berg, Dave Liebman, Don Cherry, Joe Lovano e Laurend de Wilde.

flavio boltro 23 ottobre filarmonica jazz band

Terminato il suo primo periodo italiano si sposta in Francia, dove il genere stava esplodendo, ed entra a far parte dell’Orchestra Nazionale di Jazz, per poi girare il mondo insieme al sestetto di Michel Petrucciani di cui nel 1996 entra a far parte, per poi spostarsi nel quintetto di Eric Legnini, in quello di Michel Portal.

Sfornati diversi CD arriva il momento per Boltro di rilasciarne due come leader della banda: “Road Runner” e “40 degrès” ed inifine suonare nel miglior album del 2003 “Air”, così nominato dall’Accademia Francese del Jazz.

Tornato in Italia Flavio Boltro entra nel quintetto di Rosario Giuliani e dal 2007 ha suonato in contemporanea anche a fianco di Gino Paoli, all’epoca al centro della cultura Jazz Italiana, per poi creare nel 2008 un suo quartetto insieme ad un piano, un basso e una batteria rilasciando un CD nel 2010 in collaborazione col giornale “L’Espresso”.

Dal 2011 ha iniziato a suonare diverse arie dall’Opera Italiana per poi rilasciare nel 2012 il suo ultumo Album con un nuovo quintetto, la cui musica trae ispirazione dai magici anni 60′.

Il 23 settembre 2018, tra un concerto e l’altro in giro per l’Italia, Flavio Boltro si esibirà nel maestoso Santuario di San Pancrazio di Pianezza, insieme ad un’orchestra di squisita maestria: la Filarmonica Jazz Band.

Filarmonica Jazz Band

Fondata nel maggio del 2000 a Pianezza è oggi composta da un folto gruppo di 20 musicisti amanti del Jazz ed è diretta dal Maestro Sergio Chiricosta.

filarmonica jazz band 23 ottobre 2018 flavio boltro

Il modo coinvolgente di porsi ha subito avuto riscontro positivo dal pubblico che ne ha esaltate le qualità di intrattenimento oltre a quelle musicali. Arrangiamenti, repertorio e scelte stilistiche sono considerati i punti forti dalla critica. Al pubblico invece, oltre all’energia risonante della band, piace moltissimo l’intento finale dell’associazione.

Infatti parte dei ricavi viene sempre rivolta ad iniziative benefiche per la realizzazione di progetti didattici e culturali sul territorio, aspetto con cui uBroker e ScelgoZero si trovano decisamente in pieno accordo.

Grazie alla sua provata esperienza la FJB, così abbreviata, tiene varie tipologie di corsi:

  • individuali di strumento (canto, tromba, trombone, sassofono, chitarra, pianoforte, contrabbasso, batteria).
  • individuali di “tecnica di improvvisazione jazz” per tutti gli strumenti.
  • Laboratori di formazione orchestrale (Big Band).
  • Laboratori di formazione musicale (prime esperienze di musica d’insieme, analisi e storia).
  • Musica d’insieme (perfezionamento).
  • Tirocini relativi all’insegnamento.
  • Preparazione spettacolo, esibizioni in pubblico e avvio alla professione.
  • Laboratorio di formazione corale (Jazz Choir)

Molti di questi vengono anche portati a studenti di ogni età con lezioni in scuole elementari, medie o superiori.

Di rilevante importanza sono anche le collaborazioni con artisti di fama nazionale e internazionale tra cui, come è ormai chiaro, il famoso trombettista Flavio Boltro.

Perchè uBroker investe in Cultura?

Dopo lo ZERO Festival Beer, e ora con questo Evento Jazz in Tributo di Thad Jones l’azienda ha dimostrato che in parte lo scopo è fare qualcosa per i propri fedeli dipendenti.

Infatti per entrambi gli eventi sono stati riservati dei posti per lo staff dell’azienda, che ha così potuto godere non solo dell’ottima musica ma anche di una serata con parenti e amici offerta dall’azienda.

Certamente lo scopo è anche quello di rendersi presenti e riconoscibili sul territorio, tanto che grazie a questi eventi si ha la possibilità di diffondere il marchio così come l’incredibile opportunità di azzerare le bollette, ma il vero scopo è un altro.

L’azienda tiene al proprio territorio. Può sembrare troppo semplice per essere vero, ma è così. Occasioni di socialità e cultura sono il miglior modo per uBroker e il progetto ZERO di, per così dire, prendere tre piccioni con una fava e deliziare così i propri dipendenti, clienti e vicini di casa. Per quanto semplice possa sembrare

 

Roberto Crudeli dice addio all’Hockey [GALLERY]

Il giocatore di Hockey più forte d’Italia si ritira ma resta vicino allo Scandiano

Un mostro dell’hockey si ritira dalla sua grandiosa carriera dopo 38 anni di vittorie in tutta europa. Si chiama Roberto Crudeli e l’ultima squadra in cui ha giocato è stato proprio l’Hockey Scandiano nostro partner, dove il 13/03 ha dato le sentite dimissioni dallo sport che tanto ha amato.

In una dichiarazione pre partita dice: “dovremo essere al 100 per cento e pensare solo alla partita, non al contesto particolare. Io voglio giocare una partita vera, di quelle che piacciono a me. L’ultima di tante”.

La squadra era unita e gli spalti pieni di entusiasmo, ma il momento più toccante è stato il finale di partita dove Roberto ha dedicato due parole improvvisate al suo addio – che non è un addio – per lasciarsi guidare dall’emozione del momento.

L’incredibile carriera di Crudeli

Il film della sua vita sportiva nasce nella squadra della sua città dove entra in serie A1 ancora minorenne; è così che nascono i talenti.

Le sue abilità tecniche e fisiche si fanno infatti notare e dopo soli 4 anni viene convocato in Nazionale.

L’anno successivo lascia la squadra “natale” di Forte dei Marmi ed entra con entusiasmo nel Vercelli dove la sua carriera spicca il volo.

Da lì vince 6 scudetti, 3 coppe Italia, 2 supercoppe nazionali (una in Italia e una in Portogallo), 3 coppe CERS Europee, un Campionato Europeo e soprattutto due volte il Campionato Mondiale, prima nell’86 e successivamente nell’88, rendendo onore alla patria sportiva.

Nel suo primo periodo iberico tra Portogallo e Spagna partecipa anche alle Olimpiadi di Barcellona del ’92 dove vince la medaglia di Bronzo.

Nel 93 torna al Campionato del Mondo dove con l’Italia arriva in finale ma contro il Portogallo perde il Tris. Chissà che non abbia insegnato troppo agli avversari negli anni precedenti.

Torna quindi a Vercelli, per poi iniziare il suo secondo periodo verso l’Atlantico dove gioca prima nel Barcelos portoghese (stagione ’98/’99) e poi nel Reus spagnolo (stagione ’99/2000), per tornare di nuovo a casa d’estate, dove tutto era iniziato. Ma l’highlander dell’hockey su pista è solo a metà carriera.

Dopo Forte dei Marmi fa una stagione per anno a Bassano, Novara, di nuovo Forte dei Marmi, due anni a Prato, ancora Novara, due anni a Lodi e ancora una volta a Forte dei Marmi.

Qui si ferma 6 anni e accetta il ruolo di giocatore-allenatore della squadra, per poi spostarsi nell’Hockey Scandiano con lo stesso ruolo nella stagione 2015/2016.

Crudeli e lo Scandiano

All’età di 51 anni resta in vetta ai suoi standard e accetta una nuova sfida che compie con successo, portando la squadra dalla serie A2 all’A1 con il doppio ruolo di allenatore-giocatore.

Un risultato che si affianca agli altri per importanza, determinato da un grande cuore.

Ieri, dopo la sua ultima partita con lo Scandiano a cui è tanto affezionato, ha appeso i pattini al chiodo per dedicarsi anima e corpo alla crescita della squadra, allenandola come ha imparato a fare, perchè ha ancora molto da dare.

Le classifiche infatti non sono ancora chiuse e l’Hockey Scandiano è ancora in pista. Con un campione in meno tra le file, ma con una determinazione rinata.

BeChildren: Un Ospedale per i Più Bisognosi

Il Warm Up di ottobre ha portato gioia tra gli abitanti della città indiana di Leh

ScelgoZero è fiera di supportare Edi Righi nel suo progetto BeChildren nelle sue iniziative sociali per i più bisognosi.

Si tratta di un importante strumento di intervento che si impegna a realizzare progetti di sostegno a popolazioni in difficoltà, ponendosi come unico obiettivo un concreto aiuto alle persone ed in particolare ai bambini.

Con il nuovo programma portiamo la sanità a Leh

BeChildren sta collaborando con Ladakh Heart Foundation, una no profit del luogo, per portare la sanità agli abitanti della città di Leh. Questa cittadina si trova nell’estremo Nord dell’India, a 3500 metri di altitudine.

A queste altezze le patologie cardiache sono piuttosto frequenti, sia tra i grandi che tra i piccoli. E nel paese non sono presenti degli ospedali efficienti per la popolazione.

Perciò Ladakh Heart Foundation, tramite raccolte fondi, ha provveduto alla costruzione di un nuovo ospedale, con un reparto riservato ai bambini spesso lungodegenti.

Tuttavia le risorse non sono state sufficienti per ultimarlo e dotarlo delle apparecchiature mediche necessarie per curare e operare.

Il compito di BeChildren sarà proprio quello di concludere il lavoro iniziato, finanziando gran parte dei lavori restanti e gli strumenti mancanti.

La raccolta fondi dei collaboratori

Durante il Warm Up dell’ultimo weekend di ottobre, presso il suggestivo Hotel Le Palme di Milano Marittima, è stata organizzata una raccolta fondi tra i partecipanti dell’evento.

 

Per poter raccogliere i fondi è stata organizzata una raccolta benefica, con i seguenti premi in palio:

  1. hoverboard
  2. bicicletta custom
  3. torretta hi-fi bluetooth
  4. cuscino tibetano

Da questa generosa iniziativa sono stati raccolti 2544€, che verranno devoluti per intero nella sanità di Leh. Perchè la salute è un diritto fondamentale.

Diamo un cuore sano e un futuro sereno ai bambini di Leh.

 

 

 

 

BeChildren 2.0 – Progetto in India

Nel “Piccolo Tibet” c’è bisogno di BeChildren

L’India, in pochi lo sanno, è il secondo stato più popolato del mondo e uno dei primi per densità.

Purtroppo però è tra gli stati più poveri del mondo e vive in gravi condizioni di igiene e salute.

Le zone montuose vicino all’Himalaya poi sono quasi del tutto prive di strade, e le poche presenti sono lunghe, tortuose e dissestate. Frane e valanghe sono all’ordine del giorno, e ovviamente l’asfalto è un’optional raro.

E proprio nella zona che chiamano il “Piccolo Tibet” nell’estremo nord dell’India, si trova Leh: una città montuosa di circa 28.000 abitanti, povera, fredda e senza ospedali.

Malattie e Ospedali

L’incidenza di cardiopatie congenite e problemi respiratori gravi è davvero molto frequente, e le strutture mediche più vicine sono a 400 km di distanza. Per curare queste malattie però servono ospedali attrezzati, che si possono trovare solo a più di 1000 km dalla città.

Ma chi ha fretta deve pagarsi il costoso volo aereo. Agli altri restano le pericolose vie montuose.

I malati poi sono spesso giovani, e ancora più spesso non sopravvivono all’inverno.

L’intervento di BeChildren

Per questo BeChildren vuole aiutare la Ladakh Heart Foundation a completare un’opera iniziata anni fa mai terminata per mancanza di fondi.

In primis si intende finire il parco giochi per ragazzi, dove potranno giocare e divertirsi in sicurezza.

Gli ospedali verranno poi riforniti di apparecchiature fondamentali come:

  • lampada per operare
  • defibrillatori
  • monitor digitali
  • pacemaker cardiaci
  • autoclavi per l’acqua pulita
  • macchine per rianimazione portatile

Un altro passo che uBroker, insieme a BeChildren, fa verso i bambini delle città più povere, per aiutarli a conquistare i loro diritti fondamentali, come le cure mediche e un sano divertimento.

Ad Ottobre invece BeChildren (nella persona di Edi Righi) andrà in Tanzania per vedere con i suoi occhi i piccoli grandi passi già compiuti verso l’istruzione infantile della zona.

BeChildren: Utopia o concretezza?

Con BeChildren si possono conciliare utopia e concretezza

Solitamente si ritiene che sia utopico un progetto difficilmente realizzabile, ma che se fosse realizzato sarebbe un bene per tutti.

Il sogno di BeChildren è di eliminare le disuguaglianze sociali per restituire dignità e diritti ai bambini dei paesi con più povertà, offrendo loro opportunità di istruzione, salute e alimentazione.

Un’utopia? Forse, in parte! Ma un sogno che si avvale di un progetto concreto è molto vicino alla realtà. E sarebbe un bene per tutti.

Secondo BeChildren, il progetto di Edi Righi, è possibile ottenere risultati tangibili anche all’interno di dinamiche molto complesse, come quelle sociali ed economiche. A condizione ovviamente che si perseguano obiettivi chiari e raggiungibili, finalizzando interventi di solidarietà a situazioni ben definite.

Questo tema è stato sviluppato nel corso del recente WarmUp di Parma ( 21/23 aprile). All’interno è stato presentato nella sua completa articolazione il programma di intervento nei territori di Lugeye e Nyanguge in Tanzania denominato ”La Capretta Studiosa”.

Il progetto si fonda su un rapporto di collaborazione l’impegno morale con le popolazioni locali.

Verrà finanziato l’acquisto di capre gravide per ogni bambino/a in età scolare primaria. E una per una saranno donate alle famiglie, che si impegneranno a far frequentare la scuola al proprio figlio.

Dalle capre nasceranno altre caprette, e altre ancora successivamente. Questo processo creerà un circuito virtuoso di microeconomia di latte e formaggio, che aiuterà a sostenere le spese scolastiche delle famiglie coinvolte.

formaggi-di-capra bechildren

Per fare ciò esiste un impegno concreto dell’azienda uBroker. In più a Parma è stata organizzata una raccolta benefica tra i partecipanti del WarmUp che ha testimoniato la grande sensibilità e generosità di tutti i collaboratori di ZERO.

Le risorse raccolte sono destinate ad allargare la portata dell’intervento solidale di BeChildren.

Ogni progetto sarà tanto più efficace quanto più sarà condiviso. La partecipazione di tante persone diventa un fatto culturale che fornisce un effettivo senso sociale alla solidarietà che una impresa è in grado di esprimere.

In questo senso un sogno da condividere può essere davvero un tratto comune di un’esperienza professionale e umana.

L’utopia di BeChildren dunque può diventare effettiva concretezza. Non dimenticando mai il motto che dice:

“Se educhi un bambino educhi un Uomo, se educhi una donna educhi una Nazione”

BeChildren si propone di fare il più possibile, grazie anche a tutti coloro che intenderanno contribuire.

Un grazie sentito a tutti, da BeChildren, da ZERO, e dalla Tanzania.

AGGIORNAMENTO:

BeChildren, grazie a tutti i collaboratori che hanno contribuito al progetto, è riuscita a raccogliere 5000 € devoluti interamente alla parrocchia che ha aderito al programma.

Grazie a questi soldi sarà possibile avviare un circolo virtuoso di istruzione e produzione alimentare, con grande beneficio della zona interessata.

 

5000 euro raccolti da bechildren

 

BeChildren e il suo Progetto per la Tanzania

Il Progetto BeChildren per dare un aiuto concreto alle famiglie della Tanzania

BeChildren tiene profondamente al futuro delle nuove generazioni con un’alta difficoltà economica.

progetto bechildren, ubroker

l progetto BeChildren punta a migliorare la qualità di vita delle famiglie nei villaggi della Tanzania. uBroker è fiera di supportare BeChildren

Per questo motivo provvederà a migliorare la situazione tra le popolazioni in Tanzania.

Il progetto BeChildren è di rispondere concretamente alla precaria situazione socio-economica della zona e delle famiglie.

Nello specifico BeChildren intende:

  • Promuovere la responsabilità dei genitori per garantire un futuro scolastico ai figli
  • Creare le condizioni economiche minime per sostenere i costi della frequenza scolastica
  • Creare uno spirito di solidarietà nei giovani

I beneficiari diretti saranno sicuramente i giovani, ma indirettamente si aiuteranno anche gli altri membri della famiglia.

Tutto ciò sarà possibile con una semplice operazione: donando alle famiglie povere una capra gravida per ogni figlio che frequenterà la scuola primaria.

L’allevamento delle capre è in grado di produrre il latte, dalla cui vendita si può guadagnare molto. Inoltre, attraverso la riproduzione, si potranno avere nuove capre che potranno dare altro latte oppure essere vendute al mercato.

Questo guadagno compenserà, e anzi supererà le spese della frequenza scolastica, consentendo a molti giovani di tornare a scuola.

Tutte le informazioni su questa iniziativa

Ma questo progetto BeChildren si dividerà in 3 stadi:

  • Innanzitutto si distribuiranno 200 capre gravide ad altrettante famiglie selezionate.
  • Ognuna di queste famiglie si impegnerà poi a donare la capra neonata femmina ad un vicino bisognoso.
    Lui a sua volta farà la medesima cosa quando otterrà la prima capra femmina da quella ricevuta in dono.
  • Ogni famiglia beneficiaria si impegna a sottoscrivere un impegno di collaborazione.
    Questo prevede la frequenza scolastica dei giovani e la fornitura della prima capra femmina neonata a un’altra famiglia.

Ripetendo questo processo si assicura un numero crescente di capre nella regione, e quindi una crescente disponibilità di risorse a favore dell’istruzione dei giovani.

Inoltre si aprirà una convenzione di due anni con un veterinario locale che darà assistenza sanitaria.

Questo servirà nel caso in cui le capre donate o quelle nate avessero necessità di essere curate.

Il Coordinatore locale del progetto, Padre Toussaint Bulambo, Parroco de Lugeye e Nyanguge, seguirà il progetto da vicino per assicurarne la massima efficacia.

Grazie a questo puzzle di elementi, il progetto BeChildren è fatto per riuscire a risollevare l’economia e l’istruzione di queste due città, per poi espanderne l’effetto anche altrove.